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Centro Mondialità e Sviluppo

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Una realtà che da anni opera per i paesi del Terzo Mondo
Ventisei anni dedicati ai paesi del Sud del mondo. Se volessimo sintetizzare lo scopo del Centro mondialità e sviluppo potremmo farlo con queste semplici parole anche se sarebbe riduttivo data la complessità degli interventi che questo svolge. Per comprenderne meglio le attività siamo andati nella sede di Via della Madonna a Livorno per incontrare Paolo Siani, direttore della struttura e Guido Frati, neo presidente del Centro. «Il centro – dice Siani- è un’associazione onlus non governativa che si propone di far conoscere le problematiche della mondialità e dare un contributo verso quelle nazioni che hanno bisogno di uno sviluppo. Tra le nostre attività principali la realizzazione di strutture idriche e la lotta all’Aids». Per operare al meglio il Centro organizza anche corsi per chi vuole avvicinarsi alla cooperazione e per chi vuole conoscere maggiormente i temi interculturali. «Svolgiamo, infatti, un’attività informativa – continua il direttore - legata anche alla mediateca ed alla biblioteca di genere. Organizziamo servizi di doposcuola per i bambini oltre ad avere attivato un internet point, utilizzato prevalentemente da extracomunitari per i contatti con i familiari». Nel prossimo futuro il Centro si adopererà per seguire altri paesi del Sud del mondo con le attività prevalentemente rivolte alla soluzioni dei problemi idrici e alla lotta all’Aids. «Inoltre – spiega ancora Siani – ci proponiamo come soggetto coordinatore delle varie realtà toscane che si muovono in questo settore per lavorare tutti insieme anche verso nuove realtà come il Brasile ed il Burkina Faso». Tra le numerose attività del Centro è doveroso ricordare quella della raccolta dei tappi che nel 2004 ha contribuito alla realizzazione di un impianto idrico in un villaggio della regione di Dodoma, nel cuore della Tanzania. «Grazie ad un accordo con la società Galletti di Livorno abbiamo iniziato una campagna di raccolta dei tappi di plastica che riciclati e venduti permettono di avere un guadagno con il quale abbiamo finanziato alcuni progetti. Nel 2003 siamo partiti con un piccolo progetto da 4500 euro fino a quello dello scorso anno di 15mila euro che ha portato alle realizzazione di un progetto dell’acquedotto di Bahi per un villaggio di 15mila persone. I centri raccolta presenti nel comune di Livorno (125), soggetto capofila del progetto, sono aumentati e si sono distribuiti oltre che nel territorio toscano anche in realtà come Milano, Torino Bologna e prossimamente a Roma. Quest’anno stiamo lavorando per ampliare l’acquedotto di Bahi per altri villaggi della regione di Dodoma». Il lavoro del centro si svolge a pieno ritmo. Chiediamo al neo presidente Frati, in carica da due mesi, come si trova in questa nuova veste. «Ho accettato questo incarico propostomi da Paolo Siani perché credo nel cooperativismo. Mi sono sempre interessato di cooperativismo internazionale e con un gruppo di Viareggio ho sostenuto un progetto di educazione alla sanità in Bolivia. Essendo in pensione, cercavo un impegno che fosse in linea con le mie idee sullo sviluppo, la pace e la cooperazione». Che programma si è dato? «Il programma è quello di fare conoscere maggiormente il Centro alla società livornese sviluppando il rapporto di interscambio con il volontariato e l’associazionismo. Lavorare anche per recepire in maniera maggiore fondi, anche dalle istituzioni, per portare avanti nuovi progetti».

Last modified 03-08-2005 12:56