
Lucarelli-dipendenti
Dategli il "suo" Cristiano e quasi quasi vi rivolterà il mondo. Il caso del Livorno e di quellíambiente proibito in cui circola che naturalmente Ë quello del calcio e della serie A di Juve, Milan, Inter e a quanto sembra ora anche della Fiorentina. Andarci pi˘ adagio? Accontentati, perchË Ë vero che gli amaranto, il mondo di queste quattro squadre non lo hanno ancora rivoltato. Ma hanno rivoltato lungo líarco delle prime dieci giornate del calendario, tutto il resto del campionato e allora, perdonateci, ma ci risiamo, anche perchÈ lo sanciscono i fatti: Cristiano, nessun dubbio, Ë per il Livorno quello che la famosa ìlevaî vecchia di centinaia e centinaia di anni, fu per un certo Archimede!
Cristiano che ha 30 anni e allíanagrafe fa anche Lucarelli, non ha ancora segnato moltissimo in questo campionato. Lo sapete, Ëí grande, grosso e con i suoi 83 chilogrammi di stazza Ë perfettamente normale che, pure dopo uníestate condotta con morigeratezza, abbia bisogno di qualche mese in pi˘, diciamo fino al dicembre, per esprimersi al massimo della condizione.
Eppure, Ë egualmente Cristiano ed Ë anche facile accorgersene. PerchË Ë lui ad annullare líeffetto del rigore di Pinardi nella notturna di apertura campionato, vinta contro il Lecce. PerchË vai a Padova per affrontare il il Treviso nella prima trasferta di campionato ed Ë ancora lui - pur sempre ìguasto dentroî a causa delle incomprensioni col presidente Spinelli, ed a fronte di una gara in cui viene cercato pochissimo dalla squadra - a regalarci con un fantastico gol, figlio della concentrazione pi˘ disperata, acrobazia e pallone irrimediabilmente alle spalle del povero Andanovich, successo e primato. PerchÈ Ë ìancora, ancoraî lui a darci dentro contro il coriaceo Ascoli. E ìancora, ancora, ancoraî lui, al rientro dopo la disgraziata partita di Firenze e la conseguente squalifica scontata contro líInter, a confezionare a due minuti dal termine un gol semplicemente, come Ë solito dire Altafini, da ìpagine 252 del manuale del calcioî. Un gol che ha ìscaldatoî persino un tecnico navigato come Fascetti, senza alcun dubbio nel considerarlo come un autentico passaporto verso Lippi (al quale ha subito inviato il proprio messaggio) e il prossimo mondiale di Germania.
Dicevamo di Fiorentina e Inter. Ecco, neppure in questi due casi, come si dice per assurdo, Ë mancata la dimostrazione. E infatti per Fiorentina-Livorno, sono stati moltissimi (per citare la parte avversa ricorderemo Raffaello Paloscia, fiorentino doc ed ex capo servizio allo sport de ìLa Nazioneî) coloro che hanno parlato di un Livorno che, Lucarelli in campo (anzichÈ tinto di un ulteriore ìrossoî da Ayroldi, non se ne parli neppure se spedito secondo giustizia sul dischetto del rigore), ´non avrebbe mai persoª. Mentre per Inter-Livorno, tutti hanno potuto constatare come, senza Cristiano, il Livorno non fosse il vero Livorno.
E siamo al dunque. CioË a Lucarelli che non Ë soltanto il capitano, il bomber e il trascinatore del Livorno, ma Ë addirittura il Livorno stesso. Un Livorno che pretende la sua guida e che proprio non sa fare a meno di quella longa, longa, longa mano che sa porgere a tutti i compagni, ora retrocedendo a sostegno del centrocampo e della difesa, ora spizzicando palloni di testa per chi si propone avanzando dalle retrovie, ora a pugni chiusi, per suonare una sorta di carica.
E il tutto, naturalmente, per una squadra e per una citt‡ che vedono giusto e ben volentieri lo hanno eletto a simbolo di una livornesit‡ da consegnare alla storia sportiva di chi, nel settore, Ë stato rappresentanto da personaggi che si chiamavano Nedo e Aldo Nadi, Scarronzoni, Magnozzi e Armando Picchi.
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14-11-2005 11:56
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