
Economia e innovazione come motore di sviluppo
Intervista al presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni
di Susanna Bagnoli
Da amministratore del comune di Monopoli a Presidente della Provincia di Pisa. E’ la parabola, in ascesa, di Andrea Pieroni. Confessa che all’inizio è stata dura, la ‘macchina’ che guida è complessa. Lo incontriamo per conoscere com’è andata fino a oggi, cosa si sta movendo, e di quel sondaggio del Sole 24 Ore, non proprio lusinghiero.
Presidente Pieroni siamo praticamente a metà mandato, è possibile tracciare un bilancio e fare il quadro delle scelte intraprese per lo sviluppo del territorio pisano?
“Stiamo preparando per l’inizio del 2007 un ‘occasione di riflessione comune per esplicitare una sorta di bilancio provvisorio del lavoro svolto fino a qui. Intanto posso anticipare alcuni spunti, dal punto di vista politico posso dire che la maggioranza è forte e coesa e in questi due anni ha lavorato in modo unitario. Ci sono alcuni segnali che dobbiamo considerare e che arrivano da parte di Rifondazione e dai Verdi (partiti che non appartengono alla coalizione di governo, n.d.r.). Come sta accadendo in Regione e in tutte le amministrazioni locali si pone la questione del loro ingresso in maggioranza. Credo che l’accordo dovrà maturare su cose concrete. Intanto segnalo che la Provincia di Pisa è tra le prime Province che hanno dato vita a gruppo unitario Ds e Margherita. Il quadro politico è solido”.
E per quanto riguarda il quadro amministrativo?
“Sul programma amministrativo dico che sono contento del lavoro portato avanti, partendo dalle azioni intraprese per il territorio, le infrastrutture e la mobilità. Sono convinto che si debba lavorare sul territorio per renderlo più appetibile. Ci sono alcune opere messe in cantiere, cioè già appaltate, che fanno riferimento al programma 2002-2007 delle opere pubbliche. Mi riferisco alla Superstrada Firenze- Pisa - Livorno, con i nuovi svincoli di Cascina e Ponsacco e non solo, alla Sarzanese- Valdera, alla Statale 68. E poi abbiamo programmato interventi rilevanti sulla bretella del cuoio e per il ponte alla navetta. Si tratta di impegni per 120 milioni di euro. Lo sviluppo del territorio passa dalla sua buona gestione, l’attenzione dell’amministrazione deve essere massima”.
Ci sono altre linee di intervento su cui l’amministrazione sta puntando?
“ Per quanto riguarda il sistema economico abbiamo strutturato una convenzione con la Camera di Commercio di Pisa per dare risorse aggiuntive alle nuove imprese che si caratterizzino per essere anche innovative. Crediamo molto nelle possibilità che i poli tecnologici offrono alle piccole imprese, soprattutto attraverso gli incubatori d’impresa (da poche settimane Pieroni ha creato una delega ad hoc assegnata all’assessore Turini, n.d.r.). Credo che gli incubatori siano uno strumento adatto per far crescere imprese nuove e dare loro modo di prepararsi ad affrontare il mercato. Naturalmente ci vogliono risorse pubbliche per sostenere gli incubatori e aiutarli a svolgere questa funzione “formativa”. Sul versante delle politiche per il lavoro abbiamo potenziato i centri per l’impiego su tutto il territorio della provincia, con nuovi servizi per i giovani, i disabili, le donne. Abbiamo investito un milione di euro per la formazione professionale rivolta alla componente femminile, spesso più svantaggiata nell’ingresso sul mercato del lavoro. E poi la Provincia sta lavorando per essere ente di sostegno ai Comuni”.
Altro da segnalare?
“ C’è un grande impegno per lavorare sulla coesione sociale e l’integrazione degli immigrati. Il Consiglio Provinciale degli stranieri è stato attivato con questo obiettivo di fondo e poi c’è in ballo la questione del voto agli immigrati. Abbiamo modificato lo statuto in modo da consentire questa previsione. Per il momento abbiamo ricevuto una bocciatura alla nostra richiesta di concedere il voto agli stranieri. Ma stiamo preparando un ricorso al Presidente della Repubblica. Con l’augurio che prima o poi venga almeno accettato un principio d’apertura verso gli immigrati tale da condurre al diritto di voto. Tra le cose che voglio segnalare c’è il Pasl, che è uno strumento di programmazione economica concertato con la Regione. E’ una sorta di contenitore di 300 progetti importanti per la provincia. In pratica è un tavolo di lavoro a cui riunire tutti i soggetti interessati”.
Quali criticità o resistenze ha incontrato fino ad oggi? Ci sono dei settori di intervento in cui è più impegnativo portare avanti un cambiamento?
“Incontro una generale difficoltà a coinvolgere tutto il territorio, gli enti locali. La Provincia dovrebbe essere un ente di programmazione, che fa da coordinamento per tutti gli altri enti. A volte i Comuni fanno fatica a aderire a dei percorsi in cui si mette in atto un coordinamento. A volte si incontra un eccesso di individualismo, vorrei arrivare a dire di protagonismo. Invece in tempi in cui le risorse diventano sempre più limitate si deve necessariamente fare sistema. Anche perché è in questo modo che le risorse vengono impiegate meglio e con un vantaggio per tutti. Mi viene in mente l’esempio del marketing d’area, settore in cui intervengono le associazioni di categoria, la camera di commercio, i comuni. Tutte queste competenze se si danno un coordinamento credo possano riuscire a fare di più e a fare meglio. Per questo la provincia cerca di porsi come ente che promuove questo coordinamento”.
La risorsa “turismo” è una di quelle su cui più si sta puntando. Come si sta movendo?
“La provincia di Pisa offre molto. E’ un’offerta vasta e articolata, dal mare alle città d’arte. Non solo quelle più grandi e conosciute ma anche i piccoli borghi, meno noti, eppure splendidi. Ci sono grandi potenzialità da valorizzare. Ci stiamo provando. Abbiamo potenziato l’azienda di promozione turistica, puntiamo a costruire un raccordo tra i vari consorzi turistici locali. Si tratta di affrontare le sfide poste dal mercato e diventare capaci di attrarre i nuovi flussi turistici che giungono dalla Russia e dalla Cina. Dobbiamo puntare a sviluppare il turismo enogastronomico, che identifica i flussi di chi va in cerca di produzioni tipiche oltre che di paesaggi da ammirare. La presenza dell’aeroporto Galilei ci dà un vantaggio che non dobbiamo tralasciare”.
Una domanda a bruciapelo, se fosse stato sindaco invece che presidente di provincia avrebbe gradito l’iniziativa della tassa di soggiorno per i turisti?
“Penso che sarei stato favorevole. Oggi il turismo è di massa, lascia un’impronta forte. Se la tassa si fosse caratterizzata per diventare fonte di un introito da incanalare per migliorare i servizi ai turisti, offrendo in contropartita una città più pulita, non vedo perché essere contrari. Non mi è parsa come una tassa antistorica. Era una proposta legittima, se vista nella prospettiva del migliorare la città e dare servizi ai turisti”.
A metà novembre è uscito il sondaggio del Sole 24 Ore. La dava in calo di consensi (- 3,2%) rispetto al 2004, anno dell’elezione. Come l’ha presa?
“E’ ovvio che non si resti bene, io poi tra i 106 presidenti di provincia sono ahimè tra i meno bravi. Propongo una riflessione. Se tra più di cento presidenti, solo 15 ‘passano l’esame’, vale a dire vedono incrementato il consenso, forse non è solo colpa loro. Credo che l’ente Provincia sia l’istituzione meno conosciuta, rispetto alla quale il cittadino ha una percezione più confusa del ruolo e delle funzioni. Questa percezione può aver influito sulle risposte al sondaggio e di conseguenza ha inciso sul dato finale assegnato al presidente. Inoltre il dibattito, comparso sulla stampa, sull’abolizione delle Province non ci ha aiutato, anzi ha favorito un clima sfavorevole. Qual è l’insegnamento da trarre? Bisogna investire più risorse nelle iniziative che facilitino il contatto con la gente. In tempi di scarsezza non è semplice”.
di Susanna Bagnoli
Da amministratore del comune di Monopoli a Presidente della Provincia di Pisa. E’ la parabola, in ascesa, di Andrea Pieroni. Confessa che all’inizio è stata dura, la ‘macchina’ che guida è complessa. Lo incontriamo per conoscere com’è andata fino a oggi, cosa si sta movendo, e di quel sondaggio del Sole 24 Ore, non proprio lusinghiero.
Presidente Pieroni siamo praticamente a metà mandato, è possibile tracciare un bilancio e fare il quadro delle scelte intraprese per lo sviluppo del territorio pisano?
“Stiamo preparando per l’inizio del 2007 un ‘occasione di riflessione comune per esplicitare una sorta di bilancio provvisorio del lavoro svolto fino a qui. Intanto posso anticipare alcuni spunti, dal punto di vista politico posso dire che la maggioranza è forte e coesa e in questi due anni ha lavorato in modo unitario. Ci sono alcuni segnali che dobbiamo considerare e che arrivano da parte di Rifondazione e dai Verdi (partiti che non appartengono alla coalizione di governo, n.d.r.). Come sta accadendo in Regione e in tutte le amministrazioni locali si pone la questione del loro ingresso in maggioranza. Credo che l’accordo dovrà maturare su cose concrete. Intanto segnalo che la Provincia di Pisa è tra le prime Province che hanno dato vita a gruppo unitario Ds e Margherita. Il quadro politico è solido”.
E per quanto riguarda il quadro amministrativo?
“Sul programma amministrativo dico che sono contento del lavoro portato avanti, partendo dalle azioni intraprese per il territorio, le infrastrutture e la mobilità. Sono convinto che si debba lavorare sul territorio per renderlo più appetibile. Ci sono alcune opere messe in cantiere, cioè già appaltate, che fanno riferimento al programma 2002-2007 delle opere pubbliche. Mi riferisco alla Superstrada Firenze- Pisa - Livorno, con i nuovi svincoli di Cascina e Ponsacco e non solo, alla Sarzanese- Valdera, alla Statale 68. E poi abbiamo programmato interventi rilevanti sulla bretella del cuoio e per il ponte alla navetta. Si tratta di impegni per 120 milioni di euro. Lo sviluppo del territorio passa dalla sua buona gestione, l’attenzione dell’amministrazione deve essere massima”.
Ci sono altre linee di intervento su cui l’amministrazione sta puntando?
“ Per quanto riguarda il sistema economico abbiamo strutturato una convenzione con la Camera di Commercio di Pisa per dare risorse aggiuntive alle nuove imprese che si caratterizzino per essere anche innovative. Crediamo molto nelle possibilità che i poli tecnologici offrono alle piccole imprese, soprattutto attraverso gli incubatori d’impresa (da poche settimane Pieroni ha creato una delega ad hoc assegnata all’assessore Turini, n.d.r.). Credo che gli incubatori siano uno strumento adatto per far crescere imprese nuove e dare loro modo di prepararsi ad affrontare il mercato. Naturalmente ci vogliono risorse pubbliche per sostenere gli incubatori e aiutarli a svolgere questa funzione “formativa”. Sul versante delle politiche per il lavoro abbiamo potenziato i centri per l’impiego su tutto il territorio della provincia, con nuovi servizi per i giovani, i disabili, le donne. Abbiamo investito un milione di euro per la formazione professionale rivolta alla componente femminile, spesso più svantaggiata nell’ingresso sul mercato del lavoro. E poi la Provincia sta lavorando per essere ente di sostegno ai Comuni”.
Altro da segnalare?
“ C’è un grande impegno per lavorare sulla coesione sociale e l’integrazione degli immigrati. Il Consiglio Provinciale degli stranieri è stato attivato con questo obiettivo di fondo e poi c’è in ballo la questione del voto agli immigrati. Abbiamo modificato lo statuto in modo da consentire questa previsione. Per il momento abbiamo ricevuto una bocciatura alla nostra richiesta di concedere il voto agli stranieri. Ma stiamo preparando un ricorso al Presidente della Repubblica. Con l’augurio che prima o poi venga almeno accettato un principio d’apertura verso gli immigrati tale da condurre al diritto di voto. Tra le cose che voglio segnalare c’è il Pasl, che è uno strumento di programmazione economica concertato con la Regione. E’ una sorta di contenitore di 300 progetti importanti per la provincia. In pratica è un tavolo di lavoro a cui riunire tutti i soggetti interessati”.
Quali criticità o resistenze ha incontrato fino ad oggi? Ci sono dei settori di intervento in cui è più impegnativo portare avanti un cambiamento?
“Incontro una generale difficoltà a coinvolgere tutto il territorio, gli enti locali. La Provincia dovrebbe essere un ente di programmazione, che fa da coordinamento per tutti gli altri enti. A volte i Comuni fanno fatica a aderire a dei percorsi in cui si mette in atto un coordinamento. A volte si incontra un eccesso di individualismo, vorrei arrivare a dire di protagonismo. Invece in tempi in cui le risorse diventano sempre più limitate si deve necessariamente fare sistema. Anche perché è in questo modo che le risorse vengono impiegate meglio e con un vantaggio per tutti. Mi viene in mente l’esempio del marketing d’area, settore in cui intervengono le associazioni di categoria, la camera di commercio, i comuni. Tutte queste competenze se si danno un coordinamento credo possano riuscire a fare di più e a fare meglio. Per questo la provincia cerca di porsi come ente che promuove questo coordinamento”.
La risorsa “turismo” è una di quelle su cui più si sta puntando. Come si sta movendo?
“La provincia di Pisa offre molto. E’ un’offerta vasta e articolata, dal mare alle città d’arte. Non solo quelle più grandi e conosciute ma anche i piccoli borghi, meno noti, eppure splendidi. Ci sono grandi potenzialità da valorizzare. Ci stiamo provando. Abbiamo potenziato l’azienda di promozione turistica, puntiamo a costruire un raccordo tra i vari consorzi turistici locali. Si tratta di affrontare le sfide poste dal mercato e diventare capaci di attrarre i nuovi flussi turistici che giungono dalla Russia e dalla Cina. Dobbiamo puntare a sviluppare il turismo enogastronomico, che identifica i flussi di chi va in cerca di produzioni tipiche oltre che di paesaggi da ammirare. La presenza dell’aeroporto Galilei ci dà un vantaggio che non dobbiamo tralasciare”.
Una domanda a bruciapelo, se fosse stato sindaco invece che presidente di provincia avrebbe gradito l’iniziativa della tassa di soggiorno per i turisti?
“Penso che sarei stato favorevole. Oggi il turismo è di massa, lascia un’impronta forte. Se la tassa si fosse caratterizzata per diventare fonte di un introito da incanalare per migliorare i servizi ai turisti, offrendo in contropartita una città più pulita, non vedo perché essere contrari. Non mi è parsa come una tassa antistorica. Era una proposta legittima, se vista nella prospettiva del migliorare la città e dare servizi ai turisti”.
A metà novembre è uscito il sondaggio del Sole 24 Ore. La dava in calo di consensi (- 3,2%) rispetto al 2004, anno dell’elezione. Come l’ha presa?
“E’ ovvio che non si resti bene, io poi tra i 106 presidenti di provincia sono ahimè tra i meno bravi. Propongo una riflessione. Se tra più di cento presidenti, solo 15 ‘passano l’esame’, vale a dire vedono incrementato il consenso, forse non è solo colpa loro. Credo che l’ente Provincia sia l’istituzione meno conosciuta, rispetto alla quale il cittadino ha una percezione più confusa del ruolo e delle funzioni. Questa percezione può aver influito sulle risposte al sondaggio e di conseguenza ha inciso sul dato finale assegnato al presidente. Inoltre il dibattito, comparso sulla stampa, sull’abolizione delle Province non ci ha aiutato, anzi ha favorito un clima sfavorevole. Qual è l’insegnamento da trarre? Bisogna investire più risorse nelle iniziative che facilitino il contatto con la gente. In tempi di scarsezza non è semplice”.
Last modified
12-12-2006 13:24
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