
Fiume Cecina ecosistema da salvare e tutelare
L'assessore all'ambiente del Comune di Cecina e il sindaco di Riparbella fanno il punto sulla situazione del nostro corso d'acqua
Il fiume è un ecosistema da tutelare. L’assessore alla qualità del territorio del Comune di Cecina, Alberto Mazzoncini, fa il punto partendo dalle ondate di piena d’inizio novembre. L’allarme è scattato più volte, quando la portata delle acque ha cominciato a crescere in seguito alle piogge, più abbondanti del previsto, nella zona alta della Val di Cecina. Ad alimentare il corso sono stati torrenti e fossi, con il fiume che – al punto di osservazione di Puretta –, vicino a Pomarance, arrivava a 4 metri e 47 centimetri, mentre a Montalcinello, nel senese, ha toccato i 4 metri e 51. Sono state ore di paura, alle quali l’amministrazione ha risposto con un piano di emergenza che ha previsto anche l’intervento della Protezione civile e della pala meccanica per ampliare il secondo canale di deflusso, aumentando la portata alla foce e consentendo il rapido scorrimento delle acque al mare.
“Il fiume è un ecosistema complesso – spiega l’assessore –, da studiare nei particolari. Non è pensabile modificarne anche un solo parametro senza analisi approfondite, perché le conseguenze potrebbero essere gravi. Grazie al lavoro svolto insieme al ministro Altero Matteoli, il Cecina è stato inserito in un progetto di bacino pilota per la sperimentazione della direttiva Ue 2000/60, attraverso la quale si provano a risolvere le criticità ambientali perseguendo gli obiettivi di legge. In questo periodo analizziamo problemi specifici che si ripercuotono sull’assetto dell’area di foce sia per quanto riguarda il porticciolo, che della foce fa parte, sia per la sicurezza idrogeologica. La criticità si riferisce alla natura dei sedimenti e al contenuto di elementi chimici non in linea con i parametri di legge”. Per questo Mazzoncini ha chiesto al Ministero dell’Ambiente un’analisi dei sedimenti per risalire alla loro origine e valutare gli effetti sulla salute pubblica, provando così a risolvere i problemi.
Molti si chiedono a cosa siano dovute le grandi portate che, in autunno, sembrano divenute una costante. L’assessore risponde che si tratta di un fenomeno normale, dovuto alle piogge e alle modifiche che il letto del corso ha subito con il passare del tempo. Motivi naturali, dunque, sui quali bisogna svolgere studi approfonditi prima di intervenire. Sempre preservando la funzione principale del fiume: lo scolo delle acque di tutto il bacino idrogeologico verso il mare. Il progetto va avanti e poche settimane fa sono stati appaltati i lavori di progettazione per la bonifica dei siti inquinati dal mercurio (il botro Santa Marta e il Canova) e la società Altair ha ottenuto il finanziamento per la sostituzione delle celle a mercurio con membrane riducendo l’inquinamento. Interventi di cui l’intera comunità trarrà beneficio. L’obiettivo, del resto, è far sì che l’industria possa svolgere la propria attività senza danneggiare l’ambiente.
“Inoltre è stato installato l’impianto Aretusa a Rosignano – prosegue l’assessore – per il post trattamento delle acque in uscita dai depuratori di Cecina e Rosignano e per il loro recupero e riutilizzo. I prelievi sono già iniziati, e questo è un passo avanti nei confronti delle falde, in quanto quell’acqua sostituisce i prelievi che la società Solvay fa nella falda sotterranea. Prosegue poi il lavoro dell’Arpat di Pisa, con lo studio delle varie correnti e degli elementi contaminanti, per rimuovere l’inquinamento di origine industriale e civile. Per fortuna, le portate a cui spesso assistiamo non sono anomale e possiamo registrare l’equilibrio tra la pioggia a valle e a monte, che ha permesso il deflusso regolare alla foce. Ma, ripeto, per conoscere e dare risposta a questi fenomeni bisogna studiare bene la natura del Cecina. A questo proposito, in tempi brevi, presenteremo al Ministero dell’ambiente una relazione in cui proponiamo l’installazione di un impianto pilota, gestito da Icram, per l’esame dei sedimenti e il loro possibile utilizzo nel fiume stesso e nel ripascimento delle spiagge”.
Il fiume, dice l’assessore, è un ecosistema complesso, una macchina molto importante alla quale occorre concedere la massima attenzione. Il corso d’acqua attorno al quale si è sviluppata la vita va tutelato. Tutto ciò che, per pigrizia, ci scarichiamo o preleviamo ne modifica le caratteristiche. E anche in caso di lottizzazioni, afferma, è necessario pensare con una logica precisa, evitando scelte assurde. “Come Comune abbiamo un piano di intervento da far scattare in situazioni di emergenza, aiutando il corso d’acqua a compiere il suo servizio. Quando all’inizio del mese c’è stato l’allarme, abbiamo lavorato per aprire due canali alla foce e facilitare lo scorrimento verso il mare, controllando che il livello del fiume rimanesse nei limiti di sicurezza. La possibilità di costruire un bacino? Esiste, ma prima di intervenire a monte bisogna valutare con perizia l’intervento, perché ogni modifica comporta conseguenze”, conclude.
Sull’argomento interviene anche il sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli. Che spiega come il corso d’acqua vada osservato da due punti di vista: qualitativo e quantitativo. Per quanto riguarda il primo, l’Arpat sta facendo uno studio commissionato dalla Regione sulla mobilità di alcuni contaminanti inorganici presenti nei sedimenti del Cecina. L’attività coinvolge l’istituto di geoscienze e georisorse del Cnr di Pisa e “al termine di queste valutazioni – afferma Fontanelli – ci sarà una valutazione. Intanto è già a regime sulla valle del fiume e su alcuni affluenti una rete di monitoraggio permanente delle acque sotterranee e superficiali con campionamenti mensili. Quando arriveranno i dati, per una corretta interpretazione, sarà necessario distinguere tra sedimenti e acque superficiali e sotterranee, dato che i metalli e molti contaminanti organici hanno più affinità con la matrice solida, concludendo che solo la frazione solubile e biodisponibile entra nei cicli ambientali e biologici. Per cui, la recente firma da parte dell’Altair per la bonifica e l’eliminazione delle celle a mercurio, come gli interventi relativi alla costruzione di impianti di depurazione previsti nell’ambito del Cecina bacino pilota, ci devono far sperare per un risanamento ambientale ed ecologico del fiume come ecosistema in futuro”.
Il sindaco spiega poi che dal lato quantitativo, premesso che le piogge regolari sarebbero auspicabili, occorrerà intervenire da parte degli enti attuatori quali la Provincia, la Comunità Montana e altri con opere di mitigazione ed asportazione delle parti legnose che, presenti nel letto del fiume, ostacolano secondo gli esperti il regolare deflusso delle acque trattenendo la parte solida e i sedimenti, che invece dovrebbero arrivare fino al mare per favorire il naturale e indispensabile ripascimento delle spiagge.
Michele Falorni
Occhiello. L’assessore all’ambiente del Comune di Cecina e il sindaco di Riparbella fanno il punto sulla situazione del nostro corso d’acqua
Titolo. “Fiume Cecina ecosistema da salvare e tutelare”
Sommario. Grazie al lavoro svolto con il Ministero dell’Ambiente, il Cecina è stato inserito in un progetto europeo di bacino pilota per risolverne le criticità ambientali
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07-12-2005 12:24
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