
Europacinema: un festival della "resistenza"
L'edizione 2006 dedicata a Stefania Sandrelli e agli immigrati
di Donatella Nesti
Dopo il compleanno di Monicelli, festeggiato l’anno scorso per i suoi 90 anni, quest’anno Europacinema è stato dedicato ad una viareggina doc, Stefania Sandrelli, per le sue sessanta primavere. Sono stati proiettati alcuni dei film più significativi della sua lunga ed importante carriera da Divorzio all’Italiana a L’ultimo bacio. Un piccolo budget per un Festival di ‘resistenza’ come lo ha definito il direttore Felice Laudadio dichiaratamente schierato e molto critico nei confronti dei tagli inferti al cinema ed alla cultura negli ultimi anni. Il Festival comunque vive grazie alla preziosa collaborazione della presidente del festival Luciana Castellina, al sostegno del Comune di Viareggio, della provincia di Lucca, della Regione Toscana, del Comune di Capannori e di partner privati. Europacinema è suddiviso in varie sezioni, il concorso principale, le retrospettive, le lezioni di cinema, i film fuori concorso e il cinema degli emigranti con una rassegna di pellicole sul tema tenute anche al cinema Arsenale di Pisa. La presidente della giuria Margarethe Von Trotta, insieme a Luciano Vincenzoni, Tinto Brass ed Ettore Scola sono stati scelti per le lezioni di cinema molto attese e seguite dagli studenti delle scuole superiori. Il merito di questo piccolo-grande Festival è infatti quello di coinvolgere moltissimi giovani che affollano le proiezioni e contribuiscono alle decisioni della giuria. Grande emozione per l’apertura del festival per la presenza di Stefania Sandrelli, in grande forma come sempre, la quale con Laudadio ha ripercorso la sua lunghissima e fortunata carriera con registi come Germi, Scola, Bertolucci, Muccino ed attori come Hoffman, Mastroianni, Tognazzi. La grande ammirazione per Germi ”il quale piangeva e urlava dietro la macchina da presa” per Mastroianni “indolente ma curioso e sicuro sul set” il rimpianto per non aver mai lavorato con il livornese Virzì. Da parte di Stefania un esame della situazione difficile del cinema europeo ed in particolare di bravissimi attori ed attrici italiane disoccupati mentre Laudadio precisa che a Roma nelle liste di collocamento alla voce ‘attori’ ci sono centomila iscritti nonostante all’industria italiana del cinema lavorino duecentocinquantamila persone. Nella serata è stato assegnato all’attrice viareggina il premio Fellini Award, Stefania ha poi ha spento le 60 candeline tra l’applauso del pubblico. Film d’apertura Out of Sight del regista israeliano Daniel Syrkin una storia drammatica nella quale una giovane non vedente indaga sul misterioso suicidio della cugina ed amica d’infanzia riuscendo a vedere più degli altri. Evento speciale del festival la proiezione di Grbavica vincitore dell’Orso d’oro a Berlino della regista bosniaca Jasmila Zbanic. Il film fece scalpore soprattutto per le reazioni di Belgrado alla pellicola nella quale si accusano i serbi di stupri etnici ma in realtà si tratta di un film intimista sulle conseguenze delle violenze che in ogni guerra le donne subiscono dagli eserciti invasori. La protagonista, Esma vive a Grbavica, un quartiere alla periferia di Sarajevo dove sono ancora visibili le macerie della guerra nella ex Jugoslavia ed è alle prese con il lavoro, i soldi ed una figlia adolescente, Sara, la quale crede che il padre sia un martire caduto per difendere la patria. Stretta dalle domande della figlia, Esma, in modo commovente e drammatico rivela la verità a Sara, rivelando anche la visione della regista sull’amore, sul bisogno di verità fra madre e figlia, sulla perdita di senso e di speranza che resta dopo ogni conflitto. Bella la scena del film in cui una donna canta un’antica “sevdalinka” in un centro di terapia di gruppo, mentre la camera scorre sui volti impassibili delle altre donne.
Chiusura polemica del Festival durante il quale Laudadio ha vivacemente polemizzato con il governo uscente per gli scarsi fondi messi a disposizione del cinema ricevendo critiche da parte di alcuni amministratori lucchesi e viareggini. Si profilava dunque una rottura tra il direttore ed Europacinema, ma infine sembra che Laudadio resterà. Tra i film in concorso è risultato vincitore Nachbeben (Going private) della svizzera regista esordiente Stina Werenfels.
Dopo il compleanno di Monicelli, festeggiato l’anno scorso per i suoi 90 anni, quest’anno Europacinema è stato dedicato ad una viareggina doc, Stefania Sandrelli, per le sue sessanta primavere. Sono stati proiettati alcuni dei film più significativi della sua lunga ed importante carriera da Divorzio all’Italiana a L’ultimo bacio. Un piccolo budget per un Festival di ‘resistenza’ come lo ha definito il direttore Felice Laudadio dichiaratamente schierato e molto critico nei confronti dei tagli inferti al cinema ed alla cultura negli ultimi anni. Il Festival comunque vive grazie alla preziosa collaborazione della presidente del festival Luciana Castellina, al sostegno del Comune di Viareggio, della provincia di Lucca, della Regione Toscana, del Comune di Capannori e di partner privati. Europacinema è suddiviso in varie sezioni, il concorso principale, le retrospettive, le lezioni di cinema, i film fuori concorso e il cinema degli emigranti con una rassegna di pellicole sul tema tenute anche al cinema Arsenale di Pisa. La presidente della giuria Margarethe Von Trotta, insieme a Luciano Vincenzoni, Tinto Brass ed Ettore Scola sono stati scelti per le lezioni di cinema molto attese e seguite dagli studenti delle scuole superiori. Il merito di questo piccolo-grande Festival è infatti quello di coinvolgere moltissimi giovani che affollano le proiezioni e contribuiscono alle decisioni della giuria. Grande emozione per l’apertura del festival per la presenza di Stefania Sandrelli, in grande forma come sempre, la quale con Laudadio ha ripercorso la sua lunghissima e fortunata carriera con registi come Germi, Scola, Bertolucci, Muccino ed attori come Hoffman, Mastroianni, Tognazzi. La grande ammirazione per Germi ”il quale piangeva e urlava dietro la macchina da presa” per Mastroianni “indolente ma curioso e sicuro sul set” il rimpianto per non aver mai lavorato con il livornese Virzì. Da parte di Stefania un esame della situazione difficile del cinema europeo ed in particolare di bravissimi attori ed attrici italiane disoccupati mentre Laudadio precisa che a Roma nelle liste di collocamento alla voce ‘attori’ ci sono centomila iscritti nonostante all’industria italiana del cinema lavorino duecentocinquantamila persone. Nella serata è stato assegnato all’attrice viareggina il premio Fellini Award, Stefania ha poi ha spento le 60 candeline tra l’applauso del pubblico. Film d’apertura Out of Sight del regista israeliano Daniel Syrkin una storia drammatica nella quale una giovane non vedente indaga sul misterioso suicidio della cugina ed amica d’infanzia riuscendo a vedere più degli altri. Evento speciale del festival la proiezione di Grbavica vincitore dell’Orso d’oro a Berlino della regista bosniaca Jasmila Zbanic. Il film fece scalpore soprattutto per le reazioni di Belgrado alla pellicola nella quale si accusano i serbi di stupri etnici ma in realtà si tratta di un film intimista sulle conseguenze delle violenze che in ogni guerra le donne subiscono dagli eserciti invasori. La protagonista, Esma vive a Grbavica, un quartiere alla periferia di Sarajevo dove sono ancora visibili le macerie della guerra nella ex Jugoslavia ed è alle prese con il lavoro, i soldi ed una figlia adolescente, Sara, la quale crede che il padre sia un martire caduto per difendere la patria. Stretta dalle domande della figlia, Esma, in modo commovente e drammatico rivela la verità a Sara, rivelando anche la visione della regista sull’amore, sul bisogno di verità fra madre e figlia, sulla perdita di senso e di speranza che resta dopo ogni conflitto. Bella la scena del film in cui una donna canta un’antica “sevdalinka” in un centro di terapia di gruppo, mentre la camera scorre sui volti impassibili delle altre donne.
Chiusura polemica del Festival durante il quale Laudadio ha vivacemente polemizzato con il governo uscente per gli scarsi fondi messi a disposizione del cinema ricevendo critiche da parte di alcuni amministratori lucchesi e viareggini. Si profilava dunque una rottura tra il direttore ed Europacinema, ma infine sembra che Laudadio resterà. Tra i film in concorso è risultato vincitore Nachbeben (Going private) della svizzera regista esordiente Stina Werenfels.
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16-05-2006 11:36
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