
Grande exploit per la Festa del Cacciatore Toscano
Nella campagna bibbonese due giornate all’insegna del divertimento, della cultura e della solidarietà.
La Festa del Cacciatore Toscano, manifestazione giunta quest’anno alla terza edizione, ha richiamato lo scorso weekend nel cuore della campagna bibbonese, in località Ginestriccio, oltre quindicimila visitatori, registrando un successo di pubblico inaspettato ma a dire il vero proporzionato al valore dell’evento. Successo che proietta lo stesso al vertice delle manifestazioni nazionali del settore, premiando lo sforzo congiunto degli artefici dell’iniziativa. Merito della riuscita lo spirito che anima il Comitato Organizzatore e le tre associazioni locali della Pro Loco, della Pubblica Assistenza e del Gruppo Sportivo Bibbona-La California, che grazie ad un impegno comune e fortemente sinergico hanno consentito una perfetta messa a punto della macchina organizzativa. Il presidente della Pro Loco locale, Marco Burgassi, sottolinea le potenzialità di valorizzazione del territorio connesse alla alta partecipazione di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia ed ai lauti proventi derivanti dal settore ristorazione, reinvestibili in iniziative che incrementino la visibilità del patrimonio storico e naturalistico della realtà bibbonese. Gli oltre tremila coperti serviti (quasi il doppio della passata edizione), andranno inoltre a ricoprire totalmente le spese di iscrizione al campionato di prima categoria della locale squadra di calcio, come tiene a precisare il Vicepresidente della Polisportiva Bibbona-La California Claudio Spinelli. Entusiasta anche Gert Kugler, Presidente della Pubblica Assistenza di Bibbona che grazie all’evento, proprio come lo scorso anno, avrà modo di ottimizzare la qualità del prezioso servizio offerto ai cittadini. La solidarietà ha poi trovato riscontro nello spazio offerto all’associazione Parent Project, che riunisce i genitori dei bambini afflitti da distrofia muscolare Duchenne e che nell’iniziativa, grazie anche al materiale offerto dall’Organizzazione, ha avuto modo di raccogliere ben 1175 euro da destinare alla ricerca. Ma la manifestazione, ad ingresso libero per esplicita volontà della famiglia Rossi Ciampolini che la ospita sul terreno di sua proprietà e del Comitato Organizzatore costituitosi come associazione aliena da fini di lucro ed indipendente da qualsiasi associazione venatoria per quanto aperta ad una attiva collaborazione con ciascuna de esse, è stata anche festa del divertimento e della cultura venatoria, valorizzata quest’ultima dalle due conferenze organizzate al suo interno dalle associazioni Acma ed Urca sui temi della compatibilità ambientale della caccia, dalla presentazione di pubblicazioni venatorie di autori locali, dalla premiazione del primo concorso letterario e fotografico “Barlumi di caccia e natura”, dal conferimento al noto scrittore Franco Antonelli del riconoscimento di Cacciatore Toscano dell’anno nonché dalla mostra pittorico-fotografica allestita con l’esposizione di opere di Vestrini e Parducci. Quanto all’intrattenimento, la terza edizione è stata appositamente pianificata per venire incontro alle esigenze di tutti, anche di coloro che il mondo della caccia lo vivono solo marginalmente ma che proprio per questo hanno oltremodo apprezzato il ricco palinsesto che ha visto susseguirsi senza sosta le esibizioni di obbedienza di springer spaniels e retrievers, dei cani del soccorso civile e dell’agility dog presenti grazie all’impegno del Gruppo Cinofilo livornese, la mostra del Segugio Maremmano organizzata dalla Pro Segugio Livornese, l’esposizione di cuccioli delle più svariate razze da caccia, le evoluzioni dei piccioni addestrati dagli abili allevatori livornesi e liguri, i suggestivi spettacoli di falconeria garantiti dalla presenza di Guglielmo Ventimiglia e dei suoi splendidi rapaci, le applauditissime performance del gruppo dei fischiatori di palude dell’Acma, le fedeli e nostalgiche ricostruzioni di tecniche di caccia tradizionali come quella dei trampolieri al prato, della spingarda e del capanno all’albero secco. E poi divertimento per tutti, assicurato dalla presenza del percorso di tiro con l’arco approntato dai provetti tiratori della FIARC, dall’immancabile gara di tiro alla sagoma mobile del cinghiale impreziosita da ottimi premi e, novità, dal percorso di caccia che grazie alla presenza dei maestri della FITAV ha offerto anche a donne e ragazzi la possibilità di spaccare il loro primo piattello. Infine, all’ombra di un ampio bosco di leccio, è stato come al solito il pittoresco villaggio espositivo rigorosamente tematico a catalizzare l’attenzione degli intervenuti, con circa quaranta stand di associazioni venatorie e cinofile e aziende di alta coltelleria toscana e sarda, armi, turismo venatorio, abbigliamento, attrezzature, editoria, artigianato e tutto quello che fa caccia ospitati gratuitamente e pienamente soddisfatte nelle proprie aspettative. Protagonista d’obbligo anche la campagna livornese, con i numerosi angoli dove poter degustare i prodotti tipici della terra livornese, dai vini pregiati di Bolgheri e dintorni al raffinato olio d’oliva passando per ogni genere di miele. Ciliegina sulla torta la sfilata di moda/caccia allestita con modelli dilettanti da “Maremmacane” di Giovanna Lazzeri. Insomma, una conferma importante per un evento rivelatosi interessante anche per quanti, pur non essendo cacciatori, abbiano piacere a trascorrere una giornata all’aria aperta a stretto contatto con la natura e col mondo degli animali. Un modo originale e positivo dei cacciatori di rapportarsi alla comunità, una dimostrazione di vitalità pur nel rispetto della comune sensibilità. A questo punto per il futuro al comitato Organizzatore non rimane che auspicare un sempre più convinto e doveroso sostegno da parte dell’ente pubblico provinciale e regionale, così da continuare ad incrementare le potenzialità di crescita di un evento che si propone come fiore all’occhiello per la nostra realtà territoriale.
Pierluigi Mugellesi
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03-11-2005 09:51
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