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Bosi a Velo: «Pronto a lavorare insieme»

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Il deputato Udc apre alla collega Ds, prima firmataria del pdl che dovrebbe estendere i privilegi riconosciuti alle «realtà svantaggiate» anche all'Elba

di Senio Bonini

Uno schiaffo in faccia all’Elba per ogni nome. Passino Sicilia, Lampedusa e Pantelleria. Passi la Sardegna, così geograficamente penalizzata. Ma il boccone amaro è quanto mai indigesto da buttar giù se si scopre la realtà per quella che è: ovvero che ben altre località come Albenga, Messina, Foggia, Taranto e Trapani, le calabresi Reggio e Crotone e, addirittura, le nordiche province di Aosta e Cuneo si fregiano dello status privilegiato della continuità territoriale che spetterebbe alle cosiddette «realtà svantaggiate».
Un solo interrogativo: perché loro sì e l’Elba no? Secondo quale criterio un capoluogo di regione come Aosta vede riconosciuta dallo Stato la condizione di disagio in cui vivono i propri cittadini – sempre che di effettivo disagio si tratti – mentre una realtà insulare come quella dell’Elba resta tagliata fuori da una pioggia di contributi pubblici? Forse ha pesato negli anni l’incapacità degli amministratori locali a far valere sui tavoli che contano diritti e prerogative che sembrerebbero scontati, forse il loro pressing su senatori e deputati – magari eletti proprio con i voti di questi cittadini di serie B – non è stato poi così mordace… fatto sta che a distanza di anni, immutate le condizioni di svantaggio, qualcosa inizia a muoversi. E si colora di tinte trasversali, bipartisan si direbbe oggi. Protagonisti i deputati Silvia Velo dei Ds e Francesco Bosi, alfiere di quell’Udc sempre più «bastian contrario» del centrodestra.

L’INTESA – «Sono pronto a firmare la proposta di legge dell’onorevole Velo perché anche l’Elba rientri tra le località che usufruiscono della continuità territoriale. È l’ora di dire basta alle ingiustizie che scontano gli abitanti delle piccole isole come l’Elba, sempre più cittadini di serie B». Firmato Francesco Bosi, sindaco di Rio Marina ma soprattutto deputato Udc. La mano è tesa a Silvia Velo – primo cittadino di Campiglia Marittima, membro della Commissione Trasporti della Camera – e primo firmatario della proposta di legge che intenderebbe estendere alla maggiore delle isole toscane i privilegi tipici della continuità territoriale.
In realtà la proposta di legge era già stata presentata nella scorsa legislatura dall’allora vicepresidente della Camera, quel Fabio Mussi oggi ministro dell’Università e della Ricerca, ma era finita nel dimenticatoio prima di decadere con lo scioglimento delle Camere. Oggi torna nell’agenda politica del centrosinistra asceso al governo. Ma perché quella prima proposta è caduta nel vuoto? «Non certo per colpa del centrosinistra – ironizza l’onorevole Velo –. Mussi ha fatto quel che poteva, ma al governo c’era il centrodestra che, evidentemente, non ha ritenuto prioritario riconoscere l’Elba come realtà svantaggiata. Andate a chiederlo all’onorevole Bosi, per di più sindaco di un comune elbano, che di quel governo faceva parte… ». «Non ci siamo interessati delle piccole isole? Ma per carità… – replica l’ex sottosegretario alla Difesa – Abbiamo o no licenziato il testo in difesa delle isole minori?». Senz’altro, ma riguardo alla continuità territoriale? «Mah… non so, molto probabilmente quella proposta di legge si sarà arenata in Commissione. Certo è che se il centrosinistra ci avesse creduto davvero avrebbe dovuto ricercare intese trasversali, no?». E allora perché non appoggia adesso la proposta Velo? «Prontissimo – rilancia Bosi. Sono disponibile a firmarla e a spingere perché diventi al più presto legge».

L’ITER LEGISLATIVO – «Al momento tutto è bloccato dall’approvazione della Finanziaria – spiega Velo –  ma da gennaio penso che la proposta passerà all’esame della Commissione Trasporti, per poi approdare in quella Bilancio». Il provvedimento, che ricalca quello che portava la firma di Mussi, andrebbe a incidere sulla legge di riferimento in materia, entrata in vigore nel ’99, e affiancherebbe l’Elba alla già nutrita schiera di località turistiche e non, che al momento godono della continuità territoriale. Il testo prevede una spesa annua, dal 2006 e fino al 2008, pari a 350 mila euro per finanziare l’ampliamento dei servizi aerei che garantirebbe agli abitanti dell’Elba collegamenti per tutto l’anno e a costi contenuti. Forse una cifra un po’ bassa considerato che la Sicilia e le sue isole minori hanno goduto per anni di finanziamenti superiori ai 20 miliardi? «Può darsi – ammette Velo – ma l’importante è partire, in Commissione Bilancio l’importo potrà anche aumentare e poi contiamo che la Regione Toscana, una volta varata la legge, metta a disposizione ulteriori risorse prima di bandire la gara tra le compagnie interessate a investire nel progetto». 




L’INTERVISTA
«Per l’Elba sarebbe una svolta storica»
Maurizio Furio, presidente Elbafly: «È il salto di qualità che si aspetta da anni, ma ho paura che non se ne farà nulla. Alle parole seguano i fatti… ».

«La continuità territoriale per l’Elba? Sarebbe di vitale importanza, cambierebbe qualsiasi prospettiva di sviluppo a medio e lungo periodo». Non ha dubbi Maurizio Furio, presidente di Elbafly, la cooperativa nata due anni fa per volontà di un nutrito gruppo di imprenditori locali che ha rilanciato il traffico agonizzante dell’aeroporto di La Pila.
Parla con la voce dell’esperienza Furio, forte dei numeri di Elbafly, ma sulle prospettive che l’operazione vada in porto non si nasconde: «Ho paura che cadrà nel dimenticatoio come tutte le proposte avanzate in questi anni. Vede, presentare una proposta di legge non costa niente, sono i fatti che richiedono grandi sforzi».
Quindi non giudica positivamente la proposta dell’onorevole Velo?
«Certo, la giudico una proposta interessante. Per l’Elba rappresenterebbe quel salto di qualità che aspettiamo da anni, il volano per il rilancio definitivo del nostro scalo. Dico solo che avanzare proposte è sin troppo facile, il difficile sta nel trasformare le parole nei fatti…».
Cioè? 
«Beh, l’onorevole Velo ha presentato una proposta di legge ma ancora non ha chiarito come si intenderà finanziare questo nuovo corso, su quali risorse reali potrà contare…».
Sembra di capire che intravede poche speranze all’orizzonte?
«Ho solo paura che cadrà nel dimenticatoio come tante altre buone proposte sentite in questi anni. Il fatto è che deve essere tutto il mondo elbano a mobilitarsi: politici, istituzioni e imprenditori, insomma la società civile. E il fatto che Trentagiorni si faccia interprete di questi bisogni è già un buon inizio».
Che ruolo potrebbe giocare Elbafly se dovesse partire la gara tra le diverse compagnie per assicurare i servizi della continuità territoriale?
«Come cooperativa non potremmo concorrere, ma metteremmo a disposizione di chi si assicurerebbe la gara la nostra professionalità, il nostro personale qualificato, il nostro call center, la nostra conoscenza del territorio. Guardi Elbafly si potrà anche sciogliere un giorno, la sua missione è quella di far decollare il traffico aereo all’Elba, se arriveremo alla continuità territoriale allora la nostra partita sarà vinta».

    


Last modified 15-01-2007 09:30 expired