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Per uno Stato che tuteli ogni gruppo religioso

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Un incontro con Valdo Spini e Giuseppe Platone

di Andrea Raspanti

Se, come mostra la storia, le libertà concesse possono sempre essere ritirate, allora sulla libertà, in particolare quando si tratta di libertà scomode come quella di coscienza, di religione e di pensiero, conviene vigilare sempre : ecco il punto di partenza della proposta, avanzata dalla Federazione  delle Chiese Evangeliche in Italia, dell'istituzione per il giorno 17 febbraio di una "Giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero". A Livorno, venerdì 16 febbraio, in Largo dei Valdesi, le Chiese valdo-metodista, battista e avventista hanno presentato il progetto nel corso di una conferenza dibattito con l'onorevole Valdo Spini e Giuseppe Platone, pastore della Chiesa valdese di Torino e direttore della rivista "Riforma". Nell'introduzione, il pastore La Marca, che ha preso spunto dal pesante intervento della gerarchia ecclesiastica nel dibattito sui Dico e dalle rivendicazioni dell'Osservatore Romano del diritto di ingerenza del Vaticano nella politica italiana, ha parlato di una cultura e di una società ancora molto segnate dal ruolo egemone che la Chiesa cattolica romana pretende per sé. Sottolineando l'attualità di forte immigrazione e multiculturalismo reale che conosce il nostro paese, La Marca ha insistito sull'insostenibilità di un assetto in cui la Chiesa cattolica è interlocutore unico del mondo della politica e dell'informazione, e ha illustrato le ragioni della scelta del 17 febbraio come data della "Giornata": la proposta si richiama storicamente non solo alla concessione nell'allora Regno Sabaudo- tramite le lettere patenti del 17 febbraio 1848 concesse insieme allo Statuto Albertino- dei diritti civili e politici alla minoranza valdese e dopo poco agli ebrei, ma anche al rogo in cui fu arso in Campo dei Fiori Giordano Bruno lo stesso giorno del 1600 .       
Valdo Spini, valdese dell'ala laburista dei Democratici di Sinistra, ha aperto il suo intervento ricordando la dolorosa storia di persecuzioni di cui i valdesi sono stati vittime nel corso dei secoli: dobbiamo saper fare tesoro di questa esperienza e sorvegliare affinché episodi del genere non si ripetano: nel passato erano gli ebrei, i valdesi, la Chiesa Evangelica Libera, le missioni di altre chiese evangeliche ad essere portatori di valori, di orientamenti etici e culture diverse. Oggi, con l'Italia ormai divenuta un paese di forte immigrazione, la situazione si è fatta più complessa e ci sono molti altri soggetti. Di fronte a un pubblico di un centinaio di persone tra cui si contavano sulle dita di una mano i rappresentanti della politica locale, l'onorevole Spini ha percorso la storia dei rapporti dello Stato italiano con le varie chiese rilevando l'anomalia, sancita giuridicamente da un trattato internazionale tra Stato e Vaticano, rappresentata dalla Chiesa cattolica romana, e caldeggiando la via della gradualità. Si tratta "soltanto"- ha detto- di applicare veramente la Costituzione, che prevede una politica di intese ufficiali tra Stato e fedi atte a garantire spazio a ogni gruppo religioso . Spini ha sottolineato come la proposta, attualmente all'attenzione del Parlamento, di  un'applicazione effettiva dell'articolo 8, per cui tutte le confessioni sono libere di fronte alla legge, sia trasversale agli schieramenti. Nato durante il primo governo Prodi e firmato dal professor Maselli, il testo fu approvato appena due settimane prima dello scioglimento delle camere. Ripresentato durante la premiership di Berlusconi dallo stesso Valdo Spini, il testo non passò neanche nella variante proposta dal centro-destra per i timori della Lega Nord, presto condivisi dai suoi alleati, che un'applicazione fedele della Costituzione su questo punto avrebbe corrisposto a un   pubblico riconoscimento della religione islamica e che questo potesse favorire la nascita di cellule terroristiche incontrollabili. In questa legislatura, il progetto di legge Maselli è stato ripresentato sia da Valdo Spini sia dal verde Boato, e, grazie al lavoro di Luciano Violante e dell'onorevole Zaccaria, sarà presto presentato un testo all'approvazione delle Camere, dove la maggioranza potrà contare anche sul voto favorevole di alcuni esponenti dell'opposizione. Il problema della libertà di coscienza- ha concluso Spini- si lega al problema della democrazia, oggi più che mai: fa parte della risposta che la politica è chiamata a dare su cosa significhi essere oggi cittadini di un paese democratico .
Pochi giorni prima, a testimonianza del dinamismo delle Chiese Evangeliche locali, le chiese battista e valdese avevano partecipato al dibattito sulla violenza contro le donne organizzato da A.Ge.D.O. alla Libreria Gaia Scienza di Livorno con la teologa e pastora battista Elizabeth Green.
La Green, di origine inglese, ma da anni associata alle comunità battiste italiane, ha discusso del suo libro "Lacrime Amare. Cristianesimo e violenza contro le donne" con una platea vivace, animata anche dall'intervento dei   rappresentanti di alcune associazioni locali impegnate sul fronte delle politiche di genere come il Centro Artistico Il Grattacielo, l'Associazione Centro Donna Evelina De Magistris, Crisalide Azione Trans e Arcilesbica Pisa. Controversa teologa femminista, già docente alla Facoltà di Teologia Valdese di Roma, Elizabeth Green ha denunciato le migliaia di vittime che ogni anno muoiono sul fronte dimenticato della violenza contro le donne, proponendo un coraggioso viaggio critico all'interno della tradizione cristiana alla ricerca delle connivenze delle chiese e della teologia con i crimini della violenza domestica, della discriminazione, dello stupro: la violenza contro le donne è una realtà anche all'interno della chiesa, si annida nelle strutture ecclesiastiche, nelle comunità di fede e nelle famiglie cristiane. Tanta violenza, inoltre, non solo viene ignorata dalla chiesa ma è anche giustificata dal messaggio che le chiese propagano. Dobbiamo quindi chiederci: cos'è, innanzitutto, la violenza contro le donne? Che nesso c'è tra cristianesimo e violenza contro le donne? Cos'hanno da dirci in proposito le Sacre Scritture? E, infine, se le chiese, nella loro storia millenaria, si sono rese conniventi con un sistema socio-simbolico che permette e persino istiga la violenza contro le donne, il cristianesimo può diventare una forza capace di denunciare e contrastare la violenza di cui le donne sono vittime? È arrivato il momento di chiederselo, nella speranza che farlo possa aprire un dibattito che coinvolga le donne, ma soprattutto gli uomini, fuori e dentro le chiese.   
Di nuovo, andando oltre le parole dei giornali e della politica, scopriamo un tessuto di relazioni sociali più vivace di quanto non si sarebbe disposti a scommettere. Ancora una volta, scopriamo che la società civile è più curiosa di quanto non ci vorrebbero far credere quando, per difendersi, i giornalisti livornesi invocano le dure leggi di mercato, che costringerebbero a un'informazione superficiale e scandalistica. Io, in giro, vedo un sacco di persone stanche, che vogliono una soluzione ai loro problemi, che vogliono vederli riconosciuti, che chiedono all'informazione una voce autorevole, un ponte con una politica sempre più oligarchica e con i suoi rappresentanti, sempre più prepotenti e irraggiungibili. Siamo proprio sicuri che siano solo ragioni di mercato?

Last modified 16-03-2007 12:23 expired