
La rinascita di Calambrone è partita
Le novità edilizie trasformeranno la frazione dandole nuova linfa e dignità di borgo marinaro
Calambrone, la vecchia e arrugginita “cerniera” tra Pisa e Livorno, diverrà
il cuore pulsante dell’area vasta della costa tirrenica. Per tanti anni
lontano dagli occhi e dunque anche dal cuore, trascurata e abbandonata fino
al degrado e alla fatiscenza, la località sta vivendo la stagione della
speranza.
Investimenti di milioni di euro, che passano soprattutto per il recupero delle ex colonie marine, ne faranno il terzo polo del litorale, dopo Marina e Tirrenia. Secondo le previsioni urbanistiche tremila persone verranno ad abitare qui, nell’area in cui lo Scolmatore segna il confine tra le province di Livorno e Pisa e il porto attualmente è sbarrato dalla nuova viabilità per Firenze. C’è voluto del coraggio per mettere mano al piano regolatore con una variante capace di invertire la tendenza al declino, prendendo atto che non fare niente, lasciare le cose come stavano, avrebbe finito per causare il peggio.
Adesso, a Calambrone, si gioca una partita nuova, partendo dal recupero delle ex Colonie, il segno distintivo di un’epoca che non può e non deve tornare. La Regione ha assegnato, alle aste, i grandi edifici che sorgono sulla spiaggia: alcuni li hanno comprati i privati, altri gli enti pubblici, un altro ancora un consorzio livornese di imprese artigiane. La nuova politica del mattone si gioca qui, sulla linea di confine tra Pisa e Livorno, tra l’ambizione di un progetto turistico e i propositi industriali. Una grande operazione di maquillage che passa soprattutto per il recupero edilizio delle ex colonie marine, che saranno destinate per metà ad appartamenti, l’altro cinquanta per cento come residence turistici con piscine e parcheggi, ma anche negozi e servizi.
Andrea Bulgarella, imprenditore siciliano trapiantato a Pisa da quindici anni, è stato il primo a credere nell’operazione-recupero delle ex Colonie, partendo dalla considerazione che turismo e industria possono benissimo convivere, a patto di fare le cose bene. «Anzi, penso proprio che Calabrone entro cinque anni diventerà un centro importantissimo» dice Bulgarella, che nel frattempo sta lavorando alla ristrutturazione dell’hotel Palazzo a Livorno e non nasconde un pensierino sul complesso dell’ex Corallo. Anche se – dice – c’è da risolvere il problema del ponte sulla ferrovia».
Il sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli, che ha superato le vecchie diffidenze intorno a tutto quello che si muove sul litorale e che nei decenni scorsi ha bloccato altre iniziative che pure avevano alle spalle forti sponsor politici, raccoglie il plauso anche del livornese Gino Baldi, direttore della Cna di Livorno e presidente del consorzio “Ics” che raggruppa otto imprenditori artigiani labronici impegnati nel recupero dell’ex colonia “Figli di italiani all’estero”: «Fontanelli ha visto giusto, ha sbloccato una situazione insostenibile. Ha rimesso in gioco un territorio fondamentale per l’intera area vasta. E ogni volta che lo sento mi raccomanda di riempire Calambrone di livornesi». Non è un rigurgito di localismo. Gli appartamenti in riva al mare interessano anche gente che ha altre mire, magari quella di fare un buon investimento.
Ma la vicinanza di Pisa e Livorno, del porto e dell’aeroporto, dei campi di golf e delle pinete, dell’università, dell’autostrada, fa sì che Calabrone possa divenire il luogo ideale per il vivere di pisani e livornesi. In parte è già così adesso, soprattutto a Marina e a Tirrenia. Il futuro si gioca su alcune scelte di politica urbanistica che le due città dovranno fare insieme, mettendo da parte le antiche divisioni campanilistiche. La linea del fronte è segnata da una storia che si ripete: Calambrone chiede spazio per crescere dal punto di vista turistico, ma la scelta è incoraggiata anche dall’imprenditoria livornese, che ci vede un’occasione di lavoro e di grandi investimenti.
«La vocazione industriale di Livorno – dice Gino Baldi – è finita da un pezzo, da quando cioè se ne sono andate le Partecipazioni Statali. Resta la spina dorsale delle aziende artigianali, che devono lavorare nell’ottica di area vasta in sinergia con le province di Pisa, Lucca e Massa-Carrara. Insieme possiamo fare molte cose, non solo nel campo dell’edilizia, come a Calambrone, ma anche nella nautica, nell’innovazione tecnologica, nelle mostre e nelle fiere».
Naturalmente la casa in riva al mare, con tanto di servizi centralizzati, costa un bel po’ di soldi. La Cna livornese non ha ancora fatto i calcoli, ma le sue previsioni per il futuro complesso “Solidago”, non si discostano dalle cifre che chiede la società di Bulgarella: dai 3mila ai 3mila 500 euro al metro quadrato. Come dire che un bilocale di una cinquantina di metri supera i 150mila euro.
«Una cifra considerevole, ma assai inferiore a quella di altre località turistiche – dice Bulgarella – tanto che il mercato ha risposto benissimo. Di appartamenti in vendita ce ne sono rimasti pochi e chi li ha comprati è gente che sa scegliere e che ha fatto un affare». La Cna si cimenta invece in un’impresa immobiliare del tutto nuova. Ma Gino Baldi non vede contraddizioni: «Facciamo il nostro mestiere in un mondo globalizzato. Diamo lavoro alle aziende artigiane e contribuiamo al recupero e allo sviluppo di un’area a lungo trascurata».
Qualcuno, sul fronte ambientalista, paventa il rischio che il nuovo borgo si trasformi, in realtà, nel villaggio della speculazione edilizia. Ma le previsioni urbanistiche sono rassicuranti. Raffaele Madonna, un altro industriale pisano impegnato nel recupero delle ex colonie, lo dice con i numeri. Le concessioni edilizie riguardano appartamenti che mediamente devono essere di 70-80 metri quadrati. Questo significa che a fronte di piccole abitazioni di 30-40 metri, ce ne sono molte altre di 100-120 metri, dunque alloggi per famiglie che intendono vivere qui tutto l’anno».
L’assessore all’urbanistica del Comune di Pisa, Giuseppe Sardu, guarda all’operazione con molto realismo: «Altro territorio da consumare, sulla costa, non ce n’è. Ma la città “scoppia” sotto il peso degli studenti e dei pendolari e il progetto di portare a Calambrone tremila abitanti non è un’utopia». Calambrone. La vera Pisorno, se ma ci sarà, nascerà qui, accanto alla chiesa di Calambrone dove sono in corso lavori di restauro. Il recupero delle ex colonie marine, l’apertura dell’hotel Resort, ma soprattutto una piazza, intorno alla quale dovranno prendere posto negozi e uffici, banche e servizi. Calambrone, che adesso è una località solo con il nome, avrà la dignità di paese, anzi di borgo marinaro.
Tra gli imprenditori che maggiormente hanno creduto nella rinascita di Calambrone c’è Raffaele Madonna. Anche lui è impegnato nel recupero di una colonia ma il suo impegno in questa fascia di litorale inizia assai prima, cinque anni fa, quando progettò un grande albergo in quella che allora era una landa desolata e deserta e che adesso registra 25-30mila presenze ogni anno, per la maggior parte di stranieri. Madonna è convinto dello sviluppo di Calambrone e la parte urbanizzata del nuovo paese dovrebbe sorgere proprio su un’area di sua proprietà, il cosiddetto “Collegino”, che è in fase di ristrutturazione.
Investimenti di milioni di euro, che passano soprattutto per il recupero delle ex colonie marine, ne faranno il terzo polo del litorale, dopo Marina e Tirrenia. Secondo le previsioni urbanistiche tremila persone verranno ad abitare qui, nell’area in cui lo Scolmatore segna il confine tra le province di Livorno e Pisa e il porto attualmente è sbarrato dalla nuova viabilità per Firenze. C’è voluto del coraggio per mettere mano al piano regolatore con una variante capace di invertire la tendenza al declino, prendendo atto che non fare niente, lasciare le cose come stavano, avrebbe finito per causare il peggio.
Adesso, a Calambrone, si gioca una partita nuova, partendo dal recupero delle ex Colonie, il segno distintivo di un’epoca che non può e non deve tornare. La Regione ha assegnato, alle aste, i grandi edifici che sorgono sulla spiaggia: alcuni li hanno comprati i privati, altri gli enti pubblici, un altro ancora un consorzio livornese di imprese artigiane. La nuova politica del mattone si gioca qui, sulla linea di confine tra Pisa e Livorno, tra l’ambizione di un progetto turistico e i propositi industriali. Una grande operazione di maquillage che passa soprattutto per il recupero edilizio delle ex colonie marine, che saranno destinate per metà ad appartamenti, l’altro cinquanta per cento come residence turistici con piscine e parcheggi, ma anche negozi e servizi.
Andrea Bulgarella, imprenditore siciliano trapiantato a Pisa da quindici anni, è stato il primo a credere nell’operazione-recupero delle ex Colonie, partendo dalla considerazione che turismo e industria possono benissimo convivere, a patto di fare le cose bene. «Anzi, penso proprio che Calabrone entro cinque anni diventerà un centro importantissimo» dice Bulgarella, che nel frattempo sta lavorando alla ristrutturazione dell’hotel Palazzo a Livorno e non nasconde un pensierino sul complesso dell’ex Corallo. Anche se – dice – c’è da risolvere il problema del ponte sulla ferrovia».
Il sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli, che ha superato le vecchie diffidenze intorno a tutto quello che si muove sul litorale e che nei decenni scorsi ha bloccato altre iniziative che pure avevano alle spalle forti sponsor politici, raccoglie il plauso anche del livornese Gino Baldi, direttore della Cna di Livorno e presidente del consorzio “Ics” che raggruppa otto imprenditori artigiani labronici impegnati nel recupero dell’ex colonia “Figli di italiani all’estero”: «Fontanelli ha visto giusto, ha sbloccato una situazione insostenibile. Ha rimesso in gioco un territorio fondamentale per l’intera area vasta. E ogni volta che lo sento mi raccomanda di riempire Calambrone di livornesi». Non è un rigurgito di localismo. Gli appartamenti in riva al mare interessano anche gente che ha altre mire, magari quella di fare un buon investimento.
Ma la vicinanza di Pisa e Livorno, del porto e dell’aeroporto, dei campi di golf e delle pinete, dell’università, dell’autostrada, fa sì che Calabrone possa divenire il luogo ideale per il vivere di pisani e livornesi. In parte è già così adesso, soprattutto a Marina e a Tirrenia. Il futuro si gioca su alcune scelte di politica urbanistica che le due città dovranno fare insieme, mettendo da parte le antiche divisioni campanilistiche. La linea del fronte è segnata da una storia che si ripete: Calambrone chiede spazio per crescere dal punto di vista turistico, ma la scelta è incoraggiata anche dall’imprenditoria livornese, che ci vede un’occasione di lavoro e di grandi investimenti.
«La vocazione industriale di Livorno – dice Gino Baldi – è finita da un pezzo, da quando cioè se ne sono andate le Partecipazioni Statali. Resta la spina dorsale delle aziende artigianali, che devono lavorare nell’ottica di area vasta in sinergia con le province di Pisa, Lucca e Massa-Carrara. Insieme possiamo fare molte cose, non solo nel campo dell’edilizia, come a Calambrone, ma anche nella nautica, nell’innovazione tecnologica, nelle mostre e nelle fiere».
Naturalmente la casa in riva al mare, con tanto di servizi centralizzati, costa un bel po’ di soldi. La Cna livornese non ha ancora fatto i calcoli, ma le sue previsioni per il futuro complesso “Solidago”, non si discostano dalle cifre che chiede la società di Bulgarella: dai 3mila ai 3mila 500 euro al metro quadrato. Come dire che un bilocale di una cinquantina di metri supera i 150mila euro.
«Una cifra considerevole, ma assai inferiore a quella di altre località turistiche – dice Bulgarella – tanto che il mercato ha risposto benissimo. Di appartamenti in vendita ce ne sono rimasti pochi e chi li ha comprati è gente che sa scegliere e che ha fatto un affare». La Cna si cimenta invece in un’impresa immobiliare del tutto nuova. Ma Gino Baldi non vede contraddizioni: «Facciamo il nostro mestiere in un mondo globalizzato. Diamo lavoro alle aziende artigiane e contribuiamo al recupero e allo sviluppo di un’area a lungo trascurata».
Qualcuno, sul fronte ambientalista, paventa il rischio che il nuovo borgo si trasformi, in realtà, nel villaggio della speculazione edilizia. Ma le previsioni urbanistiche sono rassicuranti. Raffaele Madonna, un altro industriale pisano impegnato nel recupero delle ex colonie, lo dice con i numeri. Le concessioni edilizie riguardano appartamenti che mediamente devono essere di 70-80 metri quadrati. Questo significa che a fronte di piccole abitazioni di 30-40 metri, ce ne sono molte altre di 100-120 metri, dunque alloggi per famiglie che intendono vivere qui tutto l’anno».
L’assessore all’urbanistica del Comune di Pisa, Giuseppe Sardu, guarda all’operazione con molto realismo: «Altro territorio da consumare, sulla costa, non ce n’è. Ma la città “scoppia” sotto il peso degli studenti e dei pendolari e il progetto di portare a Calambrone tremila abitanti non è un’utopia». Calambrone. La vera Pisorno, se ma ci sarà, nascerà qui, accanto alla chiesa di Calambrone dove sono in corso lavori di restauro. Il recupero delle ex colonie marine, l’apertura dell’hotel Resort, ma soprattutto una piazza, intorno alla quale dovranno prendere posto negozi e uffici, banche e servizi. Calambrone, che adesso è una località solo con il nome, avrà la dignità di paese, anzi di borgo marinaro.
Tra gli imprenditori che maggiormente hanno creduto nella rinascita di Calambrone c’è Raffaele Madonna. Anche lui è impegnato nel recupero di una colonia ma il suo impegno in questa fascia di litorale inizia assai prima, cinque anni fa, quando progettò un grande albergo in quella che allora era una landa desolata e deserta e che adesso registra 25-30mila presenze ogni anno, per la maggior parte di stranieri. Madonna è convinto dello sviluppo di Calambrone e la parte urbanizzata del nuovo paese dovrebbe sorgere proprio su un’area di sua proprietà, il cosiddetto “Collegino”, che è in fase di ristrutturazione.
Last modified
28-07-2005 11:32
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