
La dieta perfetta
I segreti per un'alimentazione equilibrata
di Alessandra Rachini
Questo è il momento della valutazione, dopo i mesi freddi, cominciamo timidamente a scoprire il nostro corpo. Ciò che poteva essere abilmente celato riemerge dalle fitte nebbie invernali puntualissimo, forse troppo! L’atteggiamento benevolo che ci faceva essere autoindulgenti di fronte a un piatto di polenta e salsicce si tramuta in furia fustigatrice. Ci vediamo gonfi, flaccidi, faremmo qualsiasi cosa per drenare il nostro corpo, neanche dovessimo prosciugare le paludi della Maremma. Se vogliamo dimagrire riduciamo l’apporto calorico, ma con metodo.
La base del metodo consiste nell’assumere ogni volta che si mangia un quantitativo di calorie pari al: 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi.
I carboidrati sono costituiti da molecole di zuccheri, qualsiasi sia la fonte, ecco perché mangiare un piatto di pasta da un certo punto di vista equivale ad assumere una tazza di zucchero. Questi vengono utilizzati dal corpo come fonte di energia, ma se ingeriti in eccesso possono diventare tessuto adiposo. Più velocemente vengono assorbiti, prima li immagazzineremo e prima ci sentiremo affamati e irrequieti. Sono carboidrati sfavorevoli pane, pasta, riso eccetera, fanno eccezione l’orzo e l’avena, ricchi di fibre. Le fibre contenute nei carboidrati ne rallentano l’assorbimento. Le fibre sono costituite da residui di cellule vegetali, le troviamo prevalentemente nella frutta e nella verdura, favoriscono il transito intestinale e oltre a dare un piacevole senso di sazietà, alcune combattono i radicali liberi, che accellerano l’invecchiamento cellulare. Riassumendo; pasta, riso, farinacei e amidacei vanno consumati con moderazione e con alcuni accorgimenti: meglio quelli integrali !
Le proteine svolgono il ruolo principale perché non possono essere prodotte dall’organismo e devono quindi essere introdotte con la dieta. Se si assumono poche proteine, si provoca una serie di effetti che vanno dall’indebolimento del sistema immunitario e dalla perdita di massa muscolare, alla caduta dei capelli. Ma, al contrario se se ne assumono troppe, a discapito di fibre e carboidrati si scatenano altri gravi problemi! Un eccesso proteico innesca una reazione insulinica che tende a immagazzinare anche gli amminoacidi di troppo sottoforma di grasso. Le migliori fonti proteiche sono costituite dal pesce, dalle carni bianche, dalla carne di struzzo, dall’albume delle uova e i formaggi magri, mentre la carne rossa, le frattaglie e il tuorlo d’uovo non sono da prediligere a causa dell’alto contenuto di grassi sfavorevoli. Si avete capito, non tutti i grassi incarnano il Demonio, ne sistono anche di favorevoli.. Gli acidi grassi essenziali OMEGA6 e OMEGA3, che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare, sono importantissimi, la carenza di questi, porta a disturbi di vario genere: allergie, secchezza cutanea, eczema, infiammazioni, problemi cardiaci,sclerosi multipla, psoriasi, infezioni virali, affaticamento eccetera. Gli OMEGA3, che si trovano nel pesce azzurro (sardine, aringhe, salmone, tonno), sono importanti perché sono in grado di variare l’assetto lipidico dell’organismo riducendo i livelli totali di colesterolo e soprattutto di LDL (colesterolo cattivo). Il consumo di sole due porzioni di pesce settimanali può già avere un ruolo preventivo sulla malattia aterosclerotica.
L’acqua è un’ altro dei componenti fondamentali del nostro organismo se ne dovrebbero bere circa due litri e mezzo al giorno. Attenzione al tè, come nel caffè vi è contenuta una sostanza stimolante, che tende a far crescere i livelli di insulina e contribuisce ad aumentare la percentuale di colesterolo cattivo.
Ed eccoci qui a tirare le somme. L’equilibrio è fondamentale, il nostro corpo è una macchina che risponde in maniera precisa ed inesorabile ad ogni nostra azione mantenendo le sue regole. Rispettiamola, non mandiamola in tilt!
Questo è il momento della valutazione, dopo i mesi freddi, cominciamo timidamente a scoprire il nostro corpo. Ciò che poteva essere abilmente celato riemerge dalle fitte nebbie invernali puntualissimo, forse troppo! L’atteggiamento benevolo che ci faceva essere autoindulgenti di fronte a un piatto di polenta e salsicce si tramuta in furia fustigatrice. Ci vediamo gonfi, flaccidi, faremmo qualsiasi cosa per drenare il nostro corpo, neanche dovessimo prosciugare le paludi della Maremma. Se vogliamo dimagrire riduciamo l’apporto calorico, ma con metodo.
La base del metodo consiste nell’assumere ogni volta che si mangia un quantitativo di calorie pari al: 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi.
I carboidrati sono costituiti da molecole di zuccheri, qualsiasi sia la fonte, ecco perché mangiare un piatto di pasta da un certo punto di vista equivale ad assumere una tazza di zucchero. Questi vengono utilizzati dal corpo come fonte di energia, ma se ingeriti in eccesso possono diventare tessuto adiposo. Più velocemente vengono assorbiti, prima li immagazzineremo e prima ci sentiremo affamati e irrequieti. Sono carboidrati sfavorevoli pane, pasta, riso eccetera, fanno eccezione l’orzo e l’avena, ricchi di fibre. Le fibre contenute nei carboidrati ne rallentano l’assorbimento. Le fibre sono costituite da residui di cellule vegetali, le troviamo prevalentemente nella frutta e nella verdura, favoriscono il transito intestinale e oltre a dare un piacevole senso di sazietà, alcune combattono i radicali liberi, che accellerano l’invecchiamento cellulare. Riassumendo; pasta, riso, farinacei e amidacei vanno consumati con moderazione e con alcuni accorgimenti: meglio quelli integrali !
Le proteine svolgono il ruolo principale perché non possono essere prodotte dall’organismo e devono quindi essere introdotte con la dieta. Se si assumono poche proteine, si provoca una serie di effetti che vanno dall’indebolimento del sistema immunitario e dalla perdita di massa muscolare, alla caduta dei capelli. Ma, al contrario se se ne assumono troppe, a discapito di fibre e carboidrati si scatenano altri gravi problemi! Un eccesso proteico innesca una reazione insulinica che tende a immagazzinare anche gli amminoacidi di troppo sottoforma di grasso. Le migliori fonti proteiche sono costituite dal pesce, dalle carni bianche, dalla carne di struzzo, dall’albume delle uova e i formaggi magri, mentre la carne rossa, le frattaglie e il tuorlo d’uovo non sono da prediligere a causa dell’alto contenuto di grassi sfavorevoli. Si avete capito, non tutti i grassi incarnano il Demonio, ne sistono anche di favorevoli.. Gli acidi grassi essenziali OMEGA6 e OMEGA3, che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare, sono importantissimi, la carenza di questi, porta a disturbi di vario genere: allergie, secchezza cutanea, eczema, infiammazioni, problemi cardiaci,sclerosi multipla, psoriasi, infezioni virali, affaticamento eccetera. Gli OMEGA3, che si trovano nel pesce azzurro (sardine, aringhe, salmone, tonno), sono importanti perché sono in grado di variare l’assetto lipidico dell’organismo riducendo i livelli totali di colesterolo e soprattutto di LDL (colesterolo cattivo). Il consumo di sole due porzioni di pesce settimanali può già avere un ruolo preventivo sulla malattia aterosclerotica.
L’acqua è un’ altro dei componenti fondamentali del nostro organismo se ne dovrebbero bere circa due litri e mezzo al giorno. Attenzione al tè, come nel caffè vi è contenuta una sostanza stimolante, che tende a far crescere i livelli di insulina e contribuisce ad aumentare la percentuale di colesterolo cattivo.
Ed eccoci qui a tirare le somme. L’equilibrio è fondamentale, il nostro corpo è una macchina che risponde in maniera precisa ed inesorabile ad ogni nostra azione mantenendo le sue regole. Rispettiamola, non mandiamola in tilt!
Last modified
16-05-2006 11:43
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