Skip to content
You are here: Home » Attualità » Dagli Appennini alle Ande vagoni ferroviari e cellulosa di ritorno
attualita

Non ci sono documenti pubblicati.

provincia

Non ci sono documenti pubblicati.

cultura

Non ci sono documenti pubblicati.

rubriche

Non ci sono documenti pubblicati.

 

Dagli Appennini alle Ande vagoni ferroviari e cellulosa di ritorno

Document Actions
Intervista al presidente dei portuali Roberto Piccini
di Antonio Fulvi

La portualità italiana fatica mentre quella mondiale galoppa. E il porto di Livorno rimane poco più che inchiodato ai suoi risultati storici, con incrementi nel settore più up-to-date, quello dei contenitori, che non superano il modesto 3 per cento. Ne abbiamo già parlato anche nel numero scorso, ma oggi dobbiamo registrare qualche novità. Intanto un crescente numero di prediche dai pulpiti pìù impensati, compresi quelli di istituzioni locali che si erano fatte vive solo e unicamente per contestare il commissario governativo Bruno lenzi. Ma anche un paio d'iniziative: l'accelerazione della pratica al ministero dell'Ambiente per dragare il canale d'accesso in Darsena Toscana; e la missione portuale livornese a Montevideo con l'obiettivo di raggiungere un risultato immediato e uno a più lunga scadenza. ne parliamo con Roberto Piccini, presidente della Compagnia portuali, ed appena rientrato dalla missione in Sud America. -Presidente, si è parlato molto nei giorni scorsi di questa "missione cellulosa". E' davvero così importante per Livorno? -"Tutto quanto può portare ad una crescita dei traffici sulle nostre banchine merita attenzione. Ma direi che il clou della missione a Montevideo non è stata tanto la cellulosa, che è un business di domani, quanto il trasferimento alle ferrovie uruguaiane di centinaia e centinaia di carri merci italiani. E quest'ultimo è il business di oggi, per il quale ci siamo mossi Gargiulo ed io al seguito della missione organizzata da Silvio Fancellu per la Regione Toscana". -Perchè la cellulosa è solo un business di domani? -"Perchè attualmente l'Uruguay sta iniziando a programmare, non ha certo i quantitativi di pasta di cellulosa e di carta che interesseranno l'export in Europa. Sia chiaro: il governo di Montevideo ha impostato un programma molto interessante e certamente ben fatto, che porterà una volta a regime ad una produzione di 6 milioni di tonnellate all'anno di pasta di cellulosa, di cui 2,5 milioni di tonnellate destinate all'Europa del sud. Ma a regime ci saremo tra almeno tre anni. Quindi è stato bene andare a fare proposte e ad aprire una linea di contrattazione perchè gli sbarchi avvengano a Livorno. ma ripeto: a breve termine il business per noi è quello dei carri ferroviari". -Eppure si è parlato di una quarantina di vagoni da spedire, non certo una partita sconvolgente... -"Intanto i vagoni sono più di ottanta, già arrivati a Livorno e una parte probabilmente già spediti quando questa edizione di "Trentagiorni" sarà in edicola. Ma ribadisco che si tratta di una spedizione "test", per valutare in concreto le caratteristiche di ulteriori spedizioni in crescendo, fino all'ipotesi di alcune migliaia di vagoni ferroviari che le ferrovie italiane cederanno a quelle dell'Uruguay. Per Livorno potrebbe essere un traffico importantissimo, anche perchè destinato ad aprire una linea di navigazione diretta che una volta a regime la produzione di cellulosa funzionerebbe anche nella direttrice inversa, da Montevideo a Livorno". -Perchè l'Uruguay avrà vagoni ferroviari italiani? -"Mi hanno dimostrato che quel paese è tra i pochi in Amlerica del Sud ad avere uno scartamento dei binari uguale a quello della rete italiana, per cui non occorrono modifiche ai vagoni. Poi hanno bisogno di incrementare il parco mezzi merci, anche in vista del business della pasta di cellulosa che correttamente non vogliono far viaggiare su gomma dall'interno del paese fino al porto. Infine c'è un più allargato accordo di collaborazione tra le ferrovie italiane e quelle di Montevideo, che comporterà anche un approfondito "revamping" della rete uruguayana con materiale e tecnici italiani. Anche questo potrà essere un business per il porto, visto che dovranno essere spediti ingenti quantitativi di materiali rotabili moderni". -Alla missione in Uruguay hanno partecipato oltre al console di quel paese in Toscana Silvio Fancellu- che ha organizzato il tutto- anche il presidente della Regione Claudio Martini ed alcuni imprenditori portuali livornesi. Tutti unicamente per ferrovie e cellulosa? -"Assolutamente no. Come sempre le missioni di questo genere hanno svariati aspetti anche al di fuori del business puro. Per quanto riguarda il presidente della regione il suo giro è stato assai più lungo e complesso del nostro e di querllo degli operatori portuali livornesi. Si è parlato, che io sappia, anche di un iversità e di corsi di formazione sulla logistica avanzata. Per quanto ci riguarda, dopo Montevideo Gargiulo ed io siamo andati in Brasile per alcuni altri incontri programmati e siamo quindi tornati indietro, mentre Martini e i suoi si sono spinti fino al Venezuela". -Presidente, parliamoci chiaro: non è che dopo la sua uscita di metà febbraio in chiave critica sulla gestione non troppo dinamica dell'Interporto di Guasticce, i suoi rapporti con la Regione si sono raffreddati? -"Io non sono un politico, sono un operatore che deve rispondere ad alcune centinaia di soci della nostra organizzazione: e se vogliamo, anche ad alcune migliaia di livornesi che da questa organizzazione ricavan,o il pane quotidiano. Io non ho criticato nessuna gestione: ho solo sottolineato che oggi l'interporto di Guasticce è ancora a metà del guado tra l'impegno pubblico- che la Regione ha indubbiamente profuso- per toglierlo dal limbo e la necessità di sostanziali interventi del privato. Ci sono proprio in questi giorni importanti prospettive di insediamenti di grandi imprese private- cooperative ma non solo- all'interno dell'area dell'interporto, con la filoera dell'agroalimentare che sembra essere il business con maggiori possibilità di sviluppo. Su queste prospettive- e su altre che non sono meno importanti- mi attendo risposte concrete in tempi compatibili con l'economia. Ecco perchè ho dato un contributo di stimolo per una gestione dell'interporto più dinamica e più rispettosa dei tempi brevi richiesti da chi investe. Nessuna critica, ripeto: solo il bisogno di avere risposte concrete in tempi concretamente accettabili".

Last modified 06-04-2006 12:14 expired