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ATTACCO TERRORISTICO, VIRUS VENUTO DALLO SPAZIO O COSA?

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Allarme aviaria: tutti i consigli
di Alessandra Rachini

In questo periodo siamo bombardati da notizie sull’aviaria sempre più inquietanti che ci arrivano dalle fonti più disparate. Lo stato di salute dei volatili del quartiere è monitorizzato assiduamente. Ieri la mia vicina di casa mi ha dato la ferale notizia di un avvistamento di “ piccione malandato”. Una mia amica, che a dire il vero non ha mai avuto in simpatia i volatili, mi ha detto : “Lo sapevo che portano un sacco di malattie. Non mi sono mai fidata di loro.”
Neanche fossero spie nemiche. Del sano petto di pollo alla griglia, neanche a parlarne. Diventato molto più letale del demoniaco pacchetto di sigarette. Un esercito di salutisti confusi e storditi non sanno più che fare. Niente bistecca con l’osso, niente bistecche di soia( può essere transgenica) e adesso neanche l’innoquo pettino di pollo. Chi era abituato a sperimentare cucine etniche fa marcia indietro e rifugge come la peste i vari polli alle mandorle, polli Tandoori, anatre laccate. Al solo pensiero inorridisco!
Come ho potuto mettere a rischio la mia incolumità mangiando simili veleni. E’ un miracolo che io sia ancora viva! A seguito di questo periodo di smarrimento ho sentito la necessità di avere nozioni dettagliate sul nostro nuovo nemico mortale. Il virus H5N1. Il virus H5N1 è un virus di tipo A, che circola negli uccelli dal 1950. Negli ultimi otto anni, tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004 ha fatto strage di volatili.
Gli uccelli sono spesso in contatto con i virus, specie gli uccelli acquatici, anatre, gabbiani, oche e cigni e la maggior parte di questi virus convive con gli uccelli senza dare nessuna malattia. L’epidemia di aviaria si è diffusa rapidamente in tutta l’Asia ( Cina, Cambogia, Thailandia, Giappone, Indonesia, Laos), da li è passata nell’Europa dell’Est, in Iraq, in Turchia, in Grecia e in Nigeria.
Ho persino sentito i più oscurantisti profetizzare in maniera sibillina “Il male viene dall’Est! Lo diceva anche Tolkien”. Fino ad oggi le persone infettate dall’H5N1 sono tutte persone che erano a diretto contatto con gli animali affetti dal virus, lavoravano negli allevamenti di polli in Vietnam e in Cina. Si è trattato di persone giovani e in buona salute. Il dato allarmante è che il cinquanta per cento delle persone che si sono ammalate è morto.
All’epidemia di influenza dell’uomo siamo abituati, in tutto il mondo sono centinaia di milioni di persone che si ammalano di influenza, di queste quasi mezzo milione muoiono, ma sono pazienti anziani o comunque già fisicamente compromessi da altre malattie. Insomma in condizioni normali di influenza non si muore. L’OMS ha richiesto all’Italia un nuovo piano pandemico.
Finora non ci sono evidenze che il virus H5N1 abbia la capacità di trasmettersi da uomo a uomo, ma, in caso di emergenza di un nuovo virus influenzale che abbia acquisito tale capacità, la mobilità della popolazione, la maggior velocità dei mezzi di trasporto e gli scambi commerciali tra le varie nazioni, hanno reso indispensabile un piano di azione per limitare il contagio e controllare la pandemia. Le pandemie si verificano in maniera imprevedibile: nel 1918 fu la volta della “spagnola”(virus A sottotipo H1N1 ) che causò quasi cinquantamilioni di morti, nel 1957 “L’asiatica” ed un’altra più recente nel 1968. Dal gennaio del 2004 un team scientifico britannico ha riesumato cadaveri di persone morte di “ Spagnola” per decifrare i segreti del virus.
Questo virus la caratteristica di mutare continuamente la propria struttura in modo tale da non permettere all’organismo ospitante di potersi immunizzare in maniera persistente. Un gruppo di ricercatori guidati da Jeffery Taubemberger, lo stesso che per primo era riuscito ad isolare il virus della “spagnola” ha evidenziato delle pericolose similitudini con il virus H5N1. Hanno ricostruito l’intero genoma del virus H1N1(della spagnola) e lo hanno confrontato con il virus H5N1, responsabile dell’influenza aviari nel Sud Est Asiatico.
Gli scienziati affermano che sta assumendo caratteristiche biologiche simili a quello dell’epidemia scoppiata alla fine della Grande Guerra. Ovviamente la notizia di cadaveri che vengono riesumati e di virus letali che vengono ricombinati in laboratorio non contribuisce certo a tranquillizzare la popolazione che segue queste notizie con morbosa apprensione come se vedesse realizzarsi le sue più terribili paure.
Come in un libro di Dan Brown (“Codice da Vinci”) circola il sunto di un rapporto militare segretissimo (non tanto direi !) in cui il Pentagono istilla il dubbio che dietro l’influenza dei polli possa celarsi un attacco terroristico oppure si trovano su internet notizie macabre come quella che il coroner dello stato di Washington in Usa che richiede una macchina per “comprimere” e confezionare cadaveri in caso di un attacco terroristico. Questa ridda di teorie, che spaziano dall’attacco terroristico, al virus che uccide gli uomini e risana allo stesso tempo le assicurazioni previdenziali, non ci aiutano certo a capire come difenderci da un eventuale epidemia. L’ influenza aviaria può trasmettersi per via respiratoria o per contatto diretto, toccando animali infetti.
Per evitare il contagio è quindi buona norma lavarsi spesso le mani, e adottare misure precauzionali utilizzate per prevenire malattie respiratorie: evitare contatti con le persone malate (si intende affette da aviaria, non significa che si debba emarginare il collega che soffre di emicrania, né tantomeno abbattere chi soffre di raffreddore da fieno).
Bisogna coprirsi naso e bocca quando si tossisce e si starnutisce. Ve lo consiglio anche per non azzerare i futuri rapporti sociali. Non è simpatico essere investiti in maniera imbarazzante da un mare di goccioline di flug quando si parla con qualcuno e questo qualcuno starnutisce fragorosamente senza schermare il malcapitato.
E’ una sensazione orrenda rimanere paralizzati e per educazione non muovere neanche un sopracciglio in attesa che quella situazione angosciante finisca al più presto, e correre a casa a “disinfestarsi”. Un’altra delle precauzioni da seguire è restare a casa in caso di malattia, a meno che non sia necessaria l’ospedalizzazione. L’influenza aviaria non si prende con gli alimenti nemmeno se fossero infetti. Il virus muore a una temperatura di 70°C , quindi basta cucinare i volatili e le uova, per essere al sicuro. Sono quindi da bandire tutti quei comportamenti sconclusionati che ci fanno eliminare dalla nostra dieta non solo pollo e uova, ma anche qualsiasi altro cibo sospettosamente a loro correlato. Si è verificata anche una frenesia di acquisto di farmaci antivirali di qualsiasi tipo, totalmente inutili contro l’H5N1. Ho sentito che a Napoli una farmacia esponeva un cartello che pubblicizzava un vaccino antiaviaria. Vi assicuro che ad oggi non è in commercio.
Il normale vaccino antinfluenzale vaccina solo contro la comune influenza, e non contro l’influenza aviaria, può dare semmai un aiuto all’organismo che mantenendosi integro non sarà sottoposto a due aggressioni virali contemporaneamente, evitando anche un eventuale ricombinazione tra virus influenzali umani e animali. Esistono piuttosto vaccini per i volatili che sono efficaci. In Italia al momento vengono vaccinati i polli vicini alle zone più a rischio di contagio (Veneto). Ad oggi nessuno può darci rassicurazioni sul fatto che il virus non possa mutare e riuscire ad adattarsi all’uomo. E’ però vero che l’acquisizione della mappa del genoma del virus e i continui studi per monitorizzare degli eventuali cambiamenti nella sua struttura ci danno la possibilità di poter intervenire con immediatezza se ce ne fosse bisogno. Intanto oltre al “Nuovo Piano Pandemico Italiano” già stilato, il Ministero della Salute ha istituito un numero telefonico (1500) per rispondere ai cittadini sui quesiti e i dubbi che possono sorgere in merito all’influenza aviaria. Credo che colmando le tante lacune e soprattutto le varie cantonate prese spesso da molti di noi si possa vivere meglio.

Last modified 06-04-2006 12:03 expired