
Questo piccolo grande Claudio
di Francesco Belais
Nessuno più di Baglioni ha cantato l’amore, raccontato passioni e sentimenti, per almeno tre generazioni. Chi non si è innamorato con una sua canzone o magari si è altrettanto disperato vivendo un abbandono con una sua melodia come sottofondo? Adesso il cantastorie d’amore più famoso d’Italia è un po’ invecchiato, ha i capelli bianchi, ma la musica e i sentimenti sono cose che non badano all’età, che non fanno i conti con l’anagrafe.
E se lui ha cantato i sentimenti di tutti è a tutti che è rivolto il suo invito. “Tutti qui”, infatti, si chiama il tour che affronterà dai primi di novembre, portando in giro per le principali città italiane tutta la sua storia e la sua musica.
Ben quattro sono gli appuntamenti in Toscana, due addirittura nella città di Livorno, il 24 ed il 25 novembre al Pala Algida. Successivamente, il 16 ed il 17 dicembre il cantante si esibirà a Firenze, al Mandela Forum.
Durante le tre ore di concerto Baglioni eseguirà una selezione tratta dalle due super premiate raccolte (6 dischi di platino): "Tutti qui" e "Gli altri, tutti qui", gli unici due cd tripli della storia del pop ad aver scalato, contemporaneamente, le classifiche dei dischi più venduti. Dal vivo il cantautore romano ripercorrerà, infatti, il meglio di quarant’anni di carriera ed alcuni brani rivivranno il fascino delle edizioni originali.
Qualcuno potrebbe pensare che sono solo canzonette, ma si sbaglia. In questi ultimi anni Baglioni si è molto impegnato su un tema di grande attualità sociale. Alla fine di settembre ha avuto luogo a Lampedusa la quarta edizione di “O'Scià!” (Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare), un festival-laboratorio per riflettere sul drammatico fenomeno dell'immigrazione clandestina, ideato e promosso da Claudio Baglioni. Tre serate, aperte a tutti, di musica dal vivo che hanno visto la partecipazione di alcuni tra gli artisti più rappresentativi del panorama italiano e internazionale: Francesco Baccini, Loredana Bertè, Riccardo Cocciante, Cochi e Renato, Luisa Corna, Grazia Di Michele, Khaled, Fichi D'India, Gigi Finizio, Riccardo Fogli, Francesco, Mango, Antoine Michel, Amedeo Minghi, Nada, Nair, Neffa, Neri Marcorè, Neri per caso, Pablo e Pedro, Pago, Giorgio Panariello, Gatto Panceri, Raf, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Aida Satta Flores, Alan Sorrenti, Anna Tatangelo, Paolo Vallesi, Michele Zarrillo.
Per l'importante rilievo sociale, “O’Scià” ha ottenuto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Patrocinio di: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministro delle Politiche Giovanili e le Attività Sportive, Regione Siciliana, Comune di Lampedusa e Linosa. Quet’anno si sono aggiunti, inoltre, il Patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e della Commissione Europea.
Il 13 settembre scorso, su proposta del Parlamento Europeo, Claudio Baglioni si è esibito a Bruxelles, dal vivo - pianoforte e voce - in un esclusivo concerto presso la sede del Parlamento Europeo, per portare il messaggio di O’scià oltre l'Italia.
Rientrato da Bruxelles, dove ha suonato all’Europarlamento per sensibilizzare sul tema istituzioni, mondo politico e opinione pubblica europea, Baglioni ha chiarito il senso del suo viaggio nel cuore politico dell’Unione: “Non sono andato a Bruxelles - ha detto - per porre un problema di solidarietà o formulare un generico appello alla carità o alla fratellanza. Sono andato a parlare di diritto, economia e sicurezza”. “Credo - ha proseguito il musicista - ci sia bisogno di politiche illuminate e lungimiranti in grado di ristabilire il diritto, di garantire pari dignità e pari opportunità a chi c'è e a chi arriva e di costruire le condizioni politiche, sociali ed economiche per le quali migrare torni a essere un'opportunità e non una scelta obbligata per la sopravvivenza”.
"L’immigrazione clandestina - ha concluso Baglioni - è un problema europeo e richiede una risposta europea. Lampedusa è un quartiere di Bruxelles, forse tra i più disagiati dell’intera Unione. Ma lì vivono cittadini europei come tutti gli altri. Cittadini che dovrebbero godere degli stessi diritti di chi vive in qualunque altro piccolo o grande comune d'Europa. Perché il diritto non si misura in chilometri e non diminuisce con l'aumentare della distanza che ci separa dal cuore delle nostre Istituzioni”.
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20-11-2006 11:45
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