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Il poeta della bistecca

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Dario Cecchini, un artista del tagliere dal cuore nobile
di Michela Caroti

Parliamo del famoso macellaio poeta Dario Cecchini, conosciuto in tutta Italia per avere organizzato il 31 Marzo del 2001 il funerale in onore della bistecca alla fiorentina. Fuori della sua macelleria, situata a Panzano nel cuore del Chianti, c’ è ancora la lapide commemorativa, con tanto di foto e sempre guarnita di fiori freschi, con su scritto:

RIDOTTA INVALIDA
PREFERì LA MORTE
IN MEMORIA DELLA BISTECCA ALLA FIORENTINA
SCOMPARSA  PREMATURAMENTE
IL 31 MARZO 2001

Quando scoppiò l’ epidemia della mucca pazza , lui fu il primo a mettere in evidenza questo problema , perché una bistecca senza l’ osso non è più una bistecca e perde tutto il gusto che esso le dà. E’ solo nel 2006 che la fiorentina è stata riabilitata dalla comunità europea e quindi Dario ha esposto una nuova lapide, questa volta per la resurrezione:

LE MIE PREGHIERE ALFIN FURONO ACCOLTE
TORNA LA FIORENTINA E BEN CI AZZECCA
INVALIDA MORI’
VISSE DUE VOLTE E INFATTI IL NOME SUO COM’E’:

BISTECCA!

Ma Cecchini oltre ad essere un buon macellaio è anche un uomo socialmente impegnato , con un cuore grande     .
Tante sue iniziative hanno come tema i bambini ed il ricavato è devoluto in beneficenza a loro , infatti ogni anno si tiene un’ asta della “fiorentina” dove tutto il ricavato è destinato a fare del bene al prossimo. Diversi giorni alla settimana Dario li dedica ai suoi amici ,i piccoli ospiti dell’ Ospedale pediatrico “Anna Mayer”  di Firenze, tristemente noto per accogliere i bambini terminali .
Egli dedica loro molto del suo tempo recitando la “DIVINA COMMEDIA” e organizzando spettacoli e tante altre iniziative ,per alleviare la sofferenza ,Dario si muove tra loro  come un giullare, un Peter Pan un po’ cresciuto. I bimbi lo seguono divertiti e rapiti dalla quella gioia di vivere e dal suo modo così spontaneo di  recitare DANTE con dialetto spiccato da toscanaccio e l’ ironia della sua faccia aperta al mondo. Cecchini è un gigante dal cuore tenero ,come le sue bistecche e le specialità che ritroviamo  proposte con le antiche ricette del passato. Ne citiamo alcune, curiose ma antichissime :
Il “Cosimino” un piccolo o medio polpettone di forma rotonda che viene servito a tocchetti, con sopra una mostarda in dolce piccante. Lo chiamarono così in onore del battesimo di Cosimo Dei Medici, durante il quale fu servito per la prima volta. Oppure il “Peposo Notturno” , la storia racconta : “Messer Filippo Brunelleschi preso dalla mirabile costruzione della cupola  di Santa Maria del Fiore futuro Duomo di Firenze , si dice abbia messo  a punto una dieta energetica per i suoi artigiani  allo scopo di far loro trovare vigore e passione al completamento dell’ opera. Nasceva così il “peposo” forse imparato dai fornaciai imprunetini, che preparavano le tegole di copertura per il Duomo ,o viceversa.  Questo stufato di manzo cotto per una notte intera con pepe nero , aglio, sale marino , vino rosso e nient’ altro che la magia di un forno caldo che diventa la quintessenza toscana del concetto di cibo : forte sapore , gustosissimo , energetico e adatto all’ invenzione di Cosimo.
Un’ altra riccetta sfiziosa e sempre di origine Chiantigiana è il “Sushi del Chianti” : carne cruda sfribrata con spezie aglio e olio, da mangiarsi cruda con sopra qualche scaglia di limone .
Oltre alla classica Fiorentina esiste anche un’ altra bistecca, oggi meno nota, quest ultima senza osso ,si chiama “Panzanese”, secondo alcuni di pari livello alla Fiorentina , è l antica immancabile tagliata dei convivi  Rinascimentali.
La bistecca Panzanese è il taglio monumentale del cuore della coscia di un manzo di selezione Cecchini .

Per gustarla al meglio ci sono alcune regole da osservare :

- toglierla dal frigo 10-12 ore prima della cotura
- cuocerla a brace ardente e griglia rasa , 5 minuti per lato,15 minuti ritta
- non usare strumenti metallici per girarla ,solo palette di legno o le mani .
- servirla su un tagliere di legno tagliandola a tocchi con un filo d olio e sale

Tutto questo ed altro ben di Dio lo troviamo nella sua macelleria ,infatti quando entri resti subito colpito perché non è uguale alle altre. Molto particolare e bene arredata, al suo interno si trovano sculture, quadri d’ autore,  sulla destra un banchetto in stile medioevale imbandito d’ assaggi offerti dal patron e dal suo splendido staff.  Decine di crostini preparati col “burro del Chianti”,  il “Cosimino” tagliato a tocchetti accompagnato da mostarda dolce piccante , “sushi del chianti” con spezie e olio buono e ancora la splendida “finocchiona” , la porchetta e chi più ne ha più ne metta. Il tutto innaffiato con del buon Chianti prodotto dal Cecchini in persona. La degustazione è a disposizione del cliente che gradisce molto la cosa e mentre fa la spesa può assaggiare ciò che acquista a ritmo di buona musica classica jazz blues e persino lirica. Completa la simpatia del padrone di casa che tra una bistecca e l’ altra,  canta, scherza e recita in dolce stil nuovo.



Last modified 12-10-2006 15:03 expired