
Non più uno sport di nicchia
A colloquio con Massimiliano Schneck e Andrea Scapuzzi del Cosmopolitan Club di Tirrenia
di Augusto Spalletti Panzieri
Tra le tante idee sparate nell’editoriale di questo numero c’è anche quella che la nostra città, o, meglio ancora, il nostro comprensorio, potrebbe dedicarsi al business della terza età. Ebbene, in questo caso il golf sarebbe uno degli ingredienti su cui puntare, in quanto può essere praticato, persino ad alto livello, anche in là con gli anni, come è dimostrato dal fatto che sono molti i professionisti over 50 che guadagnano cifre da capogiro.
In Italia, d’altra parte, non si è ancora compresa la forza trainante che il golf rappresenta per il turismo: regioni come l’Algarve o la Costa Brava spagnola sono decollate facendo leva proprio su questo, con il vantaggio di avere destagionalizzato il turismo. Inoltre, in epoca di globalizzazione, la concorrenza di località che praticano prezzi stracciati, costringe nazioni come la nostra a perfezionare l’offerta. E se è vero che l’Italia dispone di un patrimonio artistico ineguagliabile, in tempi in cui la cultura non è poi al centro degli interessi collettivi ciò non basta: si tratta di aggiungere ai pacchetti vacanze anche altro, come centri benessere o, appunto, la possibilità di praticare il golf.
Da noi, tra parentesi, tutt’oggi considerato un’attività destinata alle élite, dimenticandoci del fatto che se è lo sport che ha il più alto numero di praticanti nel mondo forse non è proprio così.
Questo è l’assunto di partenza, o la scusa, per dare vita ad un approfondimento della attuale situazione, valutando l’insieme dei motivi d’interesse per un gioco che pure di appassionati ne conta già molti anche dalle nostre parti.
Come ci conferma Massimiliano Schneck, direttore del Cosmopolitan, il club di Tirrenia che dispone di 18 buche: “Inizialmente era veramente uno sport di nicchia, molti avvocati, notai, medici e imprenditori importanti di Pisa, Livorno e Lucca. Poi, grazie anche al grande golf che veniva trasmesso da canale 5, nei primi anni 90 si sono avvicinati a questo gioco molte persone di diverse estrazioni sociali. Negli ultimi due anni, grazie anche ad una mirata azione promozionale, il nostro circolo ha avuto ben 120 nuovi iscritti che hanno portato il numero degli attuali soci a ben 490, e i livornesi sono in maggioranza, credo circa il 60%”.
E sembra che aumenti anche l’aspetto agonistico, soprattutto fra i giovani…
“Dopo alcuni anni in cui il circolo ha avuto ottimi atleti juniores – continua Shcneck - negli ultimi due anni non siamo stati in grado di creare il ricambio generazionale che tutti gli sport richiedono, anche se la nostra squadra è quella che si è piazzata meglio in toscana all’ultimo campionato a squadre under 18. Ad oggi, comunque, abbiamo un nutrito gruppo di giovani da 8 a 13 anni ma soltanto 3\4 atleti nel settore agonistico under 18. Fortunatamente uno di questi, Luca Benedettini, livornese purosangue, è da due anni il miglior giocatore under 16 della nostra macroregione (Toscana e Umbria). Anche Carlo Cunzolo, altro livornese, ha una ottima posizione nelle classifiche giovanili. Nel settore femminile le cose vanno meno bene: quest’anno abbiamo una sola atleta ad alti livelli, Francesca Cioni, che alterna prestazioni importanti ad altre meno buone”.
Shcneck, non inganni il cognome, è di Tirrenia, lì ha iniziato a fare il caddie nell’altro campo, quello a 9 buche, poi a 16 anni ha preso i ferri in mano diventando un giocatore con un handicap molto basso in pochi mesi. Ma non ha optato per la carriera di maestro: prima segretario e infine direttore di circolo, ma anche arbitro internazionale, qualifica che gli ha permesso di arbitrare circa 50 gare, tra cui per tre volte l’open d’Italia.
Un appassionato delle regole. Già, perché accostarsi al golf è un investimento di carattere fisico, ma anche psichico per la continua aderenza alla correttezza e all’autocontrollo. Investimento non economico, invece: praticare il golf non costa più di tanto. Per esempio, molto meno dello sci.
Ora con la nuova politica decisa dalla Federazione e la realizzazione, anche da noi, di campi pubblici forse le cose stanno per cambiare.
Iniziamo proprio da questo punto una chiacchierata con Andrea Scapuzzi, giovane commercialista livornese, ottimo giocatore, che del Cosmopolitan è il presidente.
“Sì, anche in Italia, grazie al cosiddetto “tesseramento libero”, non è più necessario essere soci di un circolo, e appare finalmente vicina una diffusione di massa del golf: il costo annuo del tesseramento è di 60 euro al quale devono essere aggiunti i costi di accesso alle strutture, variabili dall’una all’altra. Noi peraltro, con un preciso intento di promozione, già da tre anni svolgiamo dei corsi collettivi, per i quali forniamo l’attrezzatura, della durata di 5/6 lezioni con maestri abilitati, al costo di 150 euro. Dopo è possibile continuare a frequentare il circolo con un costo di 200 euro per il primo semestre e di 600 per il secondo, mentre per i due anni ancora successivi, la quota ordinaria per usufruire di tutti i nostri servizi, compresa piscina e campi da tennis, e che attualmente è di quasi 2.000 euro, è ridotta rispettivamente del 37,5 e del 17,5 per cento”.
Ma cosa si ha intenzione di fare di fronte a questo aumento di interesse?
“In effetti negli ultimi 3 anni abbiamo fatto un discreto salto di qualità, sia dal punto di vista del numero dei soci golfisti (da poco meno di 300 a quasi 500) e delle presenze di giocatori esterni, italiani e stranieri, sia da un punto di vista del prodotto offerto, oggi sicuramente di buona qualità. Insomma una posizione di primo piano tra i circoli di golf dell’Italia centro-meridionale.
Un incremento di presenze non certo previsto in tempi così rapidi, così si pensa di ampliare il percorso, dalle attuali 18 a 27 buche: ci stiamo muovendo a tutti i livelli perché la realizzazione trovi completamento entro il prossimo triennio. Per esempio, nell’ambito del piano di recupero dell’area degli ex studios cinematografici di Tirrenia, è prevista la realizzazione di un albergo a 4/5 stelle di 200 camere, i cui lavori dovrebbero partire entro due mesi: sarà destinato soprattutto al turismo golfistico, che già in altre nazioni europee, come Francia, Spagna e Portogallo, è particolarmente fiorente e per questo agevolato nel suo sviluppo anche da parte delle pubbliche amministrazioni”.
Il fatto che a Tirrenia esista anche un altro circolo, sia pure con 9 buche, aumenta l’appeal della località. Ma la circostanza viene sfruttata?
“Il vecchio circolo di golf all’interno della pineta – risponde Scapuzzi - può sicuramente costituire un ulteriore attrattiva per il nostro comprensorio: è ormai accertato che il golfista straniero, sceglie le proprie mete turistiche anche in funzione del fatto che ci siano più percorsi vicini tra loro. Purtroppo debbo dire che gli operatori alberghieri di zona non hanno ancora scoperto le capacità di attrattiva del golf, soprattutto in periodi per la nostra regione considerati di bassa stagione come l’autunno e l’inverno: il golf è molto praticato nei paesi scandinavi, in Austria e Germania, dove, ovviamente, è impossibile giocare per molti mesi e da dove quindi ci si sposta alla ricerca di percorsi golfistici utilizzabili. Per dare una idea dello sviluppo possibile, si pensi che a Montecatini, il locale golf club, grazie alla stretta collaborazione con gli operatori alberghieri della zona, realizza circa il doppio di presenze straniere rispetto a noi. Ora, proprio in questi giorni, stiamo avviando direttamente con il nostro personale una attività di promozione turistica che preveda il raggiungimento di precisi accordi con strutture recettive e ricreative, sì da poter vendere noi direttamente il pacchetto golf-turismo. Inoltre sarebbe nostra intenzione contattare, tramite gli enti locali addetti, i croceristi che attraccano al porto di Livorno per offrire loro una ulteriore opportunità di svago”.
Last modified
16-03-2007 12:55
expired
