
Venezia 63: il Leone ha la sindrome cinese
Delude la qualità delle pellicole asiatiche
dalla nostra inviata
Donatella Nesti
Iniziato con grandi polemiche ma terminato in bellezza questa in sintesi la 63esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Polemiche iniziali per l’evento cinematografico romano con il timore di un conflitto tra i due festival troppo ravvicinati nelle date con il rischio di una concorrenza che nuoce ad entrambe le manifestazioni . Dopo l’esperienza di questo anno sicuramente le date saranno cambiate, come ha promesso l’on.Rutelli presente al Lido, fermo restando che il taglio delle due manifestazione sarà comunque diverso. Al Lido la solita kermesse con passerella e star internazionali anche se l’impressione di chi ha vissuto in diretta le due settimane è stata quella di un’edizione sottotono,con una piazza alquanto sguarnita di eventi ed una scarsa presenza dei grandi del cinema senza nulla togliere alle magnifiche toilette delle attrici disegnate da stilisti italiani ed ai ben portati smoking dei delegati asiatici. Non dimentichiamo che il festival veneziano si chiama mostra d’arte cinematografica e quindi il prodotto cinematografico come arte dovrebbe essere il vero protagonista. E’ sempre così? Non sempre purtroppo e i commenti alle proiezioni al PalaLido riservate agli addetti ai lavori sono stati di una . certa meraviglia per pellicole sinceramente non all’altezza di un evento del genere. Eppure se i curatori della Mostra hanno visionato migliaia di film c’è da pensare che il cinema stia attraversando un periodo di scarsa creatività o sia preda di un consumo televisivo usa e getta. Che dire poi della invasione di pellicole asiatiche non sempre di qualità, un omaggio alla Cina ormai invasiva ovunque o una scelta del direttore Muller uno dei pochi in grado di parlare cinese e giapponese? Scelta comunque vincente perchè la Giuria, presieduta dalla Deneuve notoriamente amante delle cinema orientale, ha deciso alquanto inaspettatamente di premiare il regista Jia Zanghke ed il suo film sorpresa(proiettato in orari impossibili) Still Life(Sanxia haoren.) Il trentaseienne regista cinese appartiene alla cosiddetta sesta generazione, quella che contesta le repentine trasformazioni dalla Cina rurale alla forsennata modernizzazione, tema . già . affrontato nel film Platform presentato nella 57esima edizione della Mostra Veneziana. Anche nel film vincitore del Leone d’oro 2006 si. racconta il dramma, tra documentario e fiction, di un villaggio sommerso per la costruzione della Diga delle tre Gole con conseguenti stravolgimenti dei vissuti individuali e collettivi. I film proiettati al Lido sono stati veramente tanti e divisi in molte sezioni cominciando dal Concorso principale anche se non sempre la divisione tra questo ed Orizzonti è apparsa comprensibile. Apertura alla grande con la prima mondiale di The Black Dahlia di Brian De Palma con un cast stellare e la presenza attesissima di Scarlett Johansonn e Josh Hartnett, un noir tratto da Ellroy ricco di colpi di scena ben costruito ma forse eccessivo. Altro film americano in concorso Hollywoodland di Allen Coulter altro omicidio irrisolto questa volta del divo televisivo George Reeves divenuto celebre nei panni di Superman, interpretato da Ben Affleck. Indaga uno spiantato investigatore interpretato da Adrien Brody mettendo in luce i giochi sporchi dell’industria hollywoodiana, bravi gli altri interpreti Diane Lane e Bob Hoskins ma infine anche in questo caso a sorpresa la Coppa Volpi per l’interpretazione maschile è andata proprio a Ben Affleck ingrassato per calarsi meglio nel ruolo di un attore malinconicamente imprigionato nel suo ruolo. Molti i film sulle realtà contemporanea con drammi individuali e collettivi, molto applaudito The Queen di Stephen Frears con il tragico racconto della morte di Lady Diana e lo scompiglio nella casa reale britannica. Una sceneggiatura perfetta di Peter Morgan, giustamente premiato ed una sublime interpretazione di Helen Mirren nei regali panni della regina Elisabetta II, meritatissima coppa Volpi per l’interpretazione femminile. L’America riflette su se stessa rivivendo l’11 Settembre con un Wordl Trade Centre di Oliver Stone interpretato da Nicolas Cage e Michael Pena .ritenuto inferiore alle aspettative e l’assassinio di Bob Kennedy nel film corale e non ancora finito Bobby di Emilio Estevez. .Atmosfera altmaniana ed un cast ‘all star’. tra i quali Hopkins, Sharon Stone, Martin Sheen, Demi Moore, applaudito a lungo ma completamente ignorato dalla giuria. Denuncia della trascurata America povera e nera nel premiato e lunghissimo documentario di Spike Lee sull’uragano Khatrina e risvolti inquietanti nel documentario sulla morte di John Lennon. Per fortuna ci ha pensato la straordinaria Meryl Streep a farci sorridere del rampantismo del mondo occidentale con un divertente Devil Wears Prada di David Frankel, ironica dissacrazione del fatuo mondo dell’alta moda. Anche l’Africa riflette sulle sue guerre ignorate o dimenticate con .Daratt, premio speciale della giuria, del regista del Ciad Haroun una storia di vendetta mancata grazie all’incontro nel panificio di un polveroso ed arido paese tra un giovane e l’anziano nemico responsabile della morte del padre. Tocco di magia da parte di Alain Resnais, con il suo Coeurs, premiato per la miglior regia, il solo a parlarci delle nostre solitudini con garbo e leggerezza in un paesaggio dell’anima dove nevica sempre. Molto attesi i due italiani in concorso, entrambi i film ci parlano di viaggi quello di Amelio La stella che non c’è nel futuro prossimo ancora una volta la Cina, quello di Crialese nel passato quando gli italiani emigravano in America alla ricerca del Nuovomondo. Ha prevalso quest’ultimo grazie anche al commosso e prolungato applauso .del pubblico ed addirittura, nonostante il successo del precedente Respiro, per Crialese è stato inventato un Leone d’argento”rivelazione”.Castellitto ottimo interprete del film di Amelio avrebbe meritato un riconoscimento cosi come Clive Owen interprete del convincente Children of men premiato per la fotografia. Tra i documentari italiani un discorso a parte che approfondiremo, insieme ad altri film all’uscita nelle sale, merita “Bellissime” di Giovanna Gagliardo seconda parte di un lungo lavoro dedicato alla storia delle donne.
Donatella Nesti
Iniziato con grandi polemiche ma terminato in bellezza questa in sintesi la 63esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Polemiche iniziali per l’evento cinematografico romano con il timore di un conflitto tra i due festival troppo ravvicinati nelle date con il rischio di una concorrenza che nuoce ad entrambe le manifestazioni . Dopo l’esperienza di questo anno sicuramente le date saranno cambiate, come ha promesso l’on.Rutelli presente al Lido, fermo restando che il taglio delle due manifestazione sarà comunque diverso. Al Lido la solita kermesse con passerella e star internazionali anche se l’impressione di chi ha vissuto in diretta le due settimane è stata quella di un’edizione sottotono,con una piazza alquanto sguarnita di eventi ed una scarsa presenza dei grandi del cinema senza nulla togliere alle magnifiche toilette delle attrici disegnate da stilisti italiani ed ai ben portati smoking dei delegati asiatici. Non dimentichiamo che il festival veneziano si chiama mostra d’arte cinematografica e quindi il prodotto cinematografico come arte dovrebbe essere il vero protagonista. E’ sempre così? Non sempre purtroppo e i commenti alle proiezioni al PalaLido riservate agli addetti ai lavori sono stati di una . certa meraviglia per pellicole sinceramente non all’altezza di un evento del genere. Eppure se i curatori della Mostra hanno visionato migliaia di film c’è da pensare che il cinema stia attraversando un periodo di scarsa creatività o sia preda di un consumo televisivo usa e getta. Che dire poi della invasione di pellicole asiatiche non sempre di qualità, un omaggio alla Cina ormai invasiva ovunque o una scelta del direttore Muller uno dei pochi in grado di parlare cinese e giapponese? Scelta comunque vincente perchè la Giuria, presieduta dalla Deneuve notoriamente amante delle cinema orientale, ha deciso alquanto inaspettatamente di premiare il regista Jia Zanghke ed il suo film sorpresa(proiettato in orari impossibili) Still Life(Sanxia haoren.) Il trentaseienne regista cinese appartiene alla cosiddetta sesta generazione, quella che contesta le repentine trasformazioni dalla Cina rurale alla forsennata modernizzazione, tema . già . affrontato nel film Platform presentato nella 57esima edizione della Mostra Veneziana. Anche nel film vincitore del Leone d’oro 2006 si. racconta il dramma, tra documentario e fiction, di un villaggio sommerso per la costruzione della Diga delle tre Gole con conseguenti stravolgimenti dei vissuti individuali e collettivi. I film proiettati al Lido sono stati veramente tanti e divisi in molte sezioni cominciando dal Concorso principale anche se non sempre la divisione tra questo ed Orizzonti è apparsa comprensibile. Apertura alla grande con la prima mondiale di The Black Dahlia di Brian De Palma con un cast stellare e la presenza attesissima di Scarlett Johansonn e Josh Hartnett, un noir tratto da Ellroy ricco di colpi di scena ben costruito ma forse eccessivo. Altro film americano in concorso Hollywoodland di Allen Coulter altro omicidio irrisolto questa volta del divo televisivo George Reeves divenuto celebre nei panni di Superman, interpretato da Ben Affleck. Indaga uno spiantato investigatore interpretato da Adrien Brody mettendo in luce i giochi sporchi dell’industria hollywoodiana, bravi gli altri interpreti Diane Lane e Bob Hoskins ma infine anche in questo caso a sorpresa la Coppa Volpi per l’interpretazione maschile è andata proprio a Ben Affleck ingrassato per calarsi meglio nel ruolo di un attore malinconicamente imprigionato nel suo ruolo. Molti i film sulle realtà contemporanea con drammi individuali e collettivi, molto applaudito The Queen di Stephen Frears con il tragico racconto della morte di Lady Diana e lo scompiglio nella casa reale britannica. Una sceneggiatura perfetta di Peter Morgan, giustamente premiato ed una sublime interpretazione di Helen Mirren nei regali panni della regina Elisabetta II, meritatissima coppa Volpi per l’interpretazione femminile. L’America riflette su se stessa rivivendo l’11 Settembre con un Wordl Trade Centre di Oliver Stone interpretato da Nicolas Cage e Michael Pena .ritenuto inferiore alle aspettative e l’assassinio di Bob Kennedy nel film corale e non ancora finito Bobby di Emilio Estevez. .Atmosfera altmaniana ed un cast ‘all star’. tra i quali Hopkins, Sharon Stone, Martin Sheen, Demi Moore, applaudito a lungo ma completamente ignorato dalla giuria. Denuncia della trascurata America povera e nera nel premiato e lunghissimo documentario di Spike Lee sull’uragano Khatrina e risvolti inquietanti nel documentario sulla morte di John Lennon. Per fortuna ci ha pensato la straordinaria Meryl Streep a farci sorridere del rampantismo del mondo occidentale con un divertente Devil Wears Prada di David Frankel, ironica dissacrazione del fatuo mondo dell’alta moda. Anche l’Africa riflette sulle sue guerre ignorate o dimenticate con .Daratt, premio speciale della giuria, del regista del Ciad Haroun una storia di vendetta mancata grazie all’incontro nel panificio di un polveroso ed arido paese tra un giovane e l’anziano nemico responsabile della morte del padre. Tocco di magia da parte di Alain Resnais, con il suo Coeurs, premiato per la miglior regia, il solo a parlarci delle nostre solitudini con garbo e leggerezza in un paesaggio dell’anima dove nevica sempre. Molto attesi i due italiani in concorso, entrambi i film ci parlano di viaggi quello di Amelio La stella che non c’è nel futuro prossimo ancora una volta la Cina, quello di Crialese nel passato quando gli italiani emigravano in America alla ricerca del Nuovomondo. Ha prevalso quest’ultimo grazie anche al commosso e prolungato applauso .del pubblico ed addirittura, nonostante il successo del precedente Respiro, per Crialese è stato inventato un Leone d’argento”rivelazione”.Castellitto ottimo interprete del film di Amelio avrebbe meritato un riconoscimento cosi come Clive Owen interprete del convincente Children of men premiato per la fotografia. Tra i documentari italiani un discorso a parte che approfondiremo, insieme ad altri film all’uscita nelle sale, merita “Bellissime” di Giovanna Gagliardo seconda parte di un lungo lavoro dedicato alla storia delle donne.
Last modified
12-10-2006 14:51
expired
