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La signora del vino

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Alla scoperta del Casato Prime Donne, splendida realtà del mondo di Montalcino

Una scommessa contro le ottusità di una cultura maschilista che ancora primeggia in molte parti d’Italia, ma anche nelle realtà della nostra Toscana, sempre al centro delle lotte per la conquista ed il riconoscimento dei diritti.

Sto parlando dell’avventura che Donatella Cinelli Colombini ha intrapreso nel 1998 trasformando due realtà già esistenti, la Fattoria del Colle a Trequanda, e il Casato Prime Donne a Montalcino, in due “firme” nel mondo del vino e in una visione aziendale unica nel quale prevalga la qualità.

Sicuramente una sfida difficile che mi ha affascinato e di cui parlerò in più “puntate”.

  Per meglio conoscere questa realtà sono partito dal Casato Prime Donne. Quando Donatella Cinelli Colombini decise di investire in quest’azienda, trova, infatti, una certa difficoltà a inserirsi in un mondo dominato dalle figure maschili «tanto che alla ricerca di un cantiniere presso un istituto qualificato della nostra realtà territoriale – mi racconta il fatto Antonella, addetta alle relazioni esterne – non riesce ad avere un nominativo perché tutti impegnati».

  Ma la realtà era molto diversa: «Tornata all’istituto, su consigli amici – continua Antonella .- specifica di essere alla ricerca di un cantiniere». Di enotecnici donna disponibili c’era un buon numero, ma a nessuno era venuto in mente di dirlo alla signora Colombini la prima volta perché “le donne non le chiede nessuno”.

Una molla che ha fatto scattare a Donatella Cinelli Colombini la volontà di dimostrare che le donne nel vino possono avere lo stesso successo degli uomini. Nasce così il Casato delle Prime Donne, una fattoria nella quale l’universo femminile è il vero artefice dalla riuscita di un prodotto che ha molto da dire.

A parte la curiosità di un inizio difficile, quello che colpisce visitando le stanze della barriccaia, è anche la volontà di presentare questa realtà produttiva sempre legata a Montalcino ed alla sua storia.

Alcuni immagini moderne ricordano la storia di Montalcino fino ai nostri giorni e la preparazione di Antonella, guidano il visitatore – infatti al Casato, oltre alla produzione di vino, si unisce anche un’organizzazione che fa dell’accoglienza un punto fermo e di vanto - nei secoli fino alla scoperta della storia di oggi e della vocazione vinicola del territorio.

Il vino, comunque, è il filo rosso che lega le attività del Casato nel quale si producono quattro: Rosso; Brunello, progetto Prime Donne; Brunello e Riserva.

Affascinano le motivazioni del Brunello Progetto Prime Donne: «Questa etichetta – spiega Antonella – è un vino da invecchiamento creato per le signore. Infatti nasce dalla selezione effettuata da quattro donne: la master of wine inglese Maureen Ashley; l’enotecaria italo tedesca, Astrid Schwarz; la sommelier, Daniela Scrobogna e la PR italo americana, Marina Thompson.».

La mia curiosità per questo “vino delle donne e per le donne” viene placata dalla degustazione.

Nel Brunello Prime Donne 2000, rubino intenso con sfumature violacee, si evince la complessità del prodotto che emerge dai toni di frutta a bacca rossa non aggressivi e avvolti da una nota balsamica piacevole ed intensa che lascia trasparire una punta di oliva nera. Ingresso molto morbido ed avvolgente nel palato con la conferma delle note olfattive e con un finale lungo e persistenza.

Il Prime Donne 1999, rubino con sfumature tendenti all’arancio, ha una nota di frutta a bacca rossa più presente rispetto al 2000 con una bella nota balsamica. Ingresso morbido, tannino moderato, è avvolgente al palato dove la nota di frutta tende ad emergere con forza, ma senza essere aggressiva. Finale lungo e buona anche la persistenza.

La riserva 1999 presenta toni d’arancia che rendono tenue il rubino dominante. Il tono frutta ben accompagnato dalle note balsamiche ha presente la nota boisè. Bel ingresso sempre morbido e decisamente elegante persiste nel palato con i toni fruttati, ma fa emergere anche una mineralità. Finale su toni amari ma gradevole molto persistente.

Terminata la degustazione è l’ora di volgere verso la costa e lasciare il Casato non prima di aver chiesto alla gentilissima e competente Antonella di continuare prossimamente il viaggio nell’avventura di Donatella Cinelli Colombini.



Last modified 28-07-2005 12:47 expired