
Nuovi progetti per la Val di Cecina
La sala “Ex Cinema Tirreno” di Castelnuovo Val di Cecina ha ospitato un convegno sui progetti sostenuti dalla Provincia di Pisa e dalla Regione
di Michele Falorni
La sala convegni “Ex Cinema Tirreno” di Castelnuovo Val di Cecina ha ospitato nei giorni scorsi il convegno “Progetti di ricerca e sviluppo in Val di Cecina”, promosso dalla società Sviluppo Italia Toscana e dall’Arsia, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo e forestale. Molte le personalità presenti, perché il tema – che ruotava anche attorno al progetto incubatore rurale – ha catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori come dell’opinione pubblica. Ad aprire il tavolo di confronto, Gianluca Brunori dell’Università di Pisa quale presidente del Comitato tecnico e scientifico dell’Arsia e, secondo programma, il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, Elisa Battaglini, il presidente di Sviluppo Italia Giacomo Billi. I punti discussi sono stati molti e, alla fine delle presentazioni, le domande non sono mancate.
Il “Progetto Incubatore Rurale”, ha spiegato Pierangelo Tessieri, persegue vari obiettivi, a partire dalla creazione di reti tra imprese ed enti per arrivare a studi e ricerche di mercato e loro applicazione pratica, promozione della presenza dell’ateneo pisano sul territorio attraverso l’esperienza degli insegnanti e dei ricercatori. Il piano è promosso dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana, è sostenuto dalla Comunità Montana Alta Val di Cecina e dai cinque Comuni che la compongono, ossia Castelnuovo Val di Cecina, Pomarance, Volterra, Montecatini Val di Cecina e Monteverdi Marittimo. Sviluppo Italia Toscana è la società che, per l’attività svolta sul territorio e per la sua funzione istituzionale, è stato individuata come riferimento che dovrà occuparsi dell’intera gestione del progetto. L’università di Pisa, attraverso il dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie, fornirà il necessario supporto tecnico-scientifico per le attività di ricerca e di sperimentazione. L’incubatore rurale, che sarà dotato di una propria struttura, con locali per l’informazione, la formazione e la consulenza tecnica, oltre a svariati ettari di terreno per la sperimentazione in campo aperto, dovrà svolgere un ruolo di interfaccia tra enti locali, associazioni di produttori ed operatori del settore, fornendo servizi in sintonia con gli obiettivi individuati da Provincia, Regione e enti stessi. Sviluppo Italia Toscana sarà dunque il referente per tutti i problemi inerenti l’ottenimento di fondi, la corretta informazione sui bandi regionali, la ricerca di possibili finanziamenti a favore di nascenti società, l’elaborazione di scenari socio-economici, le ricerche di mercato e di partenariato, l’elaborazione di piani di marketing e di comunicazione e quant’altro necessario a sostenere iniziative volte a costituire e avviare nuove dinamiche imprese. Da qui si capisce l’importanza strategica ed innovativa di questo piano, capace di far incontrare le conoscenze tecniche ad altissimo livello del mondo accademico con l’esperienza consolidata di Sviluppo Italia Toscana quale incubatore di impresa.
Attualmente l’immobile che accoglierà l’incubatore rurale, che ha sede a Castelnuovo Val di Cecina, è in corso di ristrutturazione. In particolare sono in fase di realizzazione i lavori di sistemazione dell’area esterna e di completamento dell’impianto di teleriscaldamento. La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2006. Nei mesi di attesa della disponibilità della struttura il lavoro dei soggetti coinvolti nel progetto è quello di programmare e avviare, dove è possibile, attività che possano consentire all’incubatore rurale di entrare a regime nel più breve tempo possibile, una volta preso possesso dell’immobile.
Considerato che l’importanza strategica ed innovativa di questo progetto è tale da far incontrare le conoscenze tecniche ad altissimo livello del mondo accademico con l’esperienza ormai consolidata di Sviluppo Italia Toscana, capace di fornire una esperienza unico in questo settore, insieme alla forte azione locale svolta con tutte le strutture pubbliche della zona e che l’azione sinergica di questa iniziativa andrebbe nella direzione di promuovere l’introduzione di innovazione tecnologica nelle imprese, migliorare i servizi ambientali e le produzioni di qualità, migliorare le filiere locali di trasformazione, valorizzare i prodotti locali mediante l’adozione di certificazioni e marchi, favorire logiche di partenariato, si può affermare che all’orizzonte potrebbero schiudersi nuovi stimolanti scenari.
Per le organizzazioni professionali è intervenuto il presidente della Cia Stefano Berti,, mentre per le imprese ha esposto l’imprenditore Minervini di Guppy Italia. Il dibattito ha invece visto la partecipazione di rappresentanti della Comunità Montana Alta Val di Cecina, con le conclusioni tratte dall’amministratore Arsia Maria Grazia Mammuccini, che ha fatto il punto. Uno degli obiettivi più ambiziosi è il recupero delle tipicità del territorio, visto che a livello nazionale e non solo c’è la volontà di prestare sempre maggiore attenzione al paesaggio che ci circonda. Dare valore alle risorse diventa dunque un imperativo che nel corso del tempo deve essere un riferimento certo. Nel caso specifico la zona è nata con caratteristiche rurali, ma con il passare degli anni si è industrializzata, cedendo alla rapida crescita delle case e di conseguenza alla veloce scomparsa dell’ambiente e delle sue caratteristiche. Viceversa, la volontà comune è riscoprire il mondo rurale dal punto di vista delle attività agricole e dei loro non trascurabili contributi. Un concetto chiave anche per il turismo, che va alla ricerca di angoli immersi nel verde dove regnano pace e tranquillità. La possibilità di produrre vino e olio, creando percorsi enogastronomici è uno dei valori aggiunti. Insomma, c’è uno spirito ambientalista nuovo, che attraverso progetti condivisi prova a valorizzare il vero profilo del territorio, esaltandone gli elementi tipici propri soltanto di questa terra.
La sala convegni “Ex Cinema Tirreno” di Castelnuovo Val di Cecina ha ospitato nei giorni scorsi il convegno “Progetti di ricerca e sviluppo in Val di Cecina”, promosso dalla società Sviluppo Italia Toscana e dall’Arsia, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo e forestale. Molte le personalità presenti, perché il tema – che ruotava anche attorno al progetto incubatore rurale – ha catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori come dell’opinione pubblica. Ad aprire il tavolo di confronto, Gianluca Brunori dell’Università di Pisa quale presidente del Comitato tecnico e scientifico dell’Arsia e, secondo programma, il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, Elisa Battaglini, il presidente di Sviluppo Italia Giacomo Billi. I punti discussi sono stati molti e, alla fine delle presentazioni, le domande non sono mancate.
Il “Progetto Incubatore Rurale”, ha spiegato Pierangelo Tessieri, persegue vari obiettivi, a partire dalla creazione di reti tra imprese ed enti per arrivare a studi e ricerche di mercato e loro applicazione pratica, promozione della presenza dell’ateneo pisano sul territorio attraverso l’esperienza degli insegnanti e dei ricercatori. Il piano è promosso dalla Provincia di Pisa e dalla Regione Toscana, è sostenuto dalla Comunità Montana Alta Val di Cecina e dai cinque Comuni che la compongono, ossia Castelnuovo Val di Cecina, Pomarance, Volterra, Montecatini Val di Cecina e Monteverdi Marittimo. Sviluppo Italia Toscana è la società che, per l’attività svolta sul territorio e per la sua funzione istituzionale, è stato individuata come riferimento che dovrà occuparsi dell’intera gestione del progetto. L’università di Pisa, attraverso il dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie, fornirà il necessario supporto tecnico-scientifico per le attività di ricerca e di sperimentazione. L’incubatore rurale, che sarà dotato di una propria struttura, con locali per l’informazione, la formazione e la consulenza tecnica, oltre a svariati ettari di terreno per la sperimentazione in campo aperto, dovrà svolgere un ruolo di interfaccia tra enti locali, associazioni di produttori ed operatori del settore, fornendo servizi in sintonia con gli obiettivi individuati da Provincia, Regione e enti stessi. Sviluppo Italia Toscana sarà dunque il referente per tutti i problemi inerenti l’ottenimento di fondi, la corretta informazione sui bandi regionali, la ricerca di possibili finanziamenti a favore di nascenti società, l’elaborazione di scenari socio-economici, le ricerche di mercato e di partenariato, l’elaborazione di piani di marketing e di comunicazione e quant’altro necessario a sostenere iniziative volte a costituire e avviare nuove dinamiche imprese. Da qui si capisce l’importanza strategica ed innovativa di questo piano, capace di far incontrare le conoscenze tecniche ad altissimo livello del mondo accademico con l’esperienza consolidata di Sviluppo Italia Toscana quale incubatore di impresa.
Attualmente l’immobile che accoglierà l’incubatore rurale, che ha sede a Castelnuovo Val di Cecina, è in corso di ristrutturazione. In particolare sono in fase di realizzazione i lavori di sistemazione dell’area esterna e di completamento dell’impianto di teleriscaldamento. La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2006. Nei mesi di attesa della disponibilità della struttura il lavoro dei soggetti coinvolti nel progetto è quello di programmare e avviare, dove è possibile, attività che possano consentire all’incubatore rurale di entrare a regime nel più breve tempo possibile, una volta preso possesso dell’immobile.
Considerato che l’importanza strategica ed innovativa di questo progetto è tale da far incontrare le conoscenze tecniche ad altissimo livello del mondo accademico con l’esperienza ormai consolidata di Sviluppo Italia Toscana, capace di fornire una esperienza unico in questo settore, insieme alla forte azione locale svolta con tutte le strutture pubbliche della zona e che l’azione sinergica di questa iniziativa andrebbe nella direzione di promuovere l’introduzione di innovazione tecnologica nelle imprese, migliorare i servizi ambientali e le produzioni di qualità, migliorare le filiere locali di trasformazione, valorizzare i prodotti locali mediante l’adozione di certificazioni e marchi, favorire logiche di partenariato, si può affermare che all’orizzonte potrebbero schiudersi nuovi stimolanti scenari.
Per le organizzazioni professionali è intervenuto il presidente della Cia Stefano Berti,, mentre per le imprese ha esposto l’imprenditore Minervini di Guppy Italia. Il dibattito ha invece visto la partecipazione di rappresentanti della Comunità Montana Alta Val di Cecina, con le conclusioni tratte dall’amministratore Arsia Maria Grazia Mammuccini, che ha fatto il punto. Uno degli obiettivi più ambiziosi è il recupero delle tipicità del territorio, visto che a livello nazionale e non solo c’è la volontà di prestare sempre maggiore attenzione al paesaggio che ci circonda. Dare valore alle risorse diventa dunque un imperativo che nel corso del tempo deve essere un riferimento certo. Nel caso specifico la zona è nata con caratteristiche rurali, ma con il passare degli anni si è industrializzata, cedendo alla rapida crescita delle case e di conseguenza alla veloce scomparsa dell’ambiente e delle sue caratteristiche. Viceversa, la volontà comune è riscoprire il mondo rurale dal punto di vista delle attività agricole e dei loro non trascurabili contributi. Un concetto chiave anche per il turismo, che va alla ricerca di angoli immersi nel verde dove regnano pace e tranquillità. La possibilità di produrre vino e olio, creando percorsi enogastronomici è uno dei valori aggiunti. Insomma, c’è uno spirito ambientalista nuovo, che attraverso progetti condivisi prova a valorizzare il vero profilo del territorio, esaltandone gli elementi tipici propri soltanto di questa terra.
Last modified
20-11-2006 11:21
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