
Energia eolica a Pontedera
A Pontedera si pensa concretamente di investire nella produzione di energia pulita. Una scelta, una possibilità che potrebbe diventare realtà in tempi non troppo lunghi.
A Pontedera si pensa concretamente di investire nella produzione di energia
pulita. Una scelta, una possibilità che potrebbe diventare realtà in tempi
non troppo lunghi. Ne abbiamo discusso con il sindaco Paolo Marconcini,
l’architetto Giacomo Mainardi che segue per conto del Comune il progetto del
parco eolico e l’ingegner Enzo Raspolli, dirigente del dipartimento Ricerca
e Sviluppo dell’Asa di Livorno che costruirà l’impianto pontederese.
Sindaco Marconcini come è nata l’idea di puntare sull’eolico?
"Un anno e mezzo fa abbiamo ricevuto da Asa la proposta di impiantare pale eoliche sul nostro territorio. Siamo rimasti sorpresi e abbiamo iniziato a riflettere sul tema delle energie rinnovabili. Abbiamo guardato alle esperienze all’estero, nei paesi dove l’eolico è realtà. La proposta di Asa ha iniziato a piacerci. In particolare ci hanno proposto di sfruttare l’area industriale, quella che va da Gello all’area dietro lo stabilimento Piaggio, dove un tempo era collocato l’ aeroporto della Piaggio. Il progetto iniziale di Asa prevedeva di posizionare alcune torri nel nostro Comune e altre nel Comune di Cascina ma quasi subito si è presentato il problema che il movimento delle pale interferisse con l’impianto Virgo (l’interferometro che studia le onde gravitazionali, N.d.A.) collocato nella piana di Cascina. Da qui l’accordo tra Asa e Virgo per collocare le pale lontane il più possibile dall’interferometro".
A che punto siamo con il progetto?
"E’ stata presentata la richiesta alla Regione Toscana per avere il contributo europeo, Asa ritiene che sia necessario a colmare il divario economico tra i costi di realizzazione e i ricavi. Il progetto iniziale, come ho detto, è stato ridimensionato. L’impianto sarà più piccolo di quello proposto da Asa all’inizio. Il progetto è passato a una nuova fase di studio e Asa deve presentarci quello definitivo con la collocazione scelta per le cinque torri che saranno alte ottanta metri con pale dal diametro di novanta metri. Insomma siamo in una fase di verifica anche perché la provincia di Pisa ci ha dato alcune regole che devono essere rispettate per posizionare le torri. All’inizio pensavamo di poterle mettere al centro delle rotonde ma sembra che non sia possibile".
Si confronterà coi cittadini?
"Ci resta la discussione dei cittadini pur sapendo che le pale sono nella zona industriale quindi lontane dalle zone abitate. La frazione di Santa Lucia e il quartiere Galimberti sono le zone eventualmente interessate alla discussione. L’impatto per i residenti sarebbe più che altro visivo perché vedrebbero le torri, l’impatto acustico non esiste. Siamo andati dove le torri ci sono e abbiamo verificato che il rumore non esiste, è al massimo un frusciare di vento affiancato dal rumore del trasformatore che però già a 50 metri di distanza non si sente più. Secondo me le torri eoliche sono architetture suggestive, eleganti. E’ un giudizio del tutto soggettivo ma per me hanno una loro bellezza. Comunque il confronto coi cittadini lo faremo allorché il progetto passerà a una fase attuativa e diverrà concreto. Torri eoliche nella zona industriale, cosa dicono le aziende che ci sono già? Ci sono alcune sinergie nate strada facendo. Un’azienda che presto si trasferirà nella zona industriale sta sperimentando l’auto a idrogeno. Questa azienda ci ha chiesto di piazzare una torre eolica vicino alla sua sede, dentro l’insediamento industriale. Vogliono provare a produrre idrogeno in forma del tutto pulita sfruttando l’energia del vento. E’ una sperimentazione e dare il nostro contributo come amministrazione comunale ci sembra significativo. Speriamo che tutto vada a buon fine e che il progetto definitivo che Asa sta preparando vada in porto. Sarebbe una bella sfida per Pontedera".
Ingegner Raspolli il Comune è in attesa che Asa vada avanti con la procedura, a che punto siamo?
"Dobbiamo presentare alla Provincia di Pisa la variante in corso d’opera per passare dal progetto delle undici torri a quello delle cinque macchine. Stiamo preparando gli elaborati ma ci siamo. Nel giro di poche settimane presenteremo tutto i documenti. I tempi ce li detta la Regione Toscana poiché a novembre dobbiamo aver iniziato i lavori per poter contare sul finanziamento europeo. Il contributo sarà a fondo perduto e pari al 14% del costo dell’opera. Una volta costruito di chi sarà la proprietà dell’impianto eolico? Si sta costituendo una società di scopo che è partecipata da Asa e da un socio finanziatore. La società sarà aperta alla partecipazione dell’imprenditoria locale. In particolare le aziende Iit technology e la Valdera Acque hanno già dato la loro disponibilità. Queste aziende ospiteranno le torri eoliche nell’area industriale. Per la Valdera Acque l’energia prodotta dal vento servirà per depurare le acque".
Quanta energia potrà produrre l’impianto di Pontedera?
"Produrrà energia sufficiente a coprire il fabbisogno energetico domestico di tutti gli abitanti di Pontedera. Si potrà dire che Pontedera è un comune alimentato a energia rinnovabile. Costruiremo torri della capacità di due megawatt ciascuna, siamo in un sito a ventosità bassa. In Italia ad oggi si sono sfruttati siti a ventosità più alta ma si è scelto di costruire impianti sui crinali collinari o in zone più delicate dal punto di vista del paesaggio. Asa, a questo proposito, ha elaborato il manifesto della sussidiarietà energetica. Abbiamo messo nero su bianco un approccio del tutto nuovo all’eolico che stiamo esportando anche in altre regioni d’Italia. Nello scegliere un sito per costruire l’impianto non partiamo dal maggior vento possibile ma dalla minore visibilità possibile. Cerchiamo siti industriali e in pianura dove le opere dell’uomo ci sono già. Le torri producono servizi e energia, un bene prezioso. Le zone industriali sono zone di produzione di servizi e quindi ci sembra naturale scegliere queste aree per impiantare e costruire. Un secondo aspetto è relativo all’uso dell’energia. Si chiede alle aziende se vogliono ospitare le macchine sul loro territorio perché così non devono pagare il trasporto dell’energia. La consumano a base di palo e non la pagano all’Enel, è un bel risparmio perché il vettoriamento (il trasporto, N.d.A.) incide per un 20% sul costo dell’energia.Questo è un modo per pensare alla competitività delle nostre aziende".
Sindaco Marconcini come è nata l’idea di puntare sull’eolico?
"Un anno e mezzo fa abbiamo ricevuto da Asa la proposta di impiantare pale eoliche sul nostro territorio. Siamo rimasti sorpresi e abbiamo iniziato a riflettere sul tema delle energie rinnovabili. Abbiamo guardato alle esperienze all’estero, nei paesi dove l’eolico è realtà. La proposta di Asa ha iniziato a piacerci. In particolare ci hanno proposto di sfruttare l’area industriale, quella che va da Gello all’area dietro lo stabilimento Piaggio, dove un tempo era collocato l’ aeroporto della Piaggio. Il progetto iniziale di Asa prevedeva di posizionare alcune torri nel nostro Comune e altre nel Comune di Cascina ma quasi subito si è presentato il problema che il movimento delle pale interferisse con l’impianto Virgo (l’interferometro che studia le onde gravitazionali, N.d.A.) collocato nella piana di Cascina. Da qui l’accordo tra Asa e Virgo per collocare le pale lontane il più possibile dall’interferometro".
A che punto siamo con il progetto?
"E’ stata presentata la richiesta alla Regione Toscana per avere il contributo europeo, Asa ritiene che sia necessario a colmare il divario economico tra i costi di realizzazione e i ricavi. Il progetto iniziale, come ho detto, è stato ridimensionato. L’impianto sarà più piccolo di quello proposto da Asa all’inizio. Il progetto è passato a una nuova fase di studio e Asa deve presentarci quello definitivo con la collocazione scelta per le cinque torri che saranno alte ottanta metri con pale dal diametro di novanta metri. Insomma siamo in una fase di verifica anche perché la provincia di Pisa ci ha dato alcune regole che devono essere rispettate per posizionare le torri. All’inizio pensavamo di poterle mettere al centro delle rotonde ma sembra che non sia possibile".
Si confronterà coi cittadini?
"Ci resta la discussione dei cittadini pur sapendo che le pale sono nella zona industriale quindi lontane dalle zone abitate. La frazione di Santa Lucia e il quartiere Galimberti sono le zone eventualmente interessate alla discussione. L’impatto per i residenti sarebbe più che altro visivo perché vedrebbero le torri, l’impatto acustico non esiste. Siamo andati dove le torri ci sono e abbiamo verificato che il rumore non esiste, è al massimo un frusciare di vento affiancato dal rumore del trasformatore che però già a 50 metri di distanza non si sente più. Secondo me le torri eoliche sono architetture suggestive, eleganti. E’ un giudizio del tutto soggettivo ma per me hanno una loro bellezza. Comunque il confronto coi cittadini lo faremo allorché il progetto passerà a una fase attuativa e diverrà concreto. Torri eoliche nella zona industriale, cosa dicono le aziende che ci sono già? Ci sono alcune sinergie nate strada facendo. Un’azienda che presto si trasferirà nella zona industriale sta sperimentando l’auto a idrogeno. Questa azienda ci ha chiesto di piazzare una torre eolica vicino alla sua sede, dentro l’insediamento industriale. Vogliono provare a produrre idrogeno in forma del tutto pulita sfruttando l’energia del vento. E’ una sperimentazione e dare il nostro contributo come amministrazione comunale ci sembra significativo. Speriamo che tutto vada a buon fine e che il progetto definitivo che Asa sta preparando vada in porto. Sarebbe una bella sfida per Pontedera".
Ingegner Raspolli il Comune è in attesa che Asa vada avanti con la procedura, a che punto siamo?
"Dobbiamo presentare alla Provincia di Pisa la variante in corso d’opera per passare dal progetto delle undici torri a quello delle cinque macchine. Stiamo preparando gli elaborati ma ci siamo. Nel giro di poche settimane presenteremo tutto i documenti. I tempi ce li detta la Regione Toscana poiché a novembre dobbiamo aver iniziato i lavori per poter contare sul finanziamento europeo. Il contributo sarà a fondo perduto e pari al 14% del costo dell’opera. Una volta costruito di chi sarà la proprietà dell’impianto eolico? Si sta costituendo una società di scopo che è partecipata da Asa e da un socio finanziatore. La società sarà aperta alla partecipazione dell’imprenditoria locale. In particolare le aziende Iit technology e la Valdera Acque hanno già dato la loro disponibilità. Queste aziende ospiteranno le torri eoliche nell’area industriale. Per la Valdera Acque l’energia prodotta dal vento servirà per depurare le acque".
Quanta energia potrà produrre l’impianto di Pontedera?
"Produrrà energia sufficiente a coprire il fabbisogno energetico domestico di tutti gli abitanti di Pontedera. Si potrà dire che Pontedera è un comune alimentato a energia rinnovabile. Costruiremo torri della capacità di due megawatt ciascuna, siamo in un sito a ventosità bassa. In Italia ad oggi si sono sfruttati siti a ventosità più alta ma si è scelto di costruire impianti sui crinali collinari o in zone più delicate dal punto di vista del paesaggio. Asa, a questo proposito, ha elaborato il manifesto della sussidiarietà energetica. Abbiamo messo nero su bianco un approccio del tutto nuovo all’eolico che stiamo esportando anche in altre regioni d’Italia. Nello scegliere un sito per costruire l’impianto non partiamo dal maggior vento possibile ma dalla minore visibilità possibile. Cerchiamo siti industriali e in pianura dove le opere dell’uomo ci sono già. Le torri producono servizi e energia, un bene prezioso. Le zone industriali sono zone di produzione di servizi e quindi ci sembra naturale scegliere queste aree per impiantare e costruire. Un secondo aspetto è relativo all’uso dell’energia. Si chiede alle aziende se vogliono ospitare le macchine sul loro territorio perché così non devono pagare il trasporto dell’energia. La consumano a base di palo e non la pagano all’Enel, è un bel risparmio perché il vettoriamento (il trasporto, N.d.A.) incide per un 20% sul costo dell’energia.Questo è un modo per pensare alla competitività delle nostre aziende".
Last modified
03-08-2005 11:28
