
Sempre più mascalzone latino
A Valencia una nuova base
di Marianna Lomi
Un varo via satellite in un bagno di sole nel caratteristico stile valenciano. E’ questo quello cui hanno assistito da Milano i numerosi intervenuti alla conferenza stampa di presentazione della nuova barca di Vincenzo Onorato, armatore napoletano alle prese con la sua seconda campagna di Coppa America. «E’ con orgoglio – dice Onorato – che mostriamo al pubblico e ai media la nostra nuova barca, risultato di un anno di impegno tecnico di tutto il nostro team. Crediamo molto in lei, Harry Dunning ed il gruppo di ricerca e sviluppo hanno fatto un grande lavoro, cui tutto l’equipaggio ha collaborato con i suoi suggerimenti e con uno scambio di idee molto creativo». Agguerrito più che mai, Onorato tiene fede alla sfida lanciata a Napoli, dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia nel marzo 2005 e presenta al mondo un gioiello di carbonio degno della più fine tecnologia. Un vero e proprio bolide nero, il colore naturale del carbonio: si chiama “Ita 90” ed è sponsorizzato dal Gruppo Capitalia. Mascalzone Latino Ita 90 è stato costruito alla Marine Composite di Andora, vicino a Savona, grazie all’opera del design team di quattordici persone capitanato da Harry Dunning, newyorkese di 44 anni, già ricco dell’esperienza di Young America 2000 e Star & Stripes 2003. Realizzato con compositi avanzati dopo una serie di tappe tecniche che hanno visto il progetto spostarsi tra Terranova, Spagna e Italia, il prodotto finito è un capolavoro di design e di ingegneria navale. Il team di ricerca e sviluppo ha concepito uno scafo che ha richiesto anche una tappa oltreoceano, presso la vasca navale del National Research Council Canada Institute for Ocean Technology a St. John’s, per poi ottenere un modello, fresato in Spagna presso la MTorres di Pamplona, una società specializzata nell’automazione e ingegneria dei processi industriali. A questo punto ha preso forma lo stampo femmina, che è stato spedito in Italia, ad Andora, per la laminatura. L’imbarcazione è infine tornata in Spagna per l’operazione finale di allestimento, che è stato fatto a Burriana, nel cantiere Longitud Cero di Ximo Lopez. L’albero, maestoso ed imponente, è stato realizzato negli USA dalla Hall Spar di Rhode Island, le attrezzature di coperta sono in gran parte fornite dalla americana Harken, che produce in Lombardia, le cime sono state realizzate dalla Gottifredi e Maffioli di Novara, le vele, progettate da Giovanni Cassinari e Marco Savelli sono state fatte dalla North Sails in Nevada, la pinna del timone, infine, è arrivata dall’Australia. Una imbarcazione complessa dunque, assemblata grazie alle migliori risorse umane e tecniche del campo internazionale così come l’equipaggio, capitanato da Vincenzo Onorato e dallo skipper triestino Vasco Vascotto. Una grossa novità nel pozzetto di Mascalzone Latino sarà la presenza di due timonieri, fatto che peraltro non è nuovo in Coppa America – vedi lo schieramento Melges-Dallenbough su America 3 nel 1992, quando il Moro di Venezia venne sconfitto – anche perchè, specie nella partenza, sono necessarie alte competenze tecniche e tanto, tantissimo istinto. Quest’anno il danese campione di match races Jes Gram-Hansen avrà il compito non facile di gestire la partenza e Flavio Favini raccoglierà il testimone subito dopo il via. Vincenzo Onorato lascia così quello che è sempre stato il suo posto come grinder, per permettere ai due timonieri di portare Ita 90 che verrà coccolata e messa a punto da un team composto in tutto da 99 persone, di cui 65 di nazionalità italiana. A bordo anche un livornese, Marco Montis, grinder trentacinquenne con tanta passione per il mare e le vele. La classe Coppa America prevede che i team iscritti alla regata corrano con imbarcazioni realizzate secondo un ben preciso regolamento. La formula di stazza, consente di progettare barche diverse ma destinate a confrontarsi alla pari in regata, proprio perché da un punto di vista teorico, hanno lo stesso potenziale. Scese in mare per la prima volta nel 1992 con la nuova formula di stazza, le imbarcazioni utilizzano tutte i più avanzati sistemi costruttivi, utilizzando materiali compositi, tra cui spicca la fibra di carbonio. Il peso di questa classe di imbarcazioni è distribuito quasi tutto nel bulbo (90%) ed in regata possono ospitare un equipaggio di sedici persone. Proprio come accade per i bolidi di Formula 1, le misure di uno yacht di classe Coppa America sono un tabù inviolabile, un segreto a conoscenza solo di pochi addetti ai lavori, custodito e trattato gelosamente all’interno della propria base di lavoro. Ed è Valencia ad ospitare la nuovissima base della squadra di Mascalzone Latino, uno spazio in cui mettere a punto l’imbarcazione ma anche un luogo dove coesistono locali tecnici e zone per il relax, 3.900 mq di acciaio e vetro che si sviluppano su tre piani, secondo il progetto dello Studio Associato di Architettura Cestaro & Ciribì.
Un varo via satellite in un bagno di sole nel caratteristico stile valenciano. E’ questo quello cui hanno assistito da Milano i numerosi intervenuti alla conferenza stampa di presentazione della nuova barca di Vincenzo Onorato, armatore napoletano alle prese con la sua seconda campagna di Coppa America. «E’ con orgoglio – dice Onorato – che mostriamo al pubblico e ai media la nostra nuova barca, risultato di un anno di impegno tecnico di tutto il nostro team. Crediamo molto in lei, Harry Dunning ed il gruppo di ricerca e sviluppo hanno fatto un grande lavoro, cui tutto l’equipaggio ha collaborato con i suoi suggerimenti e con uno scambio di idee molto creativo». Agguerrito più che mai, Onorato tiene fede alla sfida lanciata a Napoli, dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia nel marzo 2005 e presenta al mondo un gioiello di carbonio degno della più fine tecnologia. Un vero e proprio bolide nero, il colore naturale del carbonio: si chiama “Ita 90” ed è sponsorizzato dal Gruppo Capitalia. Mascalzone Latino Ita 90 è stato costruito alla Marine Composite di Andora, vicino a Savona, grazie all’opera del design team di quattordici persone capitanato da Harry Dunning, newyorkese di 44 anni, già ricco dell’esperienza di Young America 2000 e Star & Stripes 2003. Realizzato con compositi avanzati dopo una serie di tappe tecniche che hanno visto il progetto spostarsi tra Terranova, Spagna e Italia, il prodotto finito è un capolavoro di design e di ingegneria navale. Il team di ricerca e sviluppo ha concepito uno scafo che ha richiesto anche una tappa oltreoceano, presso la vasca navale del National Research Council Canada Institute for Ocean Technology a St. John’s, per poi ottenere un modello, fresato in Spagna presso la MTorres di Pamplona, una società specializzata nell’automazione e ingegneria dei processi industriali. A questo punto ha preso forma lo stampo femmina, che è stato spedito in Italia, ad Andora, per la laminatura. L’imbarcazione è infine tornata in Spagna per l’operazione finale di allestimento, che è stato fatto a Burriana, nel cantiere Longitud Cero di Ximo Lopez. L’albero, maestoso ed imponente, è stato realizzato negli USA dalla Hall Spar di Rhode Island, le attrezzature di coperta sono in gran parte fornite dalla americana Harken, che produce in Lombardia, le cime sono state realizzate dalla Gottifredi e Maffioli di Novara, le vele, progettate da Giovanni Cassinari e Marco Savelli sono state fatte dalla North Sails in Nevada, la pinna del timone, infine, è arrivata dall’Australia. Una imbarcazione complessa dunque, assemblata grazie alle migliori risorse umane e tecniche del campo internazionale così come l’equipaggio, capitanato da Vincenzo Onorato e dallo skipper triestino Vasco Vascotto. Una grossa novità nel pozzetto di Mascalzone Latino sarà la presenza di due timonieri, fatto che peraltro non è nuovo in Coppa America – vedi lo schieramento Melges-Dallenbough su America 3 nel 1992, quando il Moro di Venezia venne sconfitto – anche perchè, specie nella partenza, sono necessarie alte competenze tecniche e tanto, tantissimo istinto. Quest’anno il danese campione di match races Jes Gram-Hansen avrà il compito non facile di gestire la partenza e Flavio Favini raccoglierà il testimone subito dopo il via. Vincenzo Onorato lascia così quello che è sempre stato il suo posto come grinder, per permettere ai due timonieri di portare Ita 90 che verrà coccolata e messa a punto da un team composto in tutto da 99 persone, di cui 65 di nazionalità italiana. A bordo anche un livornese, Marco Montis, grinder trentacinquenne con tanta passione per il mare e le vele. La classe Coppa America prevede che i team iscritti alla regata corrano con imbarcazioni realizzate secondo un ben preciso regolamento. La formula di stazza, consente di progettare barche diverse ma destinate a confrontarsi alla pari in regata, proprio perché da un punto di vista teorico, hanno lo stesso potenziale. Scese in mare per la prima volta nel 1992 con la nuova formula di stazza, le imbarcazioni utilizzano tutte i più avanzati sistemi costruttivi, utilizzando materiali compositi, tra cui spicca la fibra di carbonio. Il peso di questa classe di imbarcazioni è distribuito quasi tutto nel bulbo (90%) ed in regata possono ospitare un equipaggio di sedici persone. Proprio come accade per i bolidi di Formula 1, le misure di uno yacht di classe Coppa America sono un tabù inviolabile, un segreto a conoscenza solo di pochi addetti ai lavori, custodito e trattato gelosamente all’interno della propria base di lavoro. Ed è Valencia ad ospitare la nuovissima base della squadra di Mascalzone Latino, uno spazio in cui mettere a punto l’imbarcazione ma anche un luogo dove coesistono locali tecnici e zone per il relax, 3.900 mq di acciaio e vetro che si sviluppano su tre piani, secondo il progetto dello Studio Associato di Architettura Cestaro & Ciribì.
Last modified
16-05-2006 11:50
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