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Edificazione sempre in crescita

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La chioma di Rosignano
Il distinto signore che ho davanti è un Sindaco ma. prima di tutto un professore e potrebbe essere il partner di Marlene Dieterich ne l’Angelo Azzurro anche se qui gli amici che lo circondano sono assessori e consiglieri comunali toscani e marittimi ,non nani e ballerini da taverna, rappresentanti della decadenza mitteleuropea . Solo a guardarlo, fa quest’effetto: in realtà è un distinto signore molto sicuro di sé, del suo misurato sorriso, accogliente e ospitale, che lascia il Consiglio comunale per onorare il modestissimo impegno che ha con me. In realtà qui di modesto non ci sono che io: la questione che dovremo affrontare è ardua. Si tratta, di cercar di capire perché Rosignano, pur essendo un grande paese in termini di area , sotto il profilo dell’edilizia residenziale sembri il più grande d’Italia anche se non lo è . Immaginare perché nessuno qui , costruendo, rischi la galera. Eppure ill motivo è semplice : niente è abusivo perché tutto è permesso.Un caffè e un permesso di edificazione, a Rosignano, non si negano a nessuno. Ognuno ha la sua licenza e, giunto al fin della licenza, tocca e ritocca …il progetto previo presentazione di relativa variante. Non è un’eccezione: è la regola. Le varianti si moltiplicano e devo chiedere il perché a questo gentile signore che nel frattempo mi ha fatto sedere, sempre con il sorriso sulle labbra. Gli chiedo: tutto questo cataclisma, questo sovvertimento dell’esistente per cui una splendida macchia mediterranea si trasforma in un isola galleggiante di cemento armato, bagnata dalle bagnarole che non possono chiamarsi piscine perché è proibito costruirne, come è nato? Mi risponde che gli abusi vanno perseguiti ma questi non sono abusi. Permissivismo? No, un certo lassismo forse sì. Ci cono molti, piccoli appartamenti: prima bastava la dichiarazione di modifica al regolamento. Adesso è cambiata la filosofia. Si divide il territorio in aree e si fanno delle valutazioni: ad esempio, qui più di cento appartamenti non si possono fare. Sembrano criteri semplici ma potrei sapere quali sono stati seguiti per inventare “Le Spianate” a Castiglioncello, nel regno dei Macchiaioli, a casa di Diego Martelli, in uno degli angoli più luminosi della terra, come dicevano Pirandello, Fattori, Marta Abba, Suso Cecchi d’Amico, Mastroianni, Panelli, Luigi Lega, che facevano parte di questo pot-pourri fra genio e sregolatezza che aveva indicato loro questo luogo come quello delle proprie estasi? “Questa pioggia di case è legata al fenomeno della seconda casa: piccola, ma confortevole. Oggi apprezziamo cose che prima nessuno valutava : sentiamo l’esigenza di scegliere una tipologia abitativa che si adatti all’ambiente. Io ammiro il coraggio dei Francesi che introducono soluzioni modernissime ma non accettano opere di pura speculazione che facciano a pugni con l’ambiente” Io so di essere in una situazione difficile. Fra l’altro ho un piccolo conflitto d’interesse perché d’estate vivo (o vivevo) a Chioma e lo scempio che è stato fatto lo sento tutto sulla mia pelle. Ma perché nessuno ne parla? Perché questo silenzio di morte? Che specie d’omertà è questa? Chi non ricorda lo sterile trambusto che è stato fatto per la diga di Chioma che, in confronto, è una pagliuzza in un occhio contro la trave della collina sviscerata? Mi viene la curiosità, tutto ad un tratto ,e non ci combina niente, di chiedergli l’età. Cinquantotto anni. “Per trentadue ho insegnato e la scuola mi manca, ma solo per i ragazzi ai quali insegnavo matematica. Negli ultimi dieci anni i tempi si sono fatti brevi, sono più lenti. C’è stato un cambiamento: una divisione netta fra politica e operatività. Io e gli altri amministratori teniamo conto che il territorio è dei cittadini. Problemi? Consideri le diverse anime del territorio che appartengono a sette frazioni ognuna delle quali potrebbe fare comune a sé.” “Capisco ma io, dello scempio di Chioma, cosa posso dire?” Si stringe nelle spalle. Non è colpa sua. I permessi, quella valanga immonda (l’attributo è mio)di permessi, quando è stato eletto con il voto del suo partito ma anche di tanti cittadini che ne hanno sempre ammirata l’onestà , era già stata fatta rotolare da altri fino a travolgere la collina che ha miracolosamente resistito anche se è un cumulo d’argilla instabile. Ci sarebbero molte altre cose da dire, denunce da fare , richieste da avanzare. Mi limito ad una: ma davvero non c’è niente da fare? Volere è potere. O no? Si cementifica il verde perenne, si aprono nuove strade per Nibbiaia, si stravolge l’ecosistema e s’abbrutisce l’occhio, e ci sarebbe molto altro da dire. Mi limito alla parola “eccetera” che Dino Provenzal definiva così: “La più comoda delle parole : viene usata quando si vuol far credere di aver tante cose da dire.” Personalmente aggiungo “O si vuol evitare una querela.” Luci di mezzogiorno, assessori che vanno, consiglieri che vengono: io vado. Il clima di Grand Hotel non è quello del Municipio, ma si ricrea con un personaggio che saluto, degno di Greta Garbo, gradevole e gradito da tutti: sinistra e destra. MASSIMO WINSPEARE

Last modified 05-04-2006 10:10 expired