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Chi è e cosa farà il Credito Cooperativo della Costa Etrusca

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Intervista al presidente della nuova banca, Franco Pardini
di Antonio Fulvi

Dunque è fatta. Il 2 gennaio prossimo apre a Livorno e Rosignano la nuova Banca di credito cooperativo della Costa Etrusca, autorizzata dalla Banca d'Italia in soli due anni e mezzo di pratiche e controlli. Sono bastati per raccogliere circa sei milioni di euro di capitale diffuso- per la legge bancaria ne sarebbero bastati meno di tre- e c'è già la corsa dei piccoli investitori a capitalizzare altre risorse. I soci fondatori sono 749 e arriveranno a 810 entro pochissimo tempo. Poi ci saranno i soci ordinari, ovviamente meno privilegiati., ma sempre con alcune priorità e con la compartecipazione agli utili, che sono previsti dopo il secondo anno di attività. Le quote di questa che è a tutti gli effetti una public company sono per legge molto distribuite. Non si può sottoscrivere più di 50 mila euro di capitale, nemmeno come gruppi famigliari, ma ci sono quote anche da 500 euro. L'elenco nominativo dei soci fondatori sarà affisso ai due sportelli della banca per la massima trasparenza. Esiste già il logo, un gozzo latino a vela che punta, con mare sereno e vento in poppa, a una dolce insenatura della verdeggiante costa livornese. Presidente della banca è il professor Franco Pardini, docente universitario e all'Accademia Navale, noto commercialista con uffici in via Grande, attuale presidente dell'Automobile Club di Livorno, grande appassionato di vela. Direttore è il ragionier Diego Rizzato, ex della Cassa di Risparmi di Livorno. I dipendenti sono nove, tutti già al lavoro con stages di preparazione presso due banche dello stesso circuito nazionale di Federcasse (il terzo polo bancario in Italia) la Banca delle Apuane e la Banca di Cascina. La sede di Livorno, in Venezia all'inizio di via Borra, sarà attrezzata- così come quella di Rosignano- come un piccolo salotto, con i clienti che avranno poltroncine per l'attesa, uno o più schermi tv e una vera e propria reception. Dovranno sentirsi, insomma, in famiglia: e non in fila allo sportello come pecore da tosare.
-Presidente Pardini, prima di tutto una curiosità: com'è che uno si sveglia una mattina e decide di fondare una banca a Livorno, dove tra l'altro c'è una delle più alte concentrazioni di sportelli bancari?
-"Bella domanda, anche in retrospettiva. Diciamo che i motivi sono stati molti, ma principalmente due: la consapevolezza che nella realtà locale mancava uno strumento di credito tutto localizzato, aperto quasi totalmente alle esigenze dell'economia livornese minore: e la personale esperienza vissuta durante la crisi del cantiere Orlando, che ha visto fallire per l'improvvisa chiusura del credito, con conseguenze anche tragiche, svariate piccole imprese locali tendenzialòente sane. Mi sono detto che avrei fatto ogni sforzo per impedire che ciò si ripetesse. E per fortuna ho trovato chi la pensa come me".
-E cioè?
-"Quello che è diventato il comitato promotore, quindici persone che hanno poi costituito il consiglio direttivo in fieri, costituito da undici elementi con cui ho compiuto tutta la strada".
-Qualche nome, per dare un'idea?
-"I primi che mi vengono in mente: Marco Fiorillo, imprenditore; l'avvocato D'Urso, Gianfranco Balestri, Maurizio Borzi, Antonio Melani, il compianto Sergio Baldacci, poi Roberto Piccini..."
- L'Automobile Club di Livorno ha fatto da notevole cassa di risonanza...
-"Indubbiamente. E del resto lo statuto recita che tra i suoi compiti c'è anche la promozione economica e sociale del territorio e sul territorio".
-Da cui deriva che l'ACI livornese avrà come tesoriere la nuova banca della Costa Etrusca?
-"Piano, non mettiamo il carro davanti ai buoi. Ci piacerebbe davvero, ma attualmente abbiamo una convenzione con un altro istituto di credito, peraltro sottoposta a rinnovo annuale. Vedremo sulle condizioni che saranno offerte, come sempre avviene in questi casi".
-A proposito di condizioni, entriamo sul concreto: cosa ritenete di offrire ai livornesi per convincerli a lavorare con una piccola banca come la vostra, per esempio ad affidarvi i loro conti correnti?
-"Premesso che non apriremo certo una guerra al ribasso, riteniamo di poter offrire due ordini di vantaggi: un servizio molto più personalizzato rispetto a una banca che opera a Livorno semplicemente con una divisione; e qualche costo più basso grazie a una gestione oculata e localizzata, con spese generali ridotte all'osso. Ma vorrei correggere un'affermazione contenuta nella sua domanda. Non siamo una piccola banca: semmai siamo una banca piccola, il che è diverso".
-Mi sfugge il significato del sofisma.
-"Vede, aver raccolto in poco più di due anni circa 6 milioni di euro con circa mille soci - che è quasi il triplo di quanto ci chiedeva la Banca d'Italia nella metà del tempo che statisticamente viene richiesto per lanciare un nuovo istituto di credito- fornisce qualche indicazione interessante sulle nostre credenziali. Siamo una banca piccola perchè vogliamo essere agili e concentrati sul territorio, ma le nostre potenzialità sono quelle del circuito Fedarcasse, che è il terzo polo bancario italiano, il che non solo ci copre come garanzia, ma ci consente di attingere, grazie a ICCREA, a livelli di credito praticamente senza limiti".
-In parole povere, i vostri clienti sono garantiti a livello nazionale da eventuali crisi e non ci sono limiti di finanziamento nel caso vi fossero proposte interessanti operazioni sul territorio...
-"Esattamente così. Vorrei aggiungere anche che tra le garanzie che possiamo offrire c'è anche quella di una gestione particolarmente oculata del credito e della clientela, proprio perchè ci proponiamo di conoscere uno per uno coloro con cui opereremo, che tra l'altro saranno al cinquanta per cento i nostri stessi soci. E' il vantaggio di essere davvero radicati sul territorio e di operare solo sul territorio. Ciò significa che le sofferenze bancarie- vera a propria spada di Damocle in ogni banca, che mette in preventivo almeno il 4 o 5 per cento del credito- da noi saranno praticamente inesistenti".
-Lei ha specificato che opererete per la metà circa della prevista clientela con i soci. Non è un limite?
"Tutt'altro, è un grosso vantaggio. Primo, perchè si tratta di una clientela fidelizzata, che ha il doppio vantaggio -operando con noi- del trattamento e della compartecipazione agli utili. Secondo, perchè ci costituisce uno zoccolo di partenza consistente, su cui contare già da subito. Noi abbiamo calcolato che il pareggio di gestione possa essere raggiunto con 1500 conti correnti e in circa due anni di lavoro. Avendo in partenza 800 soci fondatori e presumibilmente entro un anno circa altrettanto soci ordinari, i 1500 conti correnti dovrebbero esserci già al momento dell' apertura degli sportelli o quasi. Del resto gli stessi soci sanno che prima cominciamo a guadagnare, prima guadagnano anche loro. Nello statuto è previsto che la rivalutazione delle quote sarà annuale e c'è chi prevede che già al secondo anno già il valore dell'investimento potrebbe essere anche quadruplicato".
Una specie di pozzo di San Patrizio: oppure dell'albero degli zecchini del gatto e  della volpe di Pinocchio...
-"Colgo la simpatica ironia, ma mi creda: l'obiettivo della nostra banca non è quello di far guadagnare i soci- che pure avranno i loro vantaggi- quanto di offrire risorse al territorio: E in questa chiave, specie per i piccoli imprenditori che oggi fanno fatica ad ottenere credito, potremmo davvero essere l'alberfo degli zecchini. Molti non si rendono conto di quanto possa valere un credito adeguato al momento giusto per chi ha idee valide ma non riesce a partire per mancanza del gruzzolo giusto nei tempi giusti. Lo stesso dicasi per chi cerca il mutuo per la casa, ma non lo ottiene semplicemente perchè non è conosciuto".
-A volte c'è anche una questione di tempi. Per un mutuo passano mesi e mesi d'istruttoria e a quel punto l'occasione può essere sfumata.
-"Lo sappiamo bene. Anche per questo abbiamo deciso che il nostro consiglio si riunirà ogni 15 giorni e le delibere relative ai mutui saranno firmate una volta alla settimana. Dove altre banche richiederebbero 4 mesi di istruttoria, noi potremmo ridurre i tempi a un paio di settimane e forse meno. Sia per dare una risposta positiva che per darla negativa. E sempre con la massima chiarezza".
-Pensate di caratterizzarvi anche con prodotti vostri specifici?
" Certamente e ne abbiamo già qualcuno in fase di preparazione. Quello che ci sembra particolarmente valido per i giovani è il mutuo prima casa, studiato proprio sull'area di Cecina. Per coloro che non possono fornire garanzie immobiliarie, abbiamo studiato un mutuo che sarà garantito in parte dalla casa acquistata, in parte da una formula assicurativa che accompagnerà il giovane a costi estremamente ridotti".
-Presidente, è ovvio che da valido oste lei ci sta decantando il suo vino. Ma le altre banche staranno a guardare?
-"Non ci interessa che faranno, abbiamo il nostro target e del resto non saremo certo noi ad apportare turbative al mercato. Sono certo che ci sia spazio per tutti e specialmente per coloro che operano correttamente. Che poi abbiano provato a metterci i bastoni tra le ruote, cercando di non farci aprire, fa parte del gossip locale, che certamente ascolto ma al quale non voglio dare credito. Le ripeto quello che ho detto all'inizio: tra le motivazioni per aprire, c'è la traumatica esperienza vissuta con alcune piccole e oneste realtà imprenditoriali livornesi calcellate dalla crisi del cantiere Orlando. Se riusciremo ad evitare altri casi del genere, potremo davvero sentirci dei livornesi che finalmente hanno fatto qualcosa per questa nostra povera e amatissima Livorno".


Last modified 12-10-2006 15:06 expired