
Lenzi: «Speriamo vinca il futuro per il porto»
Il numero uno di Porto 2000: «Penso alle crociere e al porto, sull'Authority sono stato ingenuo»
di Antonio Fulvi
L'occasione per fargli rompere il "gran silenzio" che si era imposto è stata l'esplosione della stagione delle crociere, con la crescente- e in parte difficile da evadere- richiesta di nuove banchine. Così, non più da commissartio della Port Authority candidato del passato governo alla sua massima poltrona, ma da presidente in carica della "Porto 2000" Bruno Lenzi ha acconsentito a farsi intervistare. Con due premesse: non nasconde di leccarsi le ferite dopo la brutta vicenda della Port Authority, ma da operativo com'è gli interessa prima di tutto guardare avanti e a questo punto al "suo" comparto, traghetti e crociere. Per fare in modo -sottolinea in premessa- che Livorno non perda l'occasione storica dello sviluppo delle crociere. "Perchè siamo stati tra i primi in Italia a crederci- ricorda- quando ancora la maggior parte degli scali italiani insistevano nella monocultura del contenitore. Perdere l'occasione oggi, quando anche i più lenti hanno scoperto il forte potenziale delle navi da crociera, sarebbe davvero assurdo".
-D'accordo, parliamo quindi di crociere e navi da crociera.
"Quest'anno, come sappiamo, si è presentato con una novità assoluta di grande portata: la scelta di MSC Crociere di Livorno come home port tour around per la "Monterey". E' la prima volta per il nostro porto, dopo averci provato in più occasioni e finalmente ce l'abbiamo fatta con MSC, che è tra le compagnie più dinamiche e promettenti nel mondo delle crociere. Il nostro, tra l'altro, è una specie di esame d'ammissione: se la compagnia sarà soddisfatta di Livorno, l'anno prossimo alla "Monterey" sarà affiancata la più grande e capiente "Melody" con partenze tutti i sabati da aprile a novembre. Perdere questa possibilità sarebbe criminale. E non è offerta da una piccola compagnia. Ripeto: viene da MSC, già tra le più importanti e destinata presto a diventare probabilmente tra le prime protagoniste in assoluto al mondo".
-MSC a parte, quali sono le prospettive per il 2006?
"Le previsioni per quest'anno sono positive su tutta la scala: almeno 445 partenze e 550 mila passeggeri, con la conferma-prudenziale- dei 2 milioni di passeggeri dei traghetti e una partenza settimanale per la Tunisia con una nuova linea. Tutto questo ci consente di avere bilanci in attivo e di dare lavoro a 50 persone piu un notevole indotto, di ci la città finalmente comiuncia ad accorgersi e a cui si comincia a interessare. Devo dire, grazie anche alle buone sinergie con le istituzioni locali, Comune e associazioni di categoria in primis".
-Prospettive positive dunque, con un consuntivo altrettanto buono, a quanto pare.
"Si, l'esperimento "Monterey" è anche il risultato di una stagione 2005 indubbiamente valida. Il consuntivo parla di 387 partenze per 462.383 passeggeri, con poco meno di 2 milioni di passeggeri per i traghetti, con entrambi i comparti in crescita malgrado l'indubbia crisi economica dell'Europa". Ovviamente la "Porto 2000" continua a fare marketing, anche se ormai ci si sono buttati tutti i porti e diventa sempre più difficile e dispendioso."
-Lei ha parlato di carenza di accosti, con i relativi problemi.
"E infatti si prospettano tempi difficili pee il nostro porto proprio perchè non ha sufficienti accosti dedicati. Ogni volta che arriva una nave, specie quelle più grandi di maggiore pescaggio, siamo sostretti a dirottarla sulla Darsena Toscana o sull'Alto Fondale, con costi esorbitanti -non posso tacere che ci spennano letteralmente vivi- e un servizio non certo ideale, tra i contenitori, i binari ferroviari e la polvere. Dunque ormai siamo arrivati a un bivio: o si fanno scelte urgenti di piano regolatore, dedicando un numero sufficiente di accosti per traghetti e crociere, o saremo costretti a ridimensionare il settore"
-Difficile però vedere una zona di porto da destinare a traghetti e crociere, nella generale carenza di banchine.
"A fine anno verrà consegnato il molo Italia, sul quale spero molto, ed avremo risposte concrete: se si darà spazio alle crociere, potremo rilanciare. Altrimenti dovremo subire sempre di più la concorrenza dei porti vicini, con conseguenze già a breve termine disastrose. Proprio adesso, tra l'altro, in cui Livorno comincia a recuperare sul piano della cultura del turismo e dell'accoglienza, grazie come ho goa accennato al maggiore impegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria".
-In recenti interviste, alcuni autorevoli esponenti del porto si sono detti assai scettici sulle crociere al molo Italia, parlando di altre priorità: rinfusi, contenitori, agroalimentare...
"Il porto è stretto, e siamo d'accordo. E' ancora più stretto dopo che due terzi del Mediceo -localizzazione che poteva essere ideale per traghetti e in parte per le crociere, allargandosi anche all'Orlando ma non solo, è stato destinato alla nautica da diporto. Ma è indubbio che una scelta chiara e definitiva dovrà essere fatta, altrimenti in questo regime ci rilmetteranno tutte le tipologie e sarà impossibile programmare. Mi auguro che prevalgano la razionalità e gli interessi dello scalo, non certo le istanze di chi ha più potere politico o di piazza".
* * *
Fine dell'intervista., almeno per quanto riguarda traghetti e navi da crociera. Ma è difficile tralasciare, malgrado l'ovvia reticenza di Lenzi, gli strascichi della vicenda Port Authority., anche in relazione alle più recenti esternazioni seguite al nuovo governo ed alla scissione delle responsabilità tra Infrastrutture (ministro Antonio Di Pietro) e Trasporti (ministro Alessandro Bianchi). A chi tocca decidere, che cosa succederà?
-E specialmente, considera la sua esperienza per la Port Authority una vicenda chiusa?
"Credo proprio di si, anche se devo riconoscere che per me non si è certo chiusa bene".
-Si considera sconfitto?
"Non sconfitto, perchè non ho mai combattuto per qualcosa: mi era stata chiesta una disponibilità da tecnico, e come tecnico l'ho data, cercando di fare il meglio senza scendere in politica. Però ne sono uscito amareggiato, anche perchè mi hanno targato in chiave partitica in modo del tutto gratuito".
- Però è vero che alla fine l'hanno targata, se non altro perchè la sua candidatura è stata sostenuta duramente dal ministri Matteoli e Lunardi di An e Forza Italia.
"Come ho già detto, non sono mai siato iscritto ad alcun partito, e semmai nella mia famigloia le simpatie o frequentazioni sono state di centrosinistra. La mia nomina alla Port Authority? Ricordo che sono stato nominato da un ministro dello Stato, quindi un'istituzione, sia pure in polemica con un presidente della Regione e con alcune altre istituzioni locali, proprio come tecnico puro della portualità. Peraltro la mia nomina, già all'inizio, fu sostenuta con forza da Nereo Marcucci, che certo non era targato a destra".
-Non crede di aver fatto errori di strategia, o almeno ingenuità?
"A posteriori posso ammettere di non aver dato abbastanza importanza alla variabile politica della vicenda Port Authority. Ho creduto di poter tenere l'istituzione portuale al di fuori degli scontri e anche dalla aspirazioni dei partiti e della partitocrazia. Forse è stato un errore di strategia, visto come vanno le cose in Italia, o forse un'ingenuità. Ma non sarei capace di fare in modo diverso nemmeno oggi, anche se oggi capisco che le cose vanno in modo assai diverso".
-A suo tempo, eravamo all'inizio dell'anno mi sembra, pubblicai su "La Nazione" la notizia che aveva pronta una lettera di dimissioni dalla candidatura e fui smentito. Non da lei ma da altri giornali.
"L'avevo pronta, è vero. Volevo spedirla ma ne fui dissuaso da chi sosteneva che avrei messo in difficoltà il ministro. Con il senno del poi, forse invece lo avrei aiutato ed avrei aiutato il porto".
-Che ne pensa di una eventuale presidenza della Port Authority a Roberto Piccini?
"Con Piccini ho sempre lavorato con reciproca lealtà, anche nella diversità di alcune idee, diversità che in alcuni casi esistono anche oggi. Sono peraltro convinto che potrebbe essere un buon presidente".
-Forse perchè anche lui sostiene che lei è l'uomo giusto alla presidenza della Porto 2000, da cui qualcuno- voci dal sen fuggite- comincerebbe a pensare di toglierla appena possibile?
"Se Piccini lo dice convinto gliene sono grato. E peraltro non è un uomo con due facce e due parole, come putroppo altri. Ma le assicuro che il mio giudizio su Roberto e su una sua presidenza all'Authority rimane indipendente".
-Dicono che l'ostacolo più ostico sulla strada di Piccini sia Angelo Mancusi, con i suoi ricorsi e specie per le benemerenze che si è creato nella Margherita difendendone due esponenti locali nella nota vicenda che qualcuno ipotizza essere stata anche un tranello politico.
"Sono completamente fuori, come ho già detto, dai giochi della politica, e rivendico solo la mia professionalità e la mia esperienza portuale. Conosco l'avvocato Mancusi come un capace professionista, a lungo al vertice di una delle principali istituzioni livornesi in cui peraltro ho delle responsabiliutà. Del resto non so altro, e non m'interessa sapere. Spero solo, se posso esprimere un desiderio, che vinca il futuro per il porto e per chi ci lavora, ci ha investito e malgrado tutto continua a crederci".
L'occasione per fargli rompere il "gran silenzio" che si era imposto è stata l'esplosione della stagione delle crociere, con la crescente- e in parte difficile da evadere- richiesta di nuove banchine. Così, non più da commissartio della Port Authority candidato del passato governo alla sua massima poltrona, ma da presidente in carica della "Porto 2000" Bruno Lenzi ha acconsentito a farsi intervistare. Con due premesse: non nasconde di leccarsi le ferite dopo la brutta vicenda della Port Authority, ma da operativo com'è gli interessa prima di tutto guardare avanti e a questo punto al "suo" comparto, traghetti e crociere. Per fare in modo -sottolinea in premessa- che Livorno non perda l'occasione storica dello sviluppo delle crociere. "Perchè siamo stati tra i primi in Italia a crederci- ricorda- quando ancora la maggior parte degli scali italiani insistevano nella monocultura del contenitore. Perdere l'occasione oggi, quando anche i più lenti hanno scoperto il forte potenziale delle navi da crociera, sarebbe davvero assurdo".
-D'accordo, parliamo quindi di crociere e navi da crociera.
"Quest'anno, come sappiamo, si è presentato con una novità assoluta di grande portata: la scelta di MSC Crociere di Livorno come home port tour around per la "Monterey". E' la prima volta per il nostro porto, dopo averci provato in più occasioni e finalmente ce l'abbiamo fatta con MSC, che è tra le compagnie più dinamiche e promettenti nel mondo delle crociere. Il nostro, tra l'altro, è una specie di esame d'ammissione: se la compagnia sarà soddisfatta di Livorno, l'anno prossimo alla "Monterey" sarà affiancata la più grande e capiente "Melody" con partenze tutti i sabati da aprile a novembre. Perdere questa possibilità sarebbe criminale. E non è offerta da una piccola compagnia. Ripeto: viene da MSC, già tra le più importanti e destinata presto a diventare probabilmente tra le prime protagoniste in assoluto al mondo".
-MSC a parte, quali sono le prospettive per il 2006?
"Le previsioni per quest'anno sono positive su tutta la scala: almeno 445 partenze e 550 mila passeggeri, con la conferma-prudenziale- dei 2 milioni di passeggeri dei traghetti e una partenza settimanale per la Tunisia con una nuova linea. Tutto questo ci consente di avere bilanci in attivo e di dare lavoro a 50 persone piu un notevole indotto, di ci la città finalmente comiuncia ad accorgersi e a cui si comincia a interessare. Devo dire, grazie anche alle buone sinergie con le istituzioni locali, Comune e associazioni di categoria in primis".
-Prospettive positive dunque, con un consuntivo altrettanto buono, a quanto pare.
"Si, l'esperimento "Monterey" è anche il risultato di una stagione 2005 indubbiamente valida. Il consuntivo parla di 387 partenze per 462.383 passeggeri, con poco meno di 2 milioni di passeggeri per i traghetti, con entrambi i comparti in crescita malgrado l'indubbia crisi economica dell'Europa". Ovviamente la "Porto 2000" continua a fare marketing, anche se ormai ci si sono buttati tutti i porti e diventa sempre più difficile e dispendioso."
-Lei ha parlato di carenza di accosti, con i relativi problemi.
"E infatti si prospettano tempi difficili pee il nostro porto proprio perchè non ha sufficienti accosti dedicati. Ogni volta che arriva una nave, specie quelle più grandi di maggiore pescaggio, siamo sostretti a dirottarla sulla Darsena Toscana o sull'Alto Fondale, con costi esorbitanti -non posso tacere che ci spennano letteralmente vivi- e un servizio non certo ideale, tra i contenitori, i binari ferroviari e la polvere. Dunque ormai siamo arrivati a un bivio: o si fanno scelte urgenti di piano regolatore, dedicando un numero sufficiente di accosti per traghetti e crociere, o saremo costretti a ridimensionare il settore"
-Difficile però vedere una zona di porto da destinare a traghetti e crociere, nella generale carenza di banchine.
"A fine anno verrà consegnato il molo Italia, sul quale spero molto, ed avremo risposte concrete: se si darà spazio alle crociere, potremo rilanciare. Altrimenti dovremo subire sempre di più la concorrenza dei porti vicini, con conseguenze già a breve termine disastrose. Proprio adesso, tra l'altro, in cui Livorno comincia a recuperare sul piano della cultura del turismo e dell'accoglienza, grazie come ho goa accennato al maggiore impegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria".
-In recenti interviste, alcuni autorevoli esponenti del porto si sono detti assai scettici sulle crociere al molo Italia, parlando di altre priorità: rinfusi, contenitori, agroalimentare...
"Il porto è stretto, e siamo d'accordo. E' ancora più stretto dopo che due terzi del Mediceo -localizzazione che poteva essere ideale per traghetti e in parte per le crociere, allargandosi anche all'Orlando ma non solo, è stato destinato alla nautica da diporto. Ma è indubbio che una scelta chiara e definitiva dovrà essere fatta, altrimenti in questo regime ci rilmetteranno tutte le tipologie e sarà impossibile programmare. Mi auguro che prevalgano la razionalità e gli interessi dello scalo, non certo le istanze di chi ha più potere politico o di piazza".
* * *
Fine dell'intervista., almeno per quanto riguarda traghetti e navi da crociera. Ma è difficile tralasciare, malgrado l'ovvia reticenza di Lenzi, gli strascichi della vicenda Port Authority., anche in relazione alle più recenti esternazioni seguite al nuovo governo ed alla scissione delle responsabilità tra Infrastrutture (ministro Antonio Di Pietro) e Trasporti (ministro Alessandro Bianchi). A chi tocca decidere, che cosa succederà?
-E specialmente, considera la sua esperienza per la Port Authority una vicenda chiusa?
"Credo proprio di si, anche se devo riconoscere che per me non si è certo chiusa bene".
-Si considera sconfitto?
"Non sconfitto, perchè non ho mai combattuto per qualcosa: mi era stata chiesta una disponibilità da tecnico, e come tecnico l'ho data, cercando di fare il meglio senza scendere in politica. Però ne sono uscito amareggiato, anche perchè mi hanno targato in chiave partitica in modo del tutto gratuito".
- Però è vero che alla fine l'hanno targata, se non altro perchè la sua candidatura è stata sostenuta duramente dal ministri Matteoli e Lunardi di An e Forza Italia.
"Come ho già detto, non sono mai siato iscritto ad alcun partito, e semmai nella mia famigloia le simpatie o frequentazioni sono state di centrosinistra. La mia nomina alla Port Authority? Ricordo che sono stato nominato da un ministro dello Stato, quindi un'istituzione, sia pure in polemica con un presidente della Regione e con alcune altre istituzioni locali, proprio come tecnico puro della portualità. Peraltro la mia nomina, già all'inizio, fu sostenuta con forza da Nereo Marcucci, che certo non era targato a destra".
-Non crede di aver fatto errori di strategia, o almeno ingenuità?
"A posteriori posso ammettere di non aver dato abbastanza importanza alla variabile politica della vicenda Port Authority. Ho creduto di poter tenere l'istituzione portuale al di fuori degli scontri e anche dalla aspirazioni dei partiti e della partitocrazia. Forse è stato un errore di strategia, visto come vanno le cose in Italia, o forse un'ingenuità. Ma non sarei capace di fare in modo diverso nemmeno oggi, anche se oggi capisco che le cose vanno in modo assai diverso".
-A suo tempo, eravamo all'inizio dell'anno mi sembra, pubblicai su "La Nazione" la notizia che aveva pronta una lettera di dimissioni dalla candidatura e fui smentito. Non da lei ma da altri giornali.
"L'avevo pronta, è vero. Volevo spedirla ma ne fui dissuaso da chi sosteneva che avrei messo in difficoltà il ministro. Con il senno del poi, forse invece lo avrei aiutato ed avrei aiutato il porto".
-Che ne pensa di una eventuale presidenza della Port Authority a Roberto Piccini?
"Con Piccini ho sempre lavorato con reciproca lealtà, anche nella diversità di alcune idee, diversità che in alcuni casi esistono anche oggi. Sono peraltro convinto che potrebbe essere un buon presidente".
-Forse perchè anche lui sostiene che lei è l'uomo giusto alla presidenza della Porto 2000, da cui qualcuno- voci dal sen fuggite- comincerebbe a pensare di toglierla appena possibile?
"Se Piccini lo dice convinto gliene sono grato. E peraltro non è un uomo con due facce e due parole, come putroppo altri. Ma le assicuro che il mio giudizio su Roberto e su una sua presidenza all'Authority rimane indipendente".
-Dicono che l'ostacolo più ostico sulla strada di Piccini sia Angelo Mancusi, con i suoi ricorsi e specie per le benemerenze che si è creato nella Margherita difendendone due esponenti locali nella nota vicenda che qualcuno ipotizza essere stata anche un tranello politico.
"Sono completamente fuori, come ho già detto, dai giochi della politica, e rivendico solo la mia professionalità e la mia esperienza portuale. Conosco l'avvocato Mancusi come un capace professionista, a lungo al vertice di una delle principali istituzioni livornesi in cui peraltro ho delle responsabiliutà. Del resto non so altro, e non m'interessa sapere. Spero solo, se posso esprimere un desiderio, che vinca il futuro per il porto e per chi ci lavora, ci ha investito e malgrado tutto continua a crederci".
Last modified
19-06-2006 09:33
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