
«Maggiore autonomia al presidente dell'Autorità»
L'ammiraglio Salvatore Giuffré racconta la sua esperienza a Palazzo Rosciano
di Antonio Fulvi
Ha l'aria di essersi tolto un masso dallo stomaco. Fosse pure un masso rivestito d'oro. Sedici mesi da commissario governativo dell'Autorità portuale di Livorno, in un clima arroventato -specie all'inizio- dallo scontro politico per la "bocciatura" prima della presidenza e poi del commissariamento di Bruno Lenzi, non devono essere stati semplici. Eppure il contrammiraglio (Cp) Salvatore Giuffré ce l'ha fatta a ricucire le rotture, richiamare chi s'era ritirato sull'Aventino, riattivizzare il comitato portuale, portare avanti provvedimenti importanti, alcuni dei quali avviati da Bruno Lenzi ma altri che risalivano addirittura alla presidenza Marcucci. Con un pò di bastone e un pò tanta carota, Giuffré ha potuto consegnare al neopresidente Roberto Piccini un'Authority che bene o male ha funzionato, malgrado qualcuno l'avesse definita, nei momenti di maggiori contrasti interni, "un covo di serpi". Ora che è finita -o meglio: ora che a pedalare tocca al presidente Piccini- si vede bene che l'ammiraglio è più sereno. E che se serpi ci sono state, fa finta di non ricordarsene.
-Ammiraglio, contento di esserne uscito?
-" E' stata un'esperienza importante, anche se non nego le difficoltà che ho incontrato. La prima delle quali è stata una nomina che sembrava molto limitata nel tempo e che invece di volta in volta si è prolungata con continui aggiornamenti. Una cosa è lavorare con tempi programmati, una cosa è farlo giorno per giorno su un arco di sedici mesi".
- Ringraziamenti, oppure sassolini da togliere dalle scarpe?
-"Solo ringraziamenti, non recrimino su niente. Voglio ringraziare prima di tutti chi mi ha aiutato, a Roma e a Livorno. Le stesse istituzioni, che erano partite parlando di mancata legittimità, hanno riconosciuto la valenza del mio lavoro ed hanno collaborato. Ringrazio anche il neopresidente per le parole che ha avuto nei miei confronti. Fa piacere, nella difficoltà dei compiti e del ruolo, sentirsi riconoscere le cose fatte".
-Che non sono poche, anche considerando i tempi del commissariamento.
-"Non voglio fare un elenco burocratico, ma rivendico alcune soluzioni che erano state a lungo attese, anche senza colpe di chi mi ha preceduto.. Ben fuori dall'ordinaria amministrazione, che pure in un'istituzione come la Port Authority non è certo semplice".
-Lei l'elenco burocratico non lo vuol fare. Allora provo io, cominciando dalla grana del bacino galleggiante e dal relativo regolamento di utilizzo del sistema bacini...
-"Il meccanismo del regolamento s'era inceppato e sono state necessarie riunioni, incontri, chiarimenti. Ho avuto la soddisfazione di vedere approvare la mia bozza di proposta sia dalle parti che dal comitato portuale. E per quanto riguarda il bacino galleggiante, dopo anni di attesa oggi è al lavoro".
-Altra grana, la "porta a mare" con la delicata definizione dei relativi nuovi assetti di aree e servizi.
-"E' sempre difficile modificare radicalmente uno status quo che potremmo dire centenario, in cui sono radicate presenze militari, dei circoli nautici, dei servizi. Difficile ovunque, ma in particolare a Livorno, dove spesso le regole sono- come dire- elastiche. C'è stata anche l'esigenza di trasferire le barche dagli scali Novi Lena per i lavori alle cantine. Oggi c'è un accordo che soddisfa la pianificazione della STU ma anche le esigenze della Marina Militare, dei circoli nautici, dei servizi ai disabili dell'Assonautica, avendo ricavato anche gli spazi per la nuova caserma della Polizia Portuale".
-Tra i nuovi assetti c'è stato anche quello del bacino Morosini.
-"Esatto, una revisione che ha comportato anche la modifica della diga di proitezione dell'area di vari ed alaggi a servizio dell'atteso shiplift, consentendo così di assolvere gli impegni presi dalle istituzioni con Azimut-Benetti fin dal 2003, impegni di fondamentale importanza per il mantenimento dei posti di lavoro nell'ex cantiere Orlando. E nella stessa ottica sono state completate le istruttorie per il "marina" del Mediceo fino alla loro approvazione in comitato portuale, sempre nella ristabilita collaborazione con le istituzioni del territorio".
- Capisco che è difficile sintetizzare. Però proviamoci. Piano regolatore del porto, sblocco dei finanziamenti, dragaggi, security, marketing nazionale e internazionale: nel mio taccuino le cose sono tante. Cosa ho dimenticato?
-"Molto e niente, secondo i punti di vista. Ciascuno dei punti che ha toccato ci ha impegnati a volte per mesi, e in genere ci sono stati risultati: definitivi o interlocutori, ma comunque siamo andati avanti. Tengo in particolare al lavoro sulla security, con uno studio all'Ati Rafanelli & altri. E alla definizione dei dragaggi, dai quali come noto dipendono anche nuovi traffici. E al marketing: sono personalmente andato in Noerd Europa, Argentina , Uruguay e Tailandia, e nostri funzionari sono andati in Cina, Usa, Spagna e Francia. Abbiamo firmato accordi e convenzioni inparticolare con il porto argentino di Rosario e in Tailandia, mentre è in corso un protocollo di collaborazione con lo Yemen. Per la prima volta Livorno è entrato nel committee di Medcruise. Poi ovviamente c'è stata quella che si chiama ordinaria amministrazione, che spesso tanto ordinaria non è stata".
-...Anche perchè l'atmosfera interna non sempre è stata serena. O sbaglio?
-"Difficile trovare un ambiente sereno in un'istituzione che ha passato quello che ha passato".
-Allora mettiamola così: che tipo di collaborazione ha trovato nell'Authority?
-"La collaborazione compatibile con quella che veniva considerata una situazione di assoluta precarietà, dalla quale non era estraneo un certo fermento interno che aveva portato fin dall'inizio alla richiesta di sostituire il segretario generale facente funzione. Devo però precisare che questo fermento non mi ha mai ostacolato nel lavoro".
-Ammiraglio, lei conosce le problematiche del porto anche dal punto di vista dell'Autorità marittima. Ritiene che l'Autorità portuale oggi dovrebbe avere aggiornamenti legislativi e/o operativi?
-"A dodici anni dalla legge istitutiva, alcuni meccanismi dovrebbero essere snelliti, in particolare assegnando il presidente maggiore autonomia, per potersi confrontare con un comitato portuale a sua volta da rivedere; confermandogli la piena rappresentatività ma rendendolo più snello nella sua composizione. Anche alla luce della Finanziaria testé approvata, il presidente dovrà assumere una connotazione più manageriale e imprenditoriale, dovendo gestire una autonomia finanziaria ormai in arrivo".
- Si discute anche sulla partecipazione dei sindacati al comitato. Secondo lei: dentro o fuori?
-"Preferisco dentro. Ritengo che i sindacati svolgano all'interno del comitato un'azione assolutamente necessaria, come trait d'union tra lavoreatori e imprenditori del porto".
-Un augurio al neopresidente Roberto Piccini?
-"Che possa lavorare in serenità, con la piena collaborazione dell'apparato e -come ha detto lui stesso- senza farsi tirare per la giacchetta. Per quello che mi riguarda, l'Autorità marittima non mancherà di fare la sua parte".
di Antonio Fulvi
Ha l'aria di essersi tolto un masso dallo stomaco. Fosse pure un masso rivestito d'oro. Sedici mesi da commissario governativo dell'Autorità portuale di Livorno, in un clima arroventato -specie all'inizio- dallo scontro politico per la "bocciatura" prima della presidenza e poi del commissariamento di Bruno Lenzi, non devono essere stati semplici. Eppure il contrammiraglio (Cp) Salvatore Giuffré ce l'ha fatta a ricucire le rotture, richiamare chi s'era ritirato sull'Aventino, riattivizzare il comitato portuale, portare avanti provvedimenti importanti, alcuni dei quali avviati da Bruno Lenzi ma altri che risalivano addirittura alla presidenza Marcucci. Con un pò di bastone e un pò tanta carota, Giuffré ha potuto consegnare al neopresidente Roberto Piccini un'Authority che bene o male ha funzionato, malgrado qualcuno l'avesse definita, nei momenti di maggiori contrasti interni, "un covo di serpi". Ora che è finita -o meglio: ora che a pedalare tocca al presidente Piccini- si vede bene che l'ammiraglio è più sereno. E che se serpi ci sono state, fa finta di non ricordarsene.
-Ammiraglio, contento di esserne uscito?
-" E' stata un'esperienza importante, anche se non nego le difficoltà che ho incontrato. La prima delle quali è stata una nomina che sembrava molto limitata nel tempo e che invece di volta in volta si è prolungata con continui aggiornamenti. Una cosa è lavorare con tempi programmati, una cosa è farlo giorno per giorno su un arco di sedici mesi".
- Ringraziamenti, oppure sassolini da togliere dalle scarpe?
-"Solo ringraziamenti, non recrimino su niente. Voglio ringraziare prima di tutti chi mi ha aiutato, a Roma e a Livorno. Le stesse istituzioni, che erano partite parlando di mancata legittimità, hanno riconosciuto la valenza del mio lavoro ed hanno collaborato. Ringrazio anche il neopresidente per le parole che ha avuto nei miei confronti. Fa piacere, nella difficoltà dei compiti e del ruolo, sentirsi riconoscere le cose fatte".
-Che non sono poche, anche considerando i tempi del commissariamento.
-"Non voglio fare un elenco burocratico, ma rivendico alcune soluzioni che erano state a lungo attese, anche senza colpe di chi mi ha preceduto.. Ben fuori dall'ordinaria amministrazione, che pure in un'istituzione come la Port Authority non è certo semplice".
-Lei l'elenco burocratico non lo vuol fare. Allora provo io, cominciando dalla grana del bacino galleggiante e dal relativo regolamento di utilizzo del sistema bacini...
-"Il meccanismo del regolamento s'era inceppato e sono state necessarie riunioni, incontri, chiarimenti. Ho avuto la soddisfazione di vedere approvare la mia bozza di proposta sia dalle parti che dal comitato portuale. E per quanto riguarda il bacino galleggiante, dopo anni di attesa oggi è al lavoro".
-Altra grana, la "porta a mare" con la delicata definizione dei relativi nuovi assetti di aree e servizi.
-"E' sempre difficile modificare radicalmente uno status quo che potremmo dire centenario, in cui sono radicate presenze militari, dei circoli nautici, dei servizi. Difficile ovunque, ma in particolare a Livorno, dove spesso le regole sono- come dire- elastiche. C'è stata anche l'esigenza di trasferire le barche dagli scali Novi Lena per i lavori alle cantine. Oggi c'è un accordo che soddisfa la pianificazione della STU ma anche le esigenze della Marina Militare, dei circoli nautici, dei servizi ai disabili dell'Assonautica, avendo ricavato anche gli spazi per la nuova caserma della Polizia Portuale".
-Tra i nuovi assetti c'è stato anche quello del bacino Morosini.
-"Esatto, una revisione che ha comportato anche la modifica della diga di proitezione dell'area di vari ed alaggi a servizio dell'atteso shiplift, consentendo così di assolvere gli impegni presi dalle istituzioni con Azimut-Benetti fin dal 2003, impegni di fondamentale importanza per il mantenimento dei posti di lavoro nell'ex cantiere Orlando. E nella stessa ottica sono state completate le istruttorie per il "marina" del Mediceo fino alla loro approvazione in comitato portuale, sempre nella ristabilita collaborazione con le istituzioni del territorio".
- Capisco che è difficile sintetizzare. Però proviamoci. Piano regolatore del porto, sblocco dei finanziamenti, dragaggi, security, marketing nazionale e internazionale: nel mio taccuino le cose sono tante. Cosa ho dimenticato?
-"Molto e niente, secondo i punti di vista. Ciascuno dei punti che ha toccato ci ha impegnati a volte per mesi, e in genere ci sono stati risultati: definitivi o interlocutori, ma comunque siamo andati avanti. Tengo in particolare al lavoro sulla security, con uno studio all'Ati Rafanelli & altri. E alla definizione dei dragaggi, dai quali come noto dipendono anche nuovi traffici. E al marketing: sono personalmente andato in Noerd Europa, Argentina , Uruguay e Tailandia, e nostri funzionari sono andati in Cina, Usa, Spagna e Francia. Abbiamo firmato accordi e convenzioni inparticolare con il porto argentino di Rosario e in Tailandia, mentre è in corso un protocollo di collaborazione con lo Yemen. Per la prima volta Livorno è entrato nel committee di Medcruise. Poi ovviamente c'è stata quella che si chiama ordinaria amministrazione, che spesso tanto ordinaria non è stata".
-...Anche perchè l'atmosfera interna non sempre è stata serena. O sbaglio?
-"Difficile trovare un ambiente sereno in un'istituzione che ha passato quello che ha passato".
-Allora mettiamola così: che tipo di collaborazione ha trovato nell'Authority?
-"La collaborazione compatibile con quella che veniva considerata una situazione di assoluta precarietà, dalla quale non era estraneo un certo fermento interno che aveva portato fin dall'inizio alla richiesta di sostituire il segretario generale facente funzione. Devo però precisare che questo fermento non mi ha mai ostacolato nel lavoro".
-Ammiraglio, lei conosce le problematiche del porto anche dal punto di vista dell'Autorità marittima. Ritiene che l'Autorità portuale oggi dovrebbe avere aggiornamenti legislativi e/o operativi?
-"A dodici anni dalla legge istitutiva, alcuni meccanismi dovrebbero essere snelliti, in particolare assegnando il presidente maggiore autonomia, per potersi confrontare con un comitato portuale a sua volta da rivedere; confermandogli la piena rappresentatività ma rendendolo più snello nella sua composizione. Anche alla luce della Finanziaria testé approvata, il presidente dovrà assumere una connotazione più manageriale e imprenditoriale, dovendo gestire una autonomia finanziaria ormai in arrivo".
- Si discute anche sulla partecipazione dei sindacati al comitato. Secondo lei: dentro o fuori?
-"Preferisco dentro. Ritengo che i sindacati svolgano all'interno del comitato un'azione assolutamente necessaria, come trait d'union tra lavoreatori e imprenditori del porto".
-Un augurio al neopresidente Roberto Piccini?
-"Che possa lavorare in serenità, con la piena collaborazione dell'apparato e -come ha detto lui stesso- senza farsi tirare per la giacchetta. Per quello che mi riguarda, l'Autorità marittima non mancherà di fare la sua parte".
Last modified
15-01-2007 09:05
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