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Calcio… in rosa

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L’autenticità di tirare calci al pallone dell’ACF Livorno
Non solo Lucarelli e C. scrivono pagine di calcio amaranto, l’Associazione Calcio Femminile Livorno è una realtà consolidata della città, che gioca bene, ottiene risultati importanti inanellando vittorie e scendendo in campo principalmente per praticare sport, estranea alle pressioni e alle polemiche molto spesso create ad arte. Si gioca per vincere, vietato lasciare negli spogliatoi la grinta e le motivazioni, dimostrare attaccamento alla maglia, ma a partire dai vertici societari, passando per gli allenatori fino alle giocatrici, c’è la consapevolezza che per quanto il calcio sia reclamizzato, amato, parlato e discusso, rimanga un gioco verso cui rapportarsi con un pizzico di ironia e cercando di divertirsi. Questo lo spirito dell’Acf Livorno e del suo presidente, Paolo Ricciardi, che guarda con soddisfazione alla crescita della società con novanta ragazze tesserate. Oltre alla prima squadra, iscritta al campionato nazionale di serie B, girone a, il settore giovanile è composto dalla Primavera che partecipa alla prima fase del campionato regionale, dalle giovanissime del torneo regionale e dalle pulcine iscritte a quello provinciale. «Mi sono avvicinato a questa disciplina – racconta Ricciardi – trascinato dalle figlie che la praticavano, non immaginando che fossero tante le ragazze a cui piacesse il calcio. Gestire una società di calcio non è semplice ma guardando queste atlete che mettono sempre in campo la determinazione e la voglia di vincere, ricevo una carica ed una forza interiore che mi spingono a continuare». In Toscana l’Acf Livorno e la compagine fiorentina sono state scelte come scuole calcio femminile dalla FIGC, un riconoscimento al lavoro svolto che premia tutto il gruppo ed in primis Ricciardi inserito nel consiglio direttivo della federazione a Roma. Il campionato di serie B è iniziato da poco e la squadra, giovane ma tecnica e grintosa, sta rispondendo bene alla direttive del mister Renzo Bergamo, puntando alla promozione nella massima serie. Alcune giocatrici hanno dato ulteriore lustro alla società ed alla città ottenendo la convocazione alla nazionale italiana guidata dal ct Pietro Ghedin. A giugno sono state chiamate in azzurro il capitano Sandy Iannella, attaccante e trequartista, le centrocampiste Gloria Bertini ed Adriana Ricciardi per la prima fase del campionato europeo giocata in Israele. La qualificazione alla seconda fase, in programma ad aprile, è stata raggiunta grazie anche all’apporto delle livornesi, alle quali si è aggiunto in un secondo momento il difensore di fascia Elena Tramonti. Tutte emozionate, felici e con le gambre che tremavano all’inno di Mameli, ma subito pronte e concentrate al fischio d’inizio giocando con l’anima perchè rappresentavano l’Italia e Livorno. Sono ragazze di diciassette e diciotto anni, studentesse e con la testa nel pallone sin da piccole, incoraggiate chi dal padre chi dalla nonna e capaci di far cambiare idea ai familiari contrari a questo sport. «Il calcio femminile è un ambiente che ci piace – spiega Tramonti – perché siamo tutte amiche frequentandoci anche al di fuori del rettangolo di gioco. Abbiamo iniziato insieme e pian piano il gruppo si è formato e si è unito». L’allenatore della Primavera, Luca Paganini, non nasconde la sorpresa per la serietà e l’impegno dimostrati dalla ragazze: «Giocano un calcio pulito, mettendoci un qualcosa in più rispetto ai maschi dal punto di vista psicofisico, hanno potenzialità enormi ed allenarle si sta rivelando un’esperienza entusiasmante che mi rende orgoglioso sotto tutti gli aspetti». (Arianna Fanucchi)


Last modified 14-11-2005 12:29 expired