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Quando i bambini fannno...deh!

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L'angolo musicale
Senza alcun dubbio è stato il vincitore morale dell’ultimo festival di Sanremo. La sua canzone “I bambini fanno ooh” con delicatezza e semplicità è arrivata al cuore di tutti, diventando un po’ il tormentone di questi ultimi mesi. Ha pubblicato il suo primo album, “Evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’amore” e sta girando l’Italia in lungo e in largo per far ascoltare le sue canzoni. Ma chi è Giuseppe Povia, quel ragazzo con i capelli lunghi, dagli occhi chiari e profondi che da signor nessuno è diventato improvvisamente uno dei cantanti italiani più amati ed apprezzati? Siamo andati ad incontrarlo per farcelo raccontare ed abbiamo scoperto che è molto legato alla nostra provincia. Ciao Povia! Ciao, boia deh! Boia deh? Scusa, ma tu di dove sei? Sono nato a Milano, ma la mia mamma è dell’isola d’Elba. Dopo aver finito le scuole medie ho deciso di cominciare a lavorare e da allora ho sempre fatto la stagione a Porto Azzurro. Anno dopo anno mi sono sempre di più innamorato di quel posto e nel ’90 mi ci sono trasferito. Mi sono mantenuto facendo il cameriere ed ho capito che è un lavoro di comunicazione che ti tiene il fisico e la mente allenati: impari a riconoscere gli stronzi! Adesso dove vivi? A Firenze, dove ho la fidanzata. Com’è che ti sei avvicinato alla musica? Quando ero piccino scrivevo il diario, come tutti i ragazzini, facevo il resoconto della giornata. Come evoluzione della scrittura, verso i 15 anni ho cominciato a suonare la chitarra. Continuavo a scrivere parole e ci mettevo la musica, poi - sempre per scherzo e per gioco - ho capito che volevo cantare, che volevo essere un cantautore. Mi sono iscritto all’Accademia di Sanremo dove ho conosciuto Giancarlo Bigazzi con il quale ho collaborato. Bonolis mi ha voluto al festival… il resto lo sapete. Chi sono stati i tuoi idoli musicali di riferimento? Soprattutto gli italiani, Carboni, Baglioni, Vasco, Califano, Dalla non ho una grossa cultura musicale estera. Qual è la tua prima canzone? S’intitola “È vero” in cui sono un osservatore dei tradimenti, poi ho scritto “Mia sorella” con la quale ho vinto il Premio Recanati. La mia preferita invece è “Ecco cosa c’è”. Sono tutte contenute nel mio album. Come ti è nata “I bambini fanno ooh”? Ero in un periodo di depressione, in cui tutto mi sembrava scontato e banale e mi sono messo ad osservare i bambini. Un giorno ho visto un bambino che guardava la pioggia – che io odio – ed ho capito che i bambini ti insegnano il segreto di non prendersi troppo sul serio, di non aver paura di vincere o di perdere, così le cose ti riescono meglio. Adesso cosa farai? Continuerò a portare il mio disco in giro per l’Italia ed andrò anche all’estero. “I bambini fanno ooh” è già stata tradotta anche in spagnolo. Be’ ma continuerai a venire dalle nostre parti? Certo! Magari c’incontreremo per un bagno all’Elba oppure a Calafuria!


Last modified 03-11-2005 11:47 expired