
Vinitaly 2005: come cambia il settore
A spasso tra gli stand della manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino, tra novità e riconferme
Centoquarantatremila visitatori alla scoperto del mondo del vino. Questo
il dato che emerge dalla 39esima edizione di Vinitaly la fiera vinicola che
si svolge ogni anno a Verona, sempre più “capitale” enologica italiana.
I 4100 espositori distribuiti su una superficie di 72600 metri quadrati netti, hanno visto una grande affluenza anche nel corso di questa edizione 2005 dedicata alla memoria di un agende del settore: Luigi Veronelli.
Importante anche il numero dei visitatori stranieri che ha raggiunto quota 30mila contribuendo ad un saldo positivo del 12 per cento rispetto alla passata edizione. «Ancora una volta Vinitaly ha permesso alle aziende di fare business – ha dichiarato il presidente di Verona Fiere, Luigi Castelletti – ma il nostro impegno non finisce oggi. L’internazionalizzazione della nostra attività ci porterà a maggio a Mosca con Vinitaly Russia, a ottobre negli Stati Uniti con Vinitaly Us Tour, a novembre in Cina con Vinitaly China e per la prima volta con il marchio Vinitaly in India nel gennaio 2006».
Una manifestazione che come ogni anno ha in sé tutto il fascino di un grande vento internazionale. All’interno di Verona Fiere ti senti partecipe di un movimento che interessa migliaia di persone. Il gran numero di aziende, inoltre, dà la reale possibilità di confrontare e conoscere le varie produzioni territoriali solo facendo pochi passi. Toscana, Piemonte, Umbria, Sardegna, Veneto Friuli – solo per citarne alcuni – sono lì uno vicino all’latro e la degustazione comparativa la si può fare semplicemente.
Tra i vini degustati meritano attenzione – la citazione è in ordine sparso – Le terrine 2001 del Castello di Paneretta, 50 per cento sangiovese e 50 canaiolo – figlio della filosofia aziendale che fa dei vigneti autoctoni un cavallo di battaglia. Molto intenso nei profumi di frutta con toni minerali, bel ingresso avvolgente e morbido con persistenza ed un finale gradevole nei toni fruttati. Interessante anche Le Castellaccie 2004 blend di traminer e trebbiano prodotto dall’Agripeccioli. Denso e carico di profumi fruttati e floreali si presenta al palato confermando i tono olfattivi e con un finale mieloso piacevole. Avvolgente e persistente.
Novità anche in casa Badia di Morrona dove è stato presentato il Taneto 2003, un vino decisamente piacevole con belle note floreali e fruttate ben amalgamate da una nota balsamica. Ad un ingresso morbido segue un centro bocca avvolgente e su note di caffè con un buon finale lungo. Sempre della famiglia Gaslini Alberti i Poderi dei Bricchi Artigiani presenti con tre etichette: Bricco San Giovanni, Bricco del Preje e Bricco del Perg. Il primo, un Monferrato doc (60 per cento Barbera, 20 Merlot e 20 Pinot Nero) che si caratterizza per una freschezza olfattiva e nel palato che ne fa un prodotto interessante. Il Preje è un Barbera d’Asti – Nizza (barbera in purezza) che ha un profumo intenso di frutta rossa e molto avvolgente al palato. Interessante anche il Bricco del Perg Barbera superiore con toni di frutta autunnale e deciso ed avvolgente al palato.
Mi ha colpito il lavoro svolto dall’azienda I Giusti e Zanda con il PerBruno 2003, syrah in purezza con toni di pepe e frutta matura. Ingresso morbido, avvolgente e persistente Progressi nella produzione di Case di Terra – Ladronia grazie al lavoro dello staffa che segue l’azienda dei fratelli Frollani, Il tandem Gianni Moscardini, direttore commerciale con in tasca una laurea in agronomia, e l’enologo Emiliano Falsino stanno facendo uscire buoni prodotti con un giusto rapporto qualità prezzo. Insieme a Badia di Morrona, I Giusti e Zanda, sicuramente aziende da seguire.
Nota di merito anche per il lavoro svolto da Campo alla Sughera, in costante miglioramento. Da seguire da vicino anche il lavoro di Guado al Tasso sempre più improntato verso la ricerca della qualità ed il rapporto sempre più stretto con il territorio e la territorialità.
I 4100 espositori distribuiti su una superficie di 72600 metri quadrati netti, hanno visto una grande affluenza anche nel corso di questa edizione 2005 dedicata alla memoria di un agende del settore: Luigi Veronelli.
Importante anche il numero dei visitatori stranieri che ha raggiunto quota 30mila contribuendo ad un saldo positivo del 12 per cento rispetto alla passata edizione. «Ancora una volta Vinitaly ha permesso alle aziende di fare business – ha dichiarato il presidente di Verona Fiere, Luigi Castelletti – ma il nostro impegno non finisce oggi. L’internazionalizzazione della nostra attività ci porterà a maggio a Mosca con Vinitaly Russia, a ottobre negli Stati Uniti con Vinitaly Us Tour, a novembre in Cina con Vinitaly China e per la prima volta con il marchio Vinitaly in India nel gennaio 2006».
Una manifestazione che come ogni anno ha in sé tutto il fascino di un grande vento internazionale. All’interno di Verona Fiere ti senti partecipe di un movimento che interessa migliaia di persone. Il gran numero di aziende, inoltre, dà la reale possibilità di confrontare e conoscere le varie produzioni territoriali solo facendo pochi passi. Toscana, Piemonte, Umbria, Sardegna, Veneto Friuli – solo per citarne alcuni – sono lì uno vicino all’latro e la degustazione comparativa la si può fare semplicemente.
Tra i vini degustati meritano attenzione – la citazione è in ordine sparso – Le terrine 2001 del Castello di Paneretta, 50 per cento sangiovese e 50 canaiolo – figlio della filosofia aziendale che fa dei vigneti autoctoni un cavallo di battaglia. Molto intenso nei profumi di frutta con toni minerali, bel ingresso avvolgente e morbido con persistenza ed un finale gradevole nei toni fruttati. Interessante anche Le Castellaccie 2004 blend di traminer e trebbiano prodotto dall’Agripeccioli. Denso e carico di profumi fruttati e floreali si presenta al palato confermando i tono olfattivi e con un finale mieloso piacevole. Avvolgente e persistente.
Novità anche in casa Badia di Morrona dove è stato presentato il Taneto 2003, un vino decisamente piacevole con belle note floreali e fruttate ben amalgamate da una nota balsamica. Ad un ingresso morbido segue un centro bocca avvolgente e su note di caffè con un buon finale lungo. Sempre della famiglia Gaslini Alberti i Poderi dei Bricchi Artigiani presenti con tre etichette: Bricco San Giovanni, Bricco del Preje e Bricco del Perg. Il primo, un Monferrato doc (60 per cento Barbera, 20 Merlot e 20 Pinot Nero) che si caratterizza per una freschezza olfattiva e nel palato che ne fa un prodotto interessante. Il Preje è un Barbera d’Asti – Nizza (barbera in purezza) che ha un profumo intenso di frutta rossa e molto avvolgente al palato. Interessante anche il Bricco del Perg Barbera superiore con toni di frutta autunnale e deciso ed avvolgente al palato.
Mi ha colpito il lavoro svolto dall’azienda I Giusti e Zanda con il PerBruno 2003, syrah in purezza con toni di pepe e frutta matura. Ingresso morbido, avvolgente e persistente Progressi nella produzione di Case di Terra – Ladronia grazie al lavoro dello staffa che segue l’azienda dei fratelli Frollani, Il tandem Gianni Moscardini, direttore commerciale con in tasca una laurea in agronomia, e l’enologo Emiliano Falsino stanno facendo uscire buoni prodotti con un giusto rapporto qualità prezzo. Insieme a Badia di Morrona, I Giusti e Zanda, sicuramente aziende da seguire.
Nota di merito anche per il lavoro svolto da Campo alla Sughera, in costante miglioramento. Da seguire da vicino anche il lavoro di Guado al Tasso sempre più improntato verso la ricerca della qualità ed il rapporto sempre più stretto con il territorio e la territorialità.
Last modified
28-07-2005 12:48
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