
Farmacie: sconti e confusione
Prescrizione per un uso corretto dei medicinali
di Alessandra Rachini
Con l’obbiettivo di calmierare la spesa farmaceutica sostenuta dai cittadini, a dicembre è stato siglato un accordo tra il Ministro della salute e Federfarma. Tale accordo prevede che siano applicati degli sconti fino al 20% su alcuni tipi di farmaci: OTC e SOP. La percentuale di sconto applicata dovrà essere indicata obbligatoriamente in maniera chiara e inequivocabile sia all’interno della farmacia, che all’esterno, con delle vetrofanie, così da essere facilmente rilevabile. Il problema più grande è la chiarezza. Vi assicuro che la maggior parte della gente non sa cos’è un OTC, né tanto meno un SOP.
La scarsa informazione ingenera caos. Non sapendo bene su cosa dovrebbero essere applicati gli sconti l’acquirente li vorrebbe su ogni prodotto, quando ciò non avviene pensa…”Il solito imbroglio”.
I più coraggiosi chiedono e tentano di capire, ma si trovano invischiati in spiegazioni talvolta frettolose ed ermetiche, altre volte dispersive e poco convincenti per i non addetti ai lavori e scivolano nello sconforto. Non è semplice districarsi tra la selva di prodotti venduti in farmacia che non riguardano questo provvedimento.
I SOP e gli OTC sono farmaci vendibili senza obbligo di prescrizione medica, come attesta il bollino rosso apposto sulla confezione e possono essere pubblicizzati.
Si chiamano farmaci da automedicazione, anche se in Italia devono comunque essere dispensati dal farmacista. I farmaci da banco hanno effetti più blandi sull’organismo rispetto ai farmaci con obbligo di prescrizione medica. Tra le dosi terapeutiche e quelle tossiche c’è molta differenza in modo che sia difficile commettere errori nell’assunzione.
Ma non è impossibile! I tempi e le dosi di somministrazione vanno rispettati, ed è comunque importante conoscere quali interazioni potrebbero avere con terapie farmacologiche in corso. In alcuni paesi europei e negli Stati Uniti i farmaci senza prescrizione sono accessibili da parte di chiunque, senza alcun controllo.
Alcune associazioni di consumatori appoggiate da una parte della grande distribuzione proponevano di applicare lo stesso modello all’Italia e di vendere tali farmaci al supermercato, per abbattere i prezzi.
Le perplessità sono molte, non ultima la più alta incidenza di patologie iatrogene, ( causate dall’effetto nocivo della terapia farmacologica praticata per un’altra malattia) in quei Paesi in cui viene applicata la libera vendita dei farmaci.
La paura inoltre è quella che così facendo si enfatizzerà l’aspetto commerciale, assimilando i farmaci senza ricetta a prodotti di largo consumo, con un dilagare di sconti promozionali, del tipo “paghi due prendi tre” per incentivarne i consumi. Visto che il prezzo dei farmaci si abbassa con l’acquisto di grandi quantità, rispondendo ad una ben nota legge di mercato.
Un’altra possibilità che l’utente della farmacia ha per risparmiare è quella di acquistare a un prezzo inferiore un generico in sostituzione al medicinale più famoso. Sono ormai scaduti molti brevetti che hanno garantito l’esclusività di produzione e diffusione alle case farmaceutiche di particolari farmaci. Il prezzo inferiore al quale è venduto il generico non è indice di una qualità inferiore, ma è dovuto al fatto che la fabbrica produttrice non ha dovuto affrontare i costi molto elevati della ricerca.
Il generico è in tutto e per tutto sovrapponibile all’originale. Il farmacista ha il compito di proporre la possibile sostituzione dando la possibilità di scelta all’interessato. Il consiglio che vi posso dare è quello di non rimanere con dei dubbi, restando passivi, ma chiedere, chiedere fino allo sfinimento!
Con l’obbiettivo di calmierare la spesa farmaceutica sostenuta dai cittadini, a dicembre è stato siglato un accordo tra il Ministro della salute e Federfarma. Tale accordo prevede che siano applicati degli sconti fino al 20% su alcuni tipi di farmaci: OTC e SOP. La percentuale di sconto applicata dovrà essere indicata obbligatoriamente in maniera chiara e inequivocabile sia all’interno della farmacia, che all’esterno, con delle vetrofanie, così da essere facilmente rilevabile. Il problema più grande è la chiarezza. Vi assicuro che la maggior parte della gente non sa cos’è un OTC, né tanto meno un SOP.
La scarsa informazione ingenera caos. Non sapendo bene su cosa dovrebbero essere applicati gli sconti l’acquirente li vorrebbe su ogni prodotto, quando ciò non avviene pensa…”Il solito imbroglio”.
I più coraggiosi chiedono e tentano di capire, ma si trovano invischiati in spiegazioni talvolta frettolose ed ermetiche, altre volte dispersive e poco convincenti per i non addetti ai lavori e scivolano nello sconforto. Non è semplice districarsi tra la selva di prodotti venduti in farmacia che non riguardano questo provvedimento.
I SOP e gli OTC sono farmaci vendibili senza obbligo di prescrizione medica, come attesta il bollino rosso apposto sulla confezione e possono essere pubblicizzati.
Si chiamano farmaci da automedicazione, anche se in Italia devono comunque essere dispensati dal farmacista. I farmaci da banco hanno effetti più blandi sull’organismo rispetto ai farmaci con obbligo di prescrizione medica. Tra le dosi terapeutiche e quelle tossiche c’è molta differenza in modo che sia difficile commettere errori nell’assunzione.
Ma non è impossibile! I tempi e le dosi di somministrazione vanno rispettati, ed è comunque importante conoscere quali interazioni potrebbero avere con terapie farmacologiche in corso. In alcuni paesi europei e negli Stati Uniti i farmaci senza prescrizione sono accessibili da parte di chiunque, senza alcun controllo.
Alcune associazioni di consumatori appoggiate da una parte della grande distribuzione proponevano di applicare lo stesso modello all’Italia e di vendere tali farmaci al supermercato, per abbattere i prezzi.
Le perplessità sono molte, non ultima la più alta incidenza di patologie iatrogene, ( causate dall’effetto nocivo della terapia farmacologica praticata per un’altra malattia) in quei Paesi in cui viene applicata la libera vendita dei farmaci.
La paura inoltre è quella che così facendo si enfatizzerà l’aspetto commerciale, assimilando i farmaci senza ricetta a prodotti di largo consumo, con un dilagare di sconti promozionali, del tipo “paghi due prendi tre” per incentivarne i consumi. Visto che il prezzo dei farmaci si abbassa con l’acquisto di grandi quantità, rispondendo ad una ben nota legge di mercato.
Un’altra possibilità che l’utente della farmacia ha per risparmiare è quella di acquistare a un prezzo inferiore un generico in sostituzione al medicinale più famoso. Sono ormai scaduti molti brevetti che hanno garantito l’esclusività di produzione e diffusione alle case farmaceutiche di particolari farmaci. Il prezzo inferiore al quale è venduto il generico non è indice di una qualità inferiore, ma è dovuto al fatto che la fabbrica produttrice non ha dovuto affrontare i costi molto elevati della ricerca.
Il generico è in tutto e per tutto sovrapponibile all’originale. Il farmacista ha il compito di proporre la possibile sostituzione dando la possibilità di scelta all’interessato. Il consiglio che vi posso dare è quello di non rimanere con dei dubbi, restando passivi, ma chiedere, chiedere fino allo sfinimento!
Last modified
06-04-2006 11:59
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