
Nascerà la Provincia dell'Arcipelago
Intervista all'onorevole Lucio Barani
di Senio Bonini
Lui sembra l’unico a crederci per davvero. Non i sindaci che, filtrata la notizia, hanno preferito non commentare. Così come le associazioni di categoria, «no comment». Ma lui, Lucio Barani _ deputato del Nuovo Psi nelle file dell’opposizione _ non ha dubbi: «Datemi un annetto di tempo e vedrete… nella prossima Finanziaria conto di vedere inserito un articolo che segnerà la nascita della nuova provincia dell’Arcipelago Toscano, con Portoferraio capoluogo». E perché no, «tagliamo per legge anche il numero dei comuni». La insegue da mesi questa «utopia amministrativa», come ha commentato qualcuno. E in quest’ottica Barani promette battaglia: «Sconfiggeremo le lobbies piombinesi e livornesi che tengono prigionieri gli elbani. È giusto che gli abitanti dell’Arcipelago possano amministrare le proprie risorse in autonomia, non più come prigionieri della provincia di Livorno».
Onorevole Barani, è una dichiarazione di guerra bella e buona?
«Macchè… dico solo che non si può andare avanti così. È molto semplice: gli abitanti dell’Arcipelago Toscano di fatto sono cittadini di serie B, dipendono dal continente, non possono amministrarsi come vorrebbero, non possono decidere delle proprie risorse… insomma sono ostaggi dei piombinesi e dei livornesi. Facciamo una bella provincia dell’Arcipelago Toscano, con capoluogo Portoferraio, e liberiamoli da questa situazione».
Quindi andrà fino in fondo?
«Come no. La proposta di legge è nero su bianco, ora è all’ufficio legale della Camera per le ultime rifiniture, poi la presenterò in commissione Affari istituzionali».
Quanto tempo si è dato per veder trasformato in realtà questo progetto?
«Secondo me basta un annetto. Guardi, penso che già nella prossima Finanziaria potremmo inserire l’articolo che creerà la nuova provincia dell’Arcipelago Toscano. Non è difficile, mi creda».
La sa una cosa? All’Elba tutti si chiedono “ma perché proprio lui?”, l’ex sindaco di Aulla che ha così a cuore l’Arcipelago Toscano…
«Pensi che invece io mi domando perché nessuno ci abbia mai pensato prima, è uno scandalo. Ma le spiego: in campagna elettorale sono stato anche all’Elba, del resto l’Arcipelago Toscano fa parte della circoscrizione nella quale ho corso. In quell’occasione incontrai molte persone e promisi loro che mi sarei interessato del loro territorio. E oggi eccomi qui a difendere gli interessi delle isole toscane, anche se ho preso pochissimi voti nell’Arcipelago… Sono una persona che mantiene quel che promette, tutto qui».
Il suo partito, il Nuovo Psi, è all’opposizione. Come pensa di raccogliere i voti necessari per far passare la proposta di legge?
«Secondo me non sarà un problema. Proprio per raggiungere intese bipartisan mi appresto a lanciare l’Associazione Amici delle isole Toscane, una sorta di circolo aperto alle sottoscrizioni dei diversi parlamentari italiani, in modo tale da assicurare alla proposta un suo seguito e slegarla dal mio nome. A me non interessano i meriti, mi interessa che l’iniziativa vada in porto».
Ha già preso contatti con gli altri parlamentari della circoscrizione?
«Ne ho parlato con gli onorevoli Bosi e Velo, mi hanno assicurato che si interesseranno della questione e la sosterranno».
Prima parlava di lobbies piombinesi e livornesi, si riferiva al ministro dell’Istruzione e Università, Fabio Mussi? Pensa che si adopererà per affossare il suo progetto?
«No penso proprio, poverino…»
Poverino?
«Ha già abbastanza grane di per sé, non penso che abbia il tempo materiale per occuparsi di queste cose. Guardi, se continua a lavorare come sta facendo, si farà ricordare dalle generazioni future per ciò che non ha fatto. Senza considerare che rischierà il linciaggio da parte di professori, ricercatori e studenti. Sbaglio o un paio di schiaffoni li ha già rimediati dai tassisti…?».
Quindi nessun timore, i livornesi non si mobiliteranno?
«Possibile, ma noi andiamo avanti per la nostra strada.»
Torniamo al progetto, quali vantaggi porterebbe all’Arcipelago?
«Vantaggi enormi. Gli abitanti delle isole toscane gestirebbero finalmente in autonomia le proprie risorse, le aziende del posto sarebbero avvantaggiate, gli appalti potrebbero essere affidati in maniera più trasparente a chi già opera sul territorio. E poi si inizierebbe a ragionare in termini di insieme, di sistema… cosa che non si è mai fatto».
Ma lei sa quanti dipendenti pubblici sono già impiegati all’Elba?
«Beh, sinceramente no…».
Proprio Trentagiorni se ne è occupata un anno fa: sono 625, uno ogni 45 abitanti, un po’ troppi, no? Non pensa che con una nuova provincia questo dato finirebbe per lievitare ancora di più?
«Guardi, è possibile… ma vi sarebbe un’autonomia finanziaria che non potrebbe che far bene all’Elba. Qui si tratta di trasferire direttamente all’Elba e alle altre isole parte delle risorse che oggi cadono nelle casse di Livorno».
Quindi, nascerebbe una nuova provincia ma i comuni resterebbero tutti in vita?
«E chi lo ha detto? Quando si fa una legge che ridisegna la geometria amministrativa di una determinata zona geografica si può anche decidere di tagliare il numero dei comuni… Mi faccia dire una cosa: io sono il primo che dice che in Italia 8.300 comuni siano troppi. Ne basterebbe la metà, quindi…».
Quindi?
«Quindi si potrebbe pensare di fare lo stesso anche all’Elba, perché no?».
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16-03-2007 12:17
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