
Lavagna rosa: il pianeta donna...ieri e oggi
Libri di donne, libri per le donne. Qualche proposta per un inizio d'anno all'insegna della lettura
di Sandra Bravi
Inizia l’anno. Le giornate sono buie e fredde. La Befana che è venuta di notte ha portato doni soprattutto ai piccoli e si è portata via le feste lasciando un sacco di cose da sistemare in casa. Con la prospettiva, per la maggior parte di noi, di lunghi, ininterrotti giorni di lavoro per qualche altro mese. Una sfacchinata, insomma. Si esce dal Natale stanche e con un gran bisogno di riposo e raccoglimento, quello che, paradossalmente dato il periodo di natura “spirituale”, non siamo riuscite a trovare nel tour de force delle visite a parenti e amici. Niente di meglio dunque che regalarsi qualche momento rigenerante di silenzio, magari leggendo un bel libro. E se nessuno ve ne ha fatto dono e non ne avete trovati nella calza della Befana, ecco qualche consiglio per farvene una da sole, di “calze letterarie”. E se arriva dopo la fatidica data del 6 tanto meglio, i frutti tardivi sono di solito i più dolci.
Anno nuovo, vite nuove. Cominciamo dunque con un testo senza dubbio interessante per chi si accinga a diventare mamma, il saggio di Sophie Marinopoulos, psicoanalista francese, che con garbo affronta il delicato tema della maternità attraverso le vicende dolorose e vere di due donne, con l’intento di dimostrare che essere madre non è solo un dato biologico, ma un vero e proprio pensiero incarnato. Un figlio deve essere pensato. “Per nascere madre non basta mettere al mondo un figlio, è necessario che si metta in moto tutta una serie di processi. Una madre deve vivere la propria condizione con un senso di sicurezza e di fiducia, sentirsi parte di una storia familiare positiva” sostiene l’autrice. Una condizione che non sempre è scontata, in una società in cui sempre più spesso la donna è lasciata sola, talvolta con turbamenti psicologici e paure antiche che in qualche caso possono indurla a commettere atti dei quali poi però sarà ritenuta lei l’unica responsabile. Con Giovanna Providenti arriva invece il tema della non-violenza affrontato in chiave del tutto femminile, attraverso riflessioni e pratiche di donne, soprattutto del sud e dell'est del mondo. Un libro originale che suggerisce l’accostamento “donna” uguale “non violenza”. E restando in tema di sud-est del mondo, tenete d’occhio questo titolo: Donne globali. Tate, colf e badanti, dove si spiega come la globalizzazione sul lavoro femminile costringa molte donne immigrate a svolgere lavori che le donne occidentali spesso non vogliono più fare: la tata, la collaboratrice domestica, l’assistente per persone anziane e inferme. Da queste nuove figure si pretende molto e di frequente purtroppo queste donne sono tiranneggiate e sfruttate proprio da altre donne. Il libro, di fatto una raccolta di saggi, descrive il fenomeno osservandone gli effetti e gli ibridi transculturali che ne derivano, accusando un capitalismo che non si accontenta più dello sfruttamento dei beni materiali ma che cerca di speculare anche sugli affetti.
Per chi preferisce qualcosa di più leggero e magari segue in TV le Desperate Housewives niente di meglio della divertente autobiografia dell’interprete, nella serie, dell’incasinata Susan Mayer. La quasi quarantenne Teri Hatcher neanche nella vita reale ha avuto una storia tranquilla: un divorzio, un percorso da mamma-single, uomini sbagliati, una carriera per molti anni non facile. "Mai stata più casalinga disperata di così!" dice ironicamente di se stessa nel libro. Buono l’humor, gradito l’invito a pensare comunque positivo. E, insistendo sulle autobiografie, è fresca di stampa anche quella della scrittrice Erica Jong, conosciuta ai più come l’autrice di Paura di volare, la quale in questo Sedurre il demonio racconta con la consueta punta di malizia aneddoti del suo privato, fra finti mecenati dai secondi fini, gli abissi dell’alcol e la ripresa con la poesia. Per chi apprezza gli ammiccamenti, poi, non mancano velate allusioni all’infantilismo sessuale di Clinton. Ma chi è il demonio del titolo? E’ il dio dei media, che sempre più nella società sta soppiantando il demone dell’arte. Racconta di sé anche Camila Raznovich, dall’infanzia con i genitori in una comunità di Osho ai continui spostamenti da una casa all'altra, da Milano a Poona, da Londra a Berlino. Come dire, il personale viaggio di formazione di una ragazza figlia di borghesi alternativi, dall’ahram hippy all’autonomia conquistata a prezzo di molta solitudine. Ma un viaggio che, come ben enunciato nel titolo, l’autrice rifarebbe senza rimpianto. Storie di donne che hanno attraversato il loro tempo sfidando i pregiudizi, e qui siamo nel campo del biografismo storico, sono invece quelle che Patrizia Carrano dipinge nel suo Le scandalose. Messalina e Wally Simpson, Cleopatra ed Elena Cornaro, Cristina Trivulzio Belgioioso e Camille Claudel, Eleonora d'Aquitania e Mary Shelley, donne di epoche diverse tutte accomunate dal fatto di aver “dato scandalo” secondo la morale comune, divise per tipologia di trasgressione: sessualità, amore e sentimenti, arte e sapere, potere, disobbedienza sociale.
Per chi ama il genere romanzo, invece, arriva il nuovo lavoro di Ildikó Von Kurthy, la scrittrice tedesca che ha venduto oltre 3 milioni di copie nel mondo. Anche questo romanzo, l’eterna storia di una donna “sedotta e abbandonata” messa in forma di commedia, è già il bestseller numero 1 in Germania, con oltre 450.000 copie vendute. Solo apparentemente giocoso il libro di Iaia Caputo sull’amore. Fra conversazioni con amiche sul tema amoroso e riflessioni personali, si snoda il tentativo di capire cos’è che rende le donne tanto diverse dagli uomini nel pensare e nel vivere questo sentimento. Infine, per chi ama la satira e il fumetto, da non mancare La Bella Addormentata fa il turno di notte, un libro di vignette di Pat Carra, già in mostra a Bologna nel novembre scorso in occasione del Multimedia Labor Festival per i cento anni della CGIL. Pat Carra, da anni collaboratrice di “Noi donne”, “Cuore”, “Aspirina”, “Donna moderna”, “Il manifesto” e riviste femminili in Spagna, Grecia e Argentina, affronta con fulminante ironia il tema del lavoro al femminile, sia come diritto ormai conquistato, che come dovere divenuto insopportabile. Protagoniste delle sue tavole sono donne manager, impiegate, operaie, precarie, tutte ugualmente affannate a mettere insieme i tempi del lavoro con quelli della vita privata. “Finalmente sono riuscita a conciliare famiglia e lavoro”, dice una di loro in una vignetta “…sono single e disoccupata!” E per finire, visto che come dicevamo all’inizio la sua festa è appena trascorsa e considerato che anzi, senza dubbio, è lei a rappresentare per certi versi LA donna nella sua accezione migliore (essendo in fondo la mamma), per chi avesse voglia di cercare un po’ in libreria, il saggio di Claudia e Luigi Manciocco sulla Befana è ancora una lettura più che valida. Di questa figura così familiare eppure così misteriosa il saggio cerca di cogliere il significo più profondo, sottolineandone gli aspetti sociali, culturali e religiosi ed avvalendosi per questo di ricerche di carattere archeologico, antropologico ed etnologico. Un’occasione per saperne di più. E soprattutto un’occasione per raccontarne di più, il prossimo anno, ai nostri figli.
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15-01-2007 09:55
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