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Quale futuro per i porti italiani?

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Presentato da Federmobilità uno studio sulla portualità nazionale e sullo stato delle Autorità portuali a dodici anni dalla L.84/94

di Patrizia Lupi


In dieci anni il traffico nei porti italiani è aumentato del 20% (da 403 a 485 milioni di tonnellate), con forte prevalenza degli arrivi di merci (338 milioni di tonnellate) rispetto alle partenze (147 milioni). Il traffico internazionale è prevalente rispetto al cabotaggio; tuttavia gli imbarchi da scali italiani verso destinazioni internazionali sono notevolmente cresciuti (più 64%) rispetto agli arrivi (+16%). Sotto il profilo merceologico, sono predominanti i prodotti petroliferi che rappresentano quasi il 50% del flusso in arrivo; poi circa il 20% del flusso è rappresentato da materiali da costruzioni e combustibili. In aumento anche il flusso delle macchine, veicoli, oggetti manufatti.
Questi alcuni dei dati di uno studio condotto da  Federmobilità, l’Associazione degli assessorati ai trasporti di Regioni, Province e Comuni italini, curato da Act -Ambiente Città territorio,  sul sistema portuale italiano. Lo studio è stato presentato a Bari in occasione di una tavola rotonda organizzata appunto da  Federmobilità con la Regione Puglia, Regione Liguria, Provincia di La Spezia e con Reti Autostrade Mediterranee (Ram) e l'Associazione nazionale compagnie Imprese Portuali (Ancip).

Federmobilità intende con lo studio dare un contributo alle strategie di sviluppo dei porti italiani individuandone le competenze istituzionali,
gli obiettivi di sviluppo e le occasioni di competitività., partendo da una indagine sul rapporto fra porti e territorio, individuando le possibili sinergie fra Enti Locali e Autorità Portuali, soprattutto alla luce di una possibile rilettura della Legge di Riforma Portuale L.84/94.

Mario Loizzo, Assessore ai trasporti della Regione Puglia, ha aperto i lavori evidenziando l’attenzione che il mondo politico italiano presta ai porti ed al rilancio del sistema logistico nazionale. Facendo riferimento alla situazione pugliese, l’assessore Loizzo ha dichiarato che esiste un sistema articolato di porti in cui ognuno può esprimere al meglio le proprie potenzialità, nella differenziazione delle vocazioni: Taranto per i traffici Container, Brindisi per le rinfuse, Bari per i traghetti e le crociere. Loizzo ha anche auspicato per la Puglia la creazione di una governance di un sistema dei porti minori che non penalizzi, ma bensì valorizzi le peculiarità di scali come Barletta, Molfetta, Monopoli e Manfredonia, Gallipoli, Otranto

Non più competizione quindi, ma un disegno strategico che colleghi la portualità alla rete infrastrutturale, non solo pugliese, ma in un’ottica di Sistema per l’Italia che valorizzi anche le risorse del Sud Italia.
L’alleanza fra Enti Locali, come hanno auspicato tutti i partecipanti, è una occasione per dare voce al Territorio e portarne le istanze presso il Governo fornendo un utile contributo all’elaborazione di un Piano della Mobilità che parta dalla situazione reale di ciascuna area, in particolare dal Sud Italia, tenendo conto delle richieste degli Enti territoriali che intendono ricoprire un importante ruolo di proposta e programmazione.

Luigi Merlo
, Assessore ai Trasporti della Regione Liguria, che ha coordinato il dibattito e tenuto le conclusione della Tavola rotonda, riprendendo l’intervento dell’Assessore Loizzo ha sostenuto l’importanza, una volta approvata la Finanziaria, di una riorganizzazione del sistema portuale italiano, per la quale è indispensabile il contributo degli Enti Locali. Ha auspicato che il Ministro dei Trasporti, con l’apertura del Tavolo del Mare, intenda dare ascolto non solo agli attori del cluster marittimo italiano ma anche ai rappresentanti degli Enti territoriali. “Il ruolo delle Regioni non deve limitarsi alle nomine dei Presidenti delle Autorità Portuali - ha dichiarato Merlo – ma partecipare alla fase di pianificazione  delle azioni per rilanciare la portualità italiana che è ferma dal 2001, a causa di una mancata lungimiranza sugli scenari che si prospettano nel Mediterraneo, con l’aumento dei traffici e la conferma delle direttrici est-ovest attraverso Suez, per creare un sistema logistico efficiente che veda nell’Italia, a partire dalle regioni meridionali, il gate dell’Europa”. Merlo ha sostenuto che l’Italia, se si attrezzerà per tempo, con l’aiuto di tutti, può ancora svolgere un ruolo competitivo nel panorama mondiale.

Ad illustrare lo studio condotto da Federmobilità, presentato in occasione del Convegno, è stato il suo curatore, Giancarlo Del Sole di ACT, che attraverso una raccolta di dati ha fatto il punto sulla situazione delle Autorità Portuali a distanza di 12 anni dal varo della L.84/94. “Analizzando le attribuzioni e le competenze delle Autorità Portuali  -  ha spiegato Del Sole – abbiamo fatto il punto sullo stato attuale dei porti italiani, analizzando i dati di traffico e le tendenze” Le Autorità portuali, ha indicato Del Sole, possono svolgere un ruolo importantissimo per promuovere azioni a favore dello sviluppo economico delle aree su cui insistono. Con l’Autonomia Finanziaria, finalmente riconosciuta, le Autorità hanno strumenti e risorse per reinvestire i proventi della loro attività. “Il Piano nazionale delle Opere Marittime prevedeva una spesa di un miliardo e 800 milioni di euro per i porti ma ne sono stati spesi solamente un terzo. Sono necessarie opere, a partire dai dragaggi, che rendano appetibili e competitive le strutture portuali. Ma non ci si può fermare a questo – ha sostenuto Del sole - perché qualsiasi azione è imprescindibile da un disegno comune che coinvolga gli Enti territoriali, in una programmazione ampia che riguardi anche i nodi infrastrutturali” In particolare Del Sole si è soffermato sul traffico di cabotaggio evidenziando che in Italia questo tipo di  navigazione interessa solo il 17% dei traffici, contro il 39% dell’Europa. Solo favorendo il trasporto marittimo rispetto alle altre modalità l’Italia può superare il gap nei confronti di altri Paesi europei che utilizzano la gomma solo per il 44% dei trasporti. Del Sole ha inoltre fornito alcune statistiche sui traffici containerizzati che sono cresciuti in Italia in dieci anni da 3,7 milioni a 9,4  - ad esempio Gioia Tauro è passata da 500.000 teu a 3,3 milioni mentre Taranto oggi ne conta già  700.000 -  e sul movimento dei passeggeri che ha contato, nel 2005, 83 milioni di persone di cui 39 milioni di passeggeri diretti alle Isole , la maggior parte dei quali – un 53% - è transitato per porti regionali, e quindi minori.

Sono stati forniti anche dati rispetto ai contributi versati dallo Stato e dalle Regioni al sistema portuale, i livelli di spesa delle Autorità Portuali, il numero degli occupati che è cresciuto del 20%. I risultati della L.84/94 ha concluso Del Sole – sono stati dunque positivi, ma è necessario, ha suggerito l’esperto, creare una rete sistemica di servizi cabotieri nel Mediterraneo. Abbiamo impianti portuali, attrezzature, navi: si debbono potenziare le infrastrutture di collegamento e soprattutto procedere ai dragaggi. “Nel ciclo terra-mare la modalità marittima è essenziale- ha concluso Del Sole - sia in termini economici che di risparmio energetico, di sicurezza e di salvaguardia ambientale. E gli Enti locali, che sono rappresentati dentro i Comitati portuali, possono dare un contributo veramente decisivo alla creazione del Sistema Paese ed alla stesura di un Piano della Mobilità Nazionale che guardi anche ai Piani Regionali dei Trasporti”

Franco Mariani, appena nominato Presidente del porto di Bari dopo alcuni mesi da Commissario, ha  ripreso il tema dei dragaggi come elemento fondamentale per far funzionare i porti “Senza fondali  adeguati – ha ammonito Mariani - si perde l’appuntamento con il futuro”. Mariani ha poi apprezzato  le misure a sostegno della portualità previste nella Finanziaria. Anche per Mariani la Legge di Riforma  è una legge valida, che ha prodotto buoni risultati, favorendo la crescita imprenditoriale e portando ad un aumento dei traffici. Bisogna però puntare alla qualità dell’impresa ed a servizi efficienti. E’ inutile – ha sostenuto Mariani – avere porti attrezzati se manca la cultura del servizio, le navi continueranno a scalare i porti del Nord Europa nonostante impieghino 5 giorni di navigazione in più rispetto a quelli del Mediterraneo, perché le nostre procedure e lentezze burocratiche scoraggiano i potenziali clienti” Mariani ha infine ricordato che ci sono ancora problemi, che la Finanziaria ha risolto solo parzialmente, come quello del mancato avviamento per i lavoratori portuali.

Mariani ha anche ricordato che, nonostante le nomine di Piccini a Livorno, Bonicciolli a Trieste e la sua a Bari, non è ancora stata superata la fase commissariale in alcuni porti strategici, a partire da Brindisi, Taranto, Civitavecchia, mentre la portualità ha bisogno di un assetto definito e definitivo. “Attenzione quindi – questo il monito di Mariani – a remare tutti nella stessa direzione, Enti territoriale ed Autorità portuali per dare impulso all’economia italiana”

Anche Pietro Capogreco, Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Napoli e Martino Conticelli dell’Autorità Portuale di Venezia, hanno portato l’esperienza dei loro Enti che hanno dovuto fare i conti con città storiche dove l’ampliamento del porto, stretto dal tessuto urbano, può trovare spazio solo cercando altre aree e sinergie con porti limitrofi, come accaduto a Napoli con Torre Annunziata. Un tema scottante soprattutto quello della viabilità di scorrimento per le merci senza creare disagi al trasporto pubblico locale “Indispensabile programmare i collegamenti fra porto e città - ha detto Capogreco - superare i colli di bottiglia, rispettare la vivibilità delle città e le esigenze dei cittadini, programmare uno spostamento dei traffici commerciali fuori dai centri storici, pensare a riqualificare gli waterfront portuali per migliorare la qualità della vita e portare nuove occasioni, attraverso il turismo, ai territori di riferimento”.  

Mario Sommaria, Direttore dell’Ancip e candidato alla Segreteria Generale del Porto di Bari,  è invece partito dall’evoluzione del mondo del lavoro e dal nuovo ruolo che svolgono le Compagnie Portuali, per la maggior parte trasformate in Imprese a tutti gli effetti. Sommariva ha ripreso il tema della Riforma portuale suggerendo di non fermarsi, per la discussione in corso sulla modifica della Legge di Riforma, agli aspetti marginali ma di puntare a alla sostanza: il rapporto fra porti e territorio; il superamento della contraddizione ambientale pensando soprattutto ai dragaggi; la costruzione di ambiti portuali territoriali; una nuova visione della concorrenza di dimensione internazionale; il coordianamento delle competenze dei vari soggetti statali per garantire l’efficienza dei servizi, a partire dalle procedure doganali; il potenziamento delle relazioni fra porti e rete logistica. “I porti – ha detto Sommariva – sono il volano dello sviluppo nazionale. Partiamo da quello che abbiamo, compresa la Legge 84/94 e facciamola funzionare, senza posizioni precostituite, con obiettivi comuni e condivisi”

Fuori dagli schemi invece l’intervento di  Francesco Benevolo, direttore di Ram Rete Autostrade Mediterranee, che invece di parlare di Ecobonus o di nuove linee, ha orientato il suo ragionamento sulle nuove dinamiche del mercato. Non più scontro fra capitale e lavoro ma fra luoghi e flussi. “Non dobbiamo fare sistema – ha detto Benevolo – solo perché siamo piccoli. Il capitalismo delle reti sta scalzando il capitalismo industriale. Ed i porti sono i luoghi da dove partono ed arrivano i flussi. E’ lì quindi che il sistema economico deve puntare  se vogliamo superare il conflitto fra locale e globale. Ma anche una riforma della Legge deve tener conto del Sistema delle reti – ha proseguito Benevolo - alla luce del meccanismo di sviluppo in atto, sviluppo regionale che si intreccia con quello industriale e logistico. “Cosa scegliamo, ha chiesto Benevolo, il lavoratore o il consumatore, la proprietà dell’impresa o l’attrattività del sistema? Se vogliamo attrarre nuovi mercati, come quello cinese, ha detto il Direttore di Ram dobbiamo scegliere l’attrattività ed i consumatori. La legge 84 deve quindi adeguarsi ai processi in corso ed agli scenari che sono profondamente mutati in questi 12 anni” Ram sta lavorando a molti Master Plan regionali per dare il via alle Autostrade del Mediterraneo, ha ricordato Benevolo, e molte sono già state attivate: è importante una programmazione seria che coniughi le competenze del territorio con quelle delle Autorità Portuali. “ Bisogna fare parlare il mare con la terra – ha concluso Benevolo - se vogliamo creare le condizioni dello sviluppo”



Last modified 15-01-2007 09:18 expired