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Verso il Partito Democratico, per cambiare lo scenario della politica italiana

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Il diario di Claudio Frontera
L'interesse suscitato nei nostri lettori dalle considerazioni di Claudio Frontera relative alla gestione del Partito Democratico ci ha indotto a chiedergli di tenere per noi una sorta di diario di quanto sta muovendosi in città sull'argomento. Il che non vuole essere una scelta di campo ma la certezza che questa nuova formazione, così come accadrà quando anche la Casa delle Libertà avrà uno sviluppo, possa rappresentare un momento determinante per la crescita democratica della politica italiana. Naturalmente anche a livello locale (asp)

Avviso ai naviganti :  si prevede tempo instabile. Attraverseremo tempeste e giorni di calma piatta. Il porto del Partito democratico non è dietro l’angolo, ma ci arriveremo. Il traguardo è lontano  e la strada è aspra e tortuosa. Del resto chi si aspettava una scampagnata non doveva aver chiaro che questo obiettivo è di quelli fatti per cambiare davvero lo scenario della politica italiana, mettere in moto grandi risorse partecipative e culturali, rimescolare le carte e non solo fondere due partiti esistenti in uno. Senza questa ambizione il progetto non avrebbe giustificazione e potremmo andare avanti con gli assetti e i partiti che già ci sono, ma, allo stesso tempo,  è proprio l’altezza di questa ambizione a rendere complesso e pieno di incognite il percorso.
Consiglio, non stare attaccati al barometro. C’è di che perdersi d’animo, ha detto Gregorio Gitti, giovane Presidente dell’Associazione per il Partito Democratico parlando a Livorno su  invito del circolo locale della stessa Associazione. Un giorno entusiasti, come dopo il convegno di Orvieto, il giorno dopo depressi, al manifestarsi dei dissensi interni ai partiti. Ma è inevitabile che i Ds e la Margherita, ormai entrati nell’orbita dei rispettivi congressi, debbano gestire con prudenza il  loro dibattito interno, Accelerazioni e mediazioni faranno parte di questo quadro. La rotta, però, è stata tracciata chiaramente da personalità come Prodi e Amato, da  Fassino, D’alema  e Veltroni tra i  Ds e da Rutelli , Franceschini e Parisi nella Margherita. La discussione è aperta, indietro non si può tornare e per andare avanti tutti insieme ci saranno da fare per forza ampi tornanti.
Importante, anche se improntato alla massima prudenza il ruolo delle Associazioni politico-culturale della cittadinanza attiva nell’affiancare e alimentare il percorso dei partiti, essenziale il punto di vista della vasta opinione pubblica democratica  e della cultura italiana.
Anche a Livorno i dubbi sono tanti, riguardano il destino dell’identità socialista e l’adesione al Partito socialista europeo, per alcuni;  per altri il pluralismo effettivo della nuova formazione politica, per altri ancora la sostanziale effettiva ampiezza delle culture politiche coinvolte, riformiste, laiche, cattoliche democratiche, socialiste, ambientaliste.
Davvero, nei prossimi mesi, a stare dietro all’andamento giornaliero delle quotazioni del partito democratico, alla giostra delle opinioni e delle previsioni, c’è da preveder un su e giù da mal di mare. Più interessante è prestare ascolto al maturare di vere idee nuove. Molti le invocano, nel campo dell’economia, della amministrazione pubblica, della competizione, ma poi, quando timidamente se ne affaccia qualcuna, sono i primi a storcere il naso e a scuotere la testa.  E a ricominciare da capo le lamentazioni sulla necessità di novità. E Livorno, che di idee nuove per andare avanti ne ha bisogno come l’aria per respirare, potrebbe essere un laboratorio di una nuova politica. Perché no ?


Last modified 12-12-2006 10:55 expired