
Cresce il Mascagni
Il nuovo auditorium del Mascagni ed il commento di Giuseppe Danesin
Nel mese di maggio l’Istituto musicale Mascagni ha inaugurato,all’interno
del complesso della Gherardesca, il nuovo auditorium nella restaurata chiesa
del vecchio istituto conosciuto dai livornesi con il nome di Giovanni
Pascoli. Un gioiello policromo di circa 120 posti dall’acustica perfetta
come si è potuto udire nei concerti di inaugurazione e che servirà per
aprire l’istituto al pubblico ed anche alle prove dei bravi ed appassionati
musicisti.
Presenti all’evento il presidente dell’amministrazione provinciale Kutufà, la vicepresidente Giuntini gli assessori Bandini e Canovaro, l’assessore comunale Guantini, il presidente del CEL Bertini, il vescovo mons. Coletti. Per gli onori di casa Giuseppe Danesin ed il direttore artistico Stefano Agostini.
Nelle settimane precedenti l’inaugurazione era stato presentato in commissione il bilancio dell’istituto al quale contribuiscono in modo decisivo sia il Comune che la Provincia e durante una conferenza stampa era stato illustrato il nutrito calendario di eventi ed appuntamenti programmato per i prossimi mesi. Per quanto riguarda il bilancio del Mascagni, nonostante le difficoltà, l’esercizio 2004 si chiude in pareggio ed il bilancio di previsione del 2005 prevede un ammontare di spesa di 2.390.845 euro.
In occasione dell’inaugurazione abbiamo chiesto una breve intervista a Giuseppe Danesin il quale gentilmente ha così commentato l’evento.
“Con questa mattinata si completa la struttura dell’istituto musicale Mascagni dotandolo di un auditorium che permetterà le esercitazioni orchestrali, di suonare per il pubblico, di dare alla città un nuovo spazio musicale, stamani con il concerto al quale abbiamo assistito abbiamo avuto la prova concreta della qualità dei nostri insegnanti e dei nostri allievi “
Non trova sorprendente il numero degli allievi che frequenta l’istituto dal momento che in città i giovani si dedicano più alla musica rock che non alla classica?
“Ci sono ben trecento ragazzi iscritti ai corsi ai quali si accede tramite concorso di ammissione. Il numero chiuso è dettato dalla quantità degli insegnanti perché c’è una formazione fortemente individualizzata. Poi ci sono circa altri cento allievi che frequentano corsi paralleli cioè corsi per quelli non ammessi ma che vengono tenuti da allievi già diplomati, con il duplice obiettivo di un training formativo per i maestri neodiplomati e consentendo ai giovani di poter rientrare per vie parallele nel percorso originale. Poi abbiamo corsi propedeutici per circa settanta bambini più gli anziani con un numero complessivo di cinquecento allievi, 40 insegnati fissi ed i giovani che entrano nel percorso educativo".
I costi dell’istituto sono molto alti, ce la fa l’istituto ad andare avanti con gli attuali fondi o ci sono dei problemi?
“Si è ingenerato un equivoco sul pareggio del bilancio, noi in realtà anche l’anno passato abbiamo chiuso con un avanzo di 100.000 euro. Il contributo del Comune e della Provincia è di circa di 900.000 euro ciascuno (quasi due miliardi fissi di vecchie lire) che si aggiunge al contributo delle famiglie che è alto, circa mille euro all’anno. La nostra scuola è pareggiata ma non sovvenzionata dallo stato e quindi vive con il contributo degli Enti pubblici e delle famiglie.”
C’è la possibilità che l’istituto venga assorbito dallo Stato divenendo quello che prima si chiamava conservatorio?
“Il nostro istituto ha già il nome di istituto di alta formazione musicale, lo stato aveva previsto una riforma complessiva al momento ferma. Non ci sono risorse, c’era il progetto del Liceo musicale tanto che noi in modo autonomo abbiamo già da tre anni avviato un esperimento con il liceo classico per creare sezioni di insegnamento musicale mentre i conservatori avrebbero dovuto trasformarsi in Università della musica ma tutto è fermo. Noi comunque continuiamo con la sperimentazione.”
Ci sono reali possibilità di una carriera musicale per gli allievi i quali anche nel concerto di stamani hanno dimostrato di essere molto preparati?
“ Noi abbiamo ricevuto la certificazione Iso 9001 per la formazione professionale che svolgiamo con i contributi della provincia. Questo auditorium servirà molto alla formazione di gruppi i quali anche in modo autonomo possano costruirsi una carriera. Siamo collegati con la rete musicale nazionale molti dei nostri insegnanti sono già inseriti nelle grandi orchestre, dalla Scala al San Carlo al Maggio musicale".
Donatella Nesti
Presenti all’evento il presidente dell’amministrazione provinciale Kutufà, la vicepresidente Giuntini gli assessori Bandini e Canovaro, l’assessore comunale Guantini, il presidente del CEL Bertini, il vescovo mons. Coletti. Per gli onori di casa Giuseppe Danesin ed il direttore artistico Stefano Agostini.
Nelle settimane precedenti l’inaugurazione era stato presentato in commissione il bilancio dell’istituto al quale contribuiscono in modo decisivo sia il Comune che la Provincia e durante una conferenza stampa era stato illustrato il nutrito calendario di eventi ed appuntamenti programmato per i prossimi mesi. Per quanto riguarda il bilancio del Mascagni, nonostante le difficoltà, l’esercizio 2004 si chiude in pareggio ed il bilancio di previsione del 2005 prevede un ammontare di spesa di 2.390.845 euro.
In occasione dell’inaugurazione abbiamo chiesto una breve intervista a Giuseppe Danesin il quale gentilmente ha così commentato l’evento.
“Con questa mattinata si completa la struttura dell’istituto musicale Mascagni dotandolo di un auditorium che permetterà le esercitazioni orchestrali, di suonare per il pubblico, di dare alla città un nuovo spazio musicale, stamani con il concerto al quale abbiamo assistito abbiamo avuto la prova concreta della qualità dei nostri insegnanti e dei nostri allievi “
Non trova sorprendente il numero degli allievi che frequenta l’istituto dal momento che in città i giovani si dedicano più alla musica rock che non alla classica?
“Ci sono ben trecento ragazzi iscritti ai corsi ai quali si accede tramite concorso di ammissione. Il numero chiuso è dettato dalla quantità degli insegnanti perché c’è una formazione fortemente individualizzata. Poi ci sono circa altri cento allievi che frequentano corsi paralleli cioè corsi per quelli non ammessi ma che vengono tenuti da allievi già diplomati, con il duplice obiettivo di un training formativo per i maestri neodiplomati e consentendo ai giovani di poter rientrare per vie parallele nel percorso originale. Poi abbiamo corsi propedeutici per circa settanta bambini più gli anziani con un numero complessivo di cinquecento allievi, 40 insegnati fissi ed i giovani che entrano nel percorso educativo".
I costi dell’istituto sono molto alti, ce la fa l’istituto ad andare avanti con gli attuali fondi o ci sono dei problemi?
“Si è ingenerato un equivoco sul pareggio del bilancio, noi in realtà anche l’anno passato abbiamo chiuso con un avanzo di 100.000 euro. Il contributo del Comune e della Provincia è di circa di 900.000 euro ciascuno (quasi due miliardi fissi di vecchie lire) che si aggiunge al contributo delle famiglie che è alto, circa mille euro all’anno. La nostra scuola è pareggiata ma non sovvenzionata dallo stato e quindi vive con il contributo degli Enti pubblici e delle famiglie.”
C’è la possibilità che l’istituto venga assorbito dallo Stato divenendo quello che prima si chiamava conservatorio?
“Il nostro istituto ha già il nome di istituto di alta formazione musicale, lo stato aveva previsto una riforma complessiva al momento ferma. Non ci sono risorse, c’era il progetto del Liceo musicale tanto che noi in modo autonomo abbiamo già da tre anni avviato un esperimento con il liceo classico per creare sezioni di insegnamento musicale mentre i conservatori avrebbero dovuto trasformarsi in Università della musica ma tutto è fermo. Noi comunque continuiamo con la sperimentazione.”
Ci sono reali possibilità di una carriera musicale per gli allievi i quali anche nel concerto di stamani hanno dimostrato di essere molto preparati?
“ Noi abbiamo ricevuto la certificazione Iso 9001 per la formazione professionale che svolgiamo con i contributi della provincia. Questo auditorium servirà molto alla formazione di gruppi i quali anche in modo autonomo possano costruirsi una carriera. Siamo collegati con la rete musicale nazionale molti dei nostri insegnanti sono già inseriti nelle grandi orchestre, dalla Scala al San Carlo al Maggio musicale".
Donatella Nesti
Last modified
28-07-2005 11:49
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