
Il turismo come volano di crescita
Intervistra all'amministratore del Consorzio Volterra, Valdicecina, Valdera, Paolo Paterni
di Pasquale Mellone
Seguendo oggi l’ispirazione che, in tempi passati, ha guidato scrittori come D’Annunzio, Stendhal, Lawrence e pittori come Dennis e Corot, percorriamo oggi un incantevole itinerario che ci porta, tra la Storia, la tranquillità e l’ospitalità di questo lembo di Toscana. Nostra guida e fidato compagno di viaggio sarà l’Amministratore del Consorzio Turistico Volterra, Valdicecina e Valdera, Paolo Paterni. Prendiamola larga: come è nato il Consorzio e quali sono le sue attività?
«Il Consorzio è nato il 4 dicembre 1994, uno dei primi in Toscana, e da allora si è costantemente sviluppato. All’inizio eravamo 60 soci, adesso, dopo l’ultimo aumento di capitale, circa 160. I nostri settori di attività sono principalmente tre: promozione, informazione e commercializzazione turistica che, in realtà, rappresentano i tre aspetti di uno stesso progetto. La nostra missione è, volendo sintetizzare al massimo, quella di valorizzare e commercializzare un territorio di una ricchezza indescrivibile che, prima del nostro avvento, era fuori dai circuiti internazionali del turismo. Questo è stato possibile grazie al sostegno di tutti gli attori, pubblici e privati, che sono stati al nostro fianco e hanno individuato in noi lo strumento operativo per la crescita e la qualificazione del settore turistico. E i numeri ci danno ragione: non esiste altra realtà in Toscana che, negli ultimi dieci anni, ha avuto gli indici di sviluppo della Val di Cecina».
Proprio della Val di Cecina, del suo assai vario paesaggio (cipressi, vigneti, colline argillose, calanchi e biancane, aree boscate ed affioramenti rocciosi, oltre che zone geotermiche e ambienti montani) Volterra è l’indiscusso centro: cosa la rende così importante?
«Uno slogan che abbiamo spesso usato per la promozione di Volterra è “Da tremila anni nel cuore verde della Toscana” e questo può sintetizzare benissimo l’importanza di Volterra e del suo territorio da un punto di vista turistico. Poche altre realtà Toscane possiedono le caratteristiche che quel messaggio mette in evidenza: da noi ogni epoca ha lasciato le sue tracce senza cancellare le precedenti; possiamo vivere in una sorta di museo all’aperto che ci trasporta dall’epoca preistorica fino ai nostri giorni semplicemente passeggiando sugli antichi selciati. Il cuore verde della Toscana, centrale rispetto alla costa tirrenica e ai più importanti centri turistici; ed ancora immerso in un paesaggio rigoglioso e incontaminato: una zona ideale come base di lancio per la scoperta della Toscana che, ancora oggi, rappresenta una delle mete più desiderate dai viaggiatori italiani e stranieri».
Dunque, nonostante il fiero isolamento, la Storia ha lasciato il suo segno con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo (penso al Museo Guarnacci, alla Pinacoteca, al Museo dell’Arte Sacra, ecc.)…
«Certo la storia ci ha aiutato. Il lavoro dei nostri avi è stato più importante del nostro. Ci hanno lasciato un patrimonio di inestimabile valore che noi abbiamo solo il compito di valorizzare e conservare. Ma la bellezza della nostra terrà non è solo nelle pietre: è soprattutto nella sua dignità e nella sua organizzazione sociale. Volterra e la Val di Cecina conservano ancora una propria identità culturale, non ancora compromessa dallo sviluppo industriale prima e da quello turistico poi: è questa la nostra ricchezza più grande. Non esistono storia, arte e cultura del passato se non si conserva una identità nel presente».
Quanto deve all’alabastro l’essenza di pietra della città, di cui sono impregnate le strade, i palazzi, le torri e le mura?
«L’alabastro è importantissimo per la città. Nel passato ha rappresentato il fulcro dell’economia cittadina ma, pur essendo un settore che operava in regime di monopolio (allora si produceva solo a Volterra), si è autodistrutto con una politica commerciale che ha messo le aziende nelle mani di commercianti senza scrupoli, e poi sono arrivati gli spagnoli che, grazie alla disponibilità di materia prima a basso costo, hanno dato il colpo finale al settore. Ma l’alabastro resta ancora importantissimo come artigianato artistico e come testimonianza di un ingegno e di una manualità che risale a oltre tremila anni fa».
Non di sola pietra però hanno vissuto fino ad oggi le diverse generazioni di artigiani volterrani (penso in particolare ai metalli, alla carta, ai tessuti ed al legno); e – certamente – le sole pietre non sarebbero bastate a saziare gli stomaci (come del resto dimostra l’ampia gamma di produzioni tipiche)…
«Sono contento che abbia portato il discorso sulle produzioni tipiche. Anche qui sono stati fatti passi da gigante. Pensi che nel 1994, non esisteva in Val di Cecina nessun prodotto alimentare riconoscibile da una propria etichetta. Ebbene oggi abbiamo vino, olio, formaggio, salumi, tartufi, specialità gastronomiche e tutte produzioni di grande qualità. La scommessa che stiamo portando avanti è che questi prodotti trovino sempre più spazio nella ristorazione locale che, a nostro giudizio, deve sempre più far riferimento ai sapori e ai profumi dei prodotti delle nostre valli. Il fascino di un territorio è infatti un mix di arte, cultura, sapori, odori, tradizioni. Noi abbiamo in abbondanza di tutti gli ingredienti, dobbiamo solo miscelarli nelle giuste proporzioni».
Perlustrando i dintorni, ci imbattiamo invece nelle miniere di Montecatini Val di Cecina e nelle fumarole centrali elettriche di Larderello…
«E’ un territorio straordinario, modellato dalla natura e dalle mani dell’uomo. Montecatini con le sue Miniere e i comuni di Pomarance e Castelnuovo, con i fenomeni endogeni, rappresentano una componente significativa dell’offerta turistica. Soprattutto per il target del turismo scolastico e associativo, rappresentano un valore aggiunto non trascurabile. Bisogna riuscire a mettere a sistema tutta la vallata, cominciare a pensare in termini di area, superando inutili campanilismi che servono solo a rallentare e ad affossare lo sviluppo turistico. E’ una strada in salita. Noi abbiamo provato ad esempio a lanciare la proposta di una rete tra tutti i musei della Valle, ma solo un Comune ha risposto alla nostra richiesta».
Invece, risalendo la china, lasciamo i sentieri incontaminati della Val di Cecina e ci addentriamo tra le splendide ville nobiliari, i grigi e gli ocra delle case, i campanili della Val d’Era…
«Per noi la Valdera è una scoperta più recente e straordinaria: infatti, solo in una fase successiva ci siamo allargati a tutta la Valdera. Adesso rappresentiamo sedici dei 39 comuni della provincia di Pisa. E’ stato un processo faticoso condizionato dai luoghi comuni e dai campanilismi più beceri fatto di reciproche diffidenze tra “quelli dei piani” e “quelli dei poggi”, come spesso si apostrofano le due realtà. Ma è un processo che alla fine ha superato gli ostacoli e sta portando ad una integrazione dei “prodotti turistici” che è un arricchimento per entrambe le valli e che sicuramente contribuirà a farci conoscere ed affermare sul mercato turistico. E allora anche il nostro messaggio è cambiato, come potete leggere sui nostri cartelli pubblicitari lungo le nostre strade: Volterra e le valli del Cecina e dell'Era».
di Pasquale Mellone
Seguendo oggi l’ispirazione che, in tempi passati, ha guidato scrittori come D’Annunzio, Stendhal, Lawrence e pittori come Dennis e Corot, percorriamo oggi un incantevole itinerario che ci porta, tra la Storia, la tranquillità e l’ospitalità di questo lembo di Toscana. Nostra guida e fidato compagno di viaggio sarà l’Amministratore del Consorzio Turistico Volterra, Valdicecina e Valdera, Paolo Paterni. Prendiamola larga: come è nato il Consorzio e quali sono le sue attività?
«Il Consorzio è nato il 4 dicembre 1994, uno dei primi in Toscana, e da allora si è costantemente sviluppato. All’inizio eravamo 60 soci, adesso, dopo l’ultimo aumento di capitale, circa 160. I nostri settori di attività sono principalmente tre: promozione, informazione e commercializzazione turistica che, in realtà, rappresentano i tre aspetti di uno stesso progetto. La nostra missione è, volendo sintetizzare al massimo, quella di valorizzare e commercializzare un territorio di una ricchezza indescrivibile che, prima del nostro avvento, era fuori dai circuiti internazionali del turismo. Questo è stato possibile grazie al sostegno di tutti gli attori, pubblici e privati, che sono stati al nostro fianco e hanno individuato in noi lo strumento operativo per la crescita e la qualificazione del settore turistico. E i numeri ci danno ragione: non esiste altra realtà in Toscana che, negli ultimi dieci anni, ha avuto gli indici di sviluppo della Val di Cecina».
Proprio della Val di Cecina, del suo assai vario paesaggio (cipressi, vigneti, colline argillose, calanchi e biancane, aree boscate ed affioramenti rocciosi, oltre che zone geotermiche e ambienti montani) Volterra è l’indiscusso centro: cosa la rende così importante?
«Uno slogan che abbiamo spesso usato per la promozione di Volterra è “Da tremila anni nel cuore verde della Toscana” e questo può sintetizzare benissimo l’importanza di Volterra e del suo territorio da un punto di vista turistico. Poche altre realtà Toscane possiedono le caratteristiche che quel messaggio mette in evidenza: da noi ogni epoca ha lasciato le sue tracce senza cancellare le precedenti; possiamo vivere in una sorta di museo all’aperto che ci trasporta dall’epoca preistorica fino ai nostri giorni semplicemente passeggiando sugli antichi selciati. Il cuore verde della Toscana, centrale rispetto alla costa tirrenica e ai più importanti centri turistici; ed ancora immerso in un paesaggio rigoglioso e incontaminato: una zona ideale come base di lancio per la scoperta della Toscana che, ancora oggi, rappresenta una delle mete più desiderate dai viaggiatori italiani e stranieri».
Dunque, nonostante il fiero isolamento, la Storia ha lasciato il suo segno con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo (penso al Museo Guarnacci, alla Pinacoteca, al Museo dell’Arte Sacra, ecc.)…
«Certo la storia ci ha aiutato. Il lavoro dei nostri avi è stato più importante del nostro. Ci hanno lasciato un patrimonio di inestimabile valore che noi abbiamo solo il compito di valorizzare e conservare. Ma la bellezza della nostra terrà non è solo nelle pietre: è soprattutto nella sua dignità e nella sua organizzazione sociale. Volterra e la Val di Cecina conservano ancora una propria identità culturale, non ancora compromessa dallo sviluppo industriale prima e da quello turistico poi: è questa la nostra ricchezza più grande. Non esistono storia, arte e cultura del passato se non si conserva una identità nel presente».
Quanto deve all’alabastro l’essenza di pietra della città, di cui sono impregnate le strade, i palazzi, le torri e le mura?
«L’alabastro è importantissimo per la città. Nel passato ha rappresentato il fulcro dell’economia cittadina ma, pur essendo un settore che operava in regime di monopolio (allora si produceva solo a Volterra), si è autodistrutto con una politica commerciale che ha messo le aziende nelle mani di commercianti senza scrupoli, e poi sono arrivati gli spagnoli che, grazie alla disponibilità di materia prima a basso costo, hanno dato il colpo finale al settore. Ma l’alabastro resta ancora importantissimo come artigianato artistico e come testimonianza di un ingegno e di una manualità che risale a oltre tremila anni fa».
Non di sola pietra però hanno vissuto fino ad oggi le diverse generazioni di artigiani volterrani (penso in particolare ai metalli, alla carta, ai tessuti ed al legno); e – certamente – le sole pietre non sarebbero bastate a saziare gli stomaci (come del resto dimostra l’ampia gamma di produzioni tipiche)…
«Sono contento che abbia portato il discorso sulle produzioni tipiche. Anche qui sono stati fatti passi da gigante. Pensi che nel 1994, non esisteva in Val di Cecina nessun prodotto alimentare riconoscibile da una propria etichetta. Ebbene oggi abbiamo vino, olio, formaggio, salumi, tartufi, specialità gastronomiche e tutte produzioni di grande qualità. La scommessa che stiamo portando avanti è che questi prodotti trovino sempre più spazio nella ristorazione locale che, a nostro giudizio, deve sempre più far riferimento ai sapori e ai profumi dei prodotti delle nostre valli. Il fascino di un territorio è infatti un mix di arte, cultura, sapori, odori, tradizioni. Noi abbiamo in abbondanza di tutti gli ingredienti, dobbiamo solo miscelarli nelle giuste proporzioni».
Perlustrando i dintorni, ci imbattiamo invece nelle miniere di Montecatini Val di Cecina e nelle fumarole centrali elettriche di Larderello…
«E’ un territorio straordinario, modellato dalla natura e dalle mani dell’uomo. Montecatini con le sue Miniere e i comuni di Pomarance e Castelnuovo, con i fenomeni endogeni, rappresentano una componente significativa dell’offerta turistica. Soprattutto per il target del turismo scolastico e associativo, rappresentano un valore aggiunto non trascurabile. Bisogna riuscire a mettere a sistema tutta la vallata, cominciare a pensare in termini di area, superando inutili campanilismi che servono solo a rallentare e ad affossare lo sviluppo turistico. E’ una strada in salita. Noi abbiamo provato ad esempio a lanciare la proposta di una rete tra tutti i musei della Valle, ma solo un Comune ha risposto alla nostra richiesta».
Invece, risalendo la china, lasciamo i sentieri incontaminati della Val di Cecina e ci addentriamo tra le splendide ville nobiliari, i grigi e gli ocra delle case, i campanili della Val d’Era…
«Per noi la Valdera è una scoperta più recente e straordinaria: infatti, solo in una fase successiva ci siamo allargati a tutta la Valdera. Adesso rappresentiamo sedici dei 39 comuni della provincia di Pisa. E’ stato un processo faticoso condizionato dai luoghi comuni e dai campanilismi più beceri fatto di reciproche diffidenze tra “quelli dei piani” e “quelli dei poggi”, come spesso si apostrofano le due realtà. Ma è un processo che alla fine ha superato gli ostacoli e sta portando ad una integrazione dei “prodotti turistici” che è un arricchimento per entrambe le valli e che sicuramente contribuirà a farci conoscere ed affermare sul mercato turistico. E allora anche il nostro messaggio è cambiato, come potete leggere sui nostri cartelli pubblicitari lungo le nostre strade: Volterra e le valli del Cecina e dell'Era».
Last modified
15-01-2007 09:24
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