
Asse trans-frontaliero per la tutela del Mediterraneo
Intervista a Pino Lucchesi, presidente dell'associazione Mareamico e di Emas Ecolabel
di Patrizia Lupi
Siamo giunti alla XVII edizione della Rassegna del Mare. Come nasce la Rassegna e con quali finalità?
«La prima edizione risale al 1989 quando decidemmo di dar vita ad un appuntamento annuale che ci permettesse di mettere a confronto esperienze e proposte nel campo della salvaguardia dell’ambiente marino. Fin dall’inizio fu evidente la necessità di privilegiare, rispetto all’aspetto divulgativo, quello di una corretta analisi scientifica dei temi in discussione.
Per questo l’Associazione Mareamico decise fin dall’inizio di dotarsi di un Comitato Scientifico d’eccellenza a livello nazionale ed internazionale, composto da Professori universitari ed esperti
di varie nazionalità. Il Comitato Scientifico è stato ed è il vero punto di forza dell’Associazione ed il suo Presidente, il Prof. Giuseppe Cognetti, è stato in questi anni riferimento per l’intero mondo accademico».
Quando nasce Mareamico e con quali obiettivi?
«Anche l’Associazione nasce nel gennaio 1989 su un’idea di Romualdo Scotti Belli, che ne è stato ininterrottamente Segretario generale. L’obiettivo era quello di fornire all’interlocutore politico ed internazionale una tipologia di Associazione ambientalista, diversa da quelle tradizionali, del tutto svincolata da condizionamenti politici, che si facesse carico, appunto, di una continua analisi sullo stato ambientale, con particolare riguardo all’area Mediterranea. In questo periodo Mareamico ha prodotto una mole considerevole di rapporti e di indicazioni, alcuni dei quali si sono rivelati molto utili nell’elaborazione normativa, ad esempio nel caso della Legge sulla difesa del mare.
Ogni anno Mareamico, oltre alla Rassegna, promuove iniziative, ad esempio Tuttambiente, sia a livello nazionale che a livello regionale e partecipa a progetti internazionali. Attualmente stiamo partecipando ad un Interreg sulle aree di transizione nell’area Mediterraneo-Mar Nero».
Quest’anno la Rassegna ha avuto una location speciale, a bordo di una Cruise Ferry in occasione di una viaggio studio nel Mediteraneo….
«Sì, l’armatore Aldo Grimaldi di Genova ha accolto la nostra idea ed abbiamo potuto organizzare un Convegno itinerante che partendo da Civitavecchia ha toccato Palermo, Tunisi, Malta e Genova. Una esperienza significativa che ci ha permesso di coinvolgere soggetti pubblici e privati di altri Paesi Mediterranei. Alcune sessioni si sono svolte a terra. Il Convegno di apertura su Turismo e Crocierismo si è tenuto presso la sede dell’Autorità portuale di Civitavecchia mentre il main event si è svolto a Tunisi ed era dedicato alla cooperazione transfrontaliera per la valorizzazione del Mediterraneo.
Tutte le altre sessioni si sono svolte a bordo durante la navigazione».
La Rassegna è stata l’occasione per la firma del protocollo tra il Ministro dell’Ambiente e della Qualità della vita della Tunisia Mohamed Mehdi Milika e l’Associazione Mareamico…
«E’ stato sottoscritto un accordo di partenariato alla presenza del Professore emerito dell’Università di Pisa, Giuseppe Cognetti e dell’Ambasciatore d’Italia Arturo Olivieri, che impegna le istituzioni tunisine e i centri universitari della Toscana, con il coinvolgimento del Governo italiano, a studiare la fattibilità di un Santuario della bio diversità marina che allacciandosi idealmente a quello dei cetacei nel Mar Tirreno consenta di proteggere specie ittiche del Mediterraneo, oggi a rischio di estinzione, senza per questo mettere in crisi attività economiche più tradizionali, quali la pesca».
Al convegno hanno partecipato anche alcuni studenti di Roma. Qual è stato il motivo della loro partecipazione?
«L’Istituto Carlo levi e l’Istituto Viale Adriatico di Roma che hanno costituito l’Associazione “Le mille ed una notte” si sono gemellate con la OTEF, l’organizzazione tunisina dell’Educazione e della Famiglia. I ragazzi, insieme agli studenti tunisini, hanno partecipato ad un programma di lavoro sulle spiagge tunisine, raccogliendo i rifiuti. E successivamente alla Giornata Tunisina dell’Albero. Il nostro scopo era quello di favorire, partendo dalle scuole, rapporti di collaborazione continui e qualificati oltre a scambi di informazioni, di esperienze e di programmi. In particolare intendiamo favorire iniziative comuni sui temi della salvaguardia ambientale ma anche della pace e della collaborazione fra i popoli e le diverse culture».
Al Convegno di Civitavecchia ha partecipato l’On. Bruno Dettori, sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e del Mare ed è stato firmato un protocollo d’intesa fra Mareamico e l’Associazione Parlamentare Amici del Mare…..
«Il Presidente dell’Associazione Parlamentare Amici del Mare, Sen. Mauro Cutrufo, con me ha firmato, alla presenza del Sottosegretario Sen. Bruno Dettori, il quale ha evidenziato che la vocazione internazionale dell’iniziativa di Mare Amico è in piena sintonia con l’attenzione data dal Ministero stesso ai problemi ecologici di tutto il Mediterraneo, e dell’ambasciatore tunisino in Italia S.E. Habib Mansour, un protocollo per iniziative comuni per la salvaguardia del mare e delle coste. L’ obbietivo è quello di organizzare eventi, su base scientifica, sia in Italia che nei Paesi mediterranei per favorire migliori condizioni di fruizione del mare, delle coste e delle relative attrezzature. Inoltre intendiamo mantenere una continuità di informazione presso le competenti commissioni parlamentari per implementare e rafforzare la legislazione in campo ambientale».
La XVII Rassegna del Mare ha prodotto risultati d’interesse e consensi?
«I partecipanti alla Rassegna con i rappresentanti delle istituzioni pubbliche ed i corpi scientifici di Italia e Tunisia, partendo da un’analisi dell’ecosistema del bacino Mediterraneo hanno rilevato fattori negativi di impatto a partire dallo scarico sistematico di sostanze tossico nocive di origine terrestre. Anche la crescita esponenziale di traffici marittimi di navi che trasportano sostanze pericolose con un elevato rischio di incidenti, possono danneggiare l’ecosistema, senza parlare degli evidenti scarichi di sostanza inquinanti dalle navi durante la navigazione. Un altro fenomeno che è stato rilevato è quello dell’uso improprio della zona costiera ed il suo elevato sfruttamento in assenza di piani nazionali e locali di gestione integrata della fascia costiera. Non ultimo il problema della pesca con l’intenso sfruttamento delle zone idriche che mettono in pericolo alcune specie soprattutto se effettuate con strumenti illegali. Nel documento finale del convegno si raccomanda alle autorità italiane e tunisine l’impegno a rispettare i protocolli della convenzione internazionale di Barcellona, di cooperare per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano di azione Mediterraneo, e adottare regole e programmi per razionalizzare le attività di pesca finalizzate alla conservazione delle risorse ittiche. In particolare i partecipanti hanno sottolineato l’importanza di formare aree di sorveglianza per la tutela delle bio diversità».
Tali aree avranno un carattere transfrontaliero?
«E’indispensabile nel caso in cui la tutela di un determinato ecosistema marino interessi due o più paesi come nel caso del canale di Sicilia fra Italia, Tunisi e Malta. Inoltre la rassegna ha evidenziato la necessità di contenere il livello di inquinamento atmosferico del bacino del Mediterraneo raccomandando ai governi l’individuazione e l’impiego di fonti di energia rinnovabili e compatibili con l’ambiente, alternative a quelle tradizionali, caratterizzate da un alto tasso di inquinamento ed un forte impatto ambientale».
Quali sono i prossimi appuntamenti di Mare Amico?
«Stiamo pensando ad alcune iniziative sulla pesca e l’itticoltura senza tralasciare il settore dei trasporti e del turismo che per l’Italia sono settori importanti di crescita economica».
di Patrizia Lupi
Siamo giunti alla XVII edizione della Rassegna del Mare. Come nasce la Rassegna e con quali finalità?
«La prima edizione risale al 1989 quando decidemmo di dar vita ad un appuntamento annuale che ci permettesse di mettere a confronto esperienze e proposte nel campo della salvaguardia dell’ambiente marino. Fin dall’inizio fu evidente la necessità di privilegiare, rispetto all’aspetto divulgativo, quello di una corretta analisi scientifica dei temi in discussione.
Per questo l’Associazione Mareamico decise fin dall’inizio di dotarsi di un Comitato Scientifico d’eccellenza a livello nazionale ed internazionale, composto da Professori universitari ed esperti
di varie nazionalità. Il Comitato Scientifico è stato ed è il vero punto di forza dell’Associazione ed il suo Presidente, il Prof. Giuseppe Cognetti, è stato in questi anni riferimento per l’intero mondo accademico».
Quando nasce Mareamico e con quali obiettivi?
«Anche l’Associazione nasce nel gennaio 1989 su un’idea di Romualdo Scotti Belli, che ne è stato ininterrottamente Segretario generale. L’obiettivo era quello di fornire all’interlocutore politico ed internazionale una tipologia di Associazione ambientalista, diversa da quelle tradizionali, del tutto svincolata da condizionamenti politici, che si facesse carico, appunto, di una continua analisi sullo stato ambientale, con particolare riguardo all’area Mediterranea. In questo periodo Mareamico ha prodotto una mole considerevole di rapporti e di indicazioni, alcuni dei quali si sono rivelati molto utili nell’elaborazione normativa, ad esempio nel caso della Legge sulla difesa del mare.
Ogni anno Mareamico, oltre alla Rassegna, promuove iniziative, ad esempio Tuttambiente, sia a livello nazionale che a livello regionale e partecipa a progetti internazionali. Attualmente stiamo partecipando ad un Interreg sulle aree di transizione nell’area Mediterraneo-Mar Nero».
Quest’anno la Rassegna ha avuto una location speciale, a bordo di una Cruise Ferry in occasione di una viaggio studio nel Mediteraneo….
«Sì, l’armatore Aldo Grimaldi di Genova ha accolto la nostra idea ed abbiamo potuto organizzare un Convegno itinerante che partendo da Civitavecchia ha toccato Palermo, Tunisi, Malta e Genova. Una esperienza significativa che ci ha permesso di coinvolgere soggetti pubblici e privati di altri Paesi Mediterranei. Alcune sessioni si sono svolte a terra. Il Convegno di apertura su Turismo e Crocierismo si è tenuto presso la sede dell’Autorità portuale di Civitavecchia mentre il main event si è svolto a Tunisi ed era dedicato alla cooperazione transfrontaliera per la valorizzazione del Mediterraneo.
Tutte le altre sessioni si sono svolte a bordo durante la navigazione».
La Rassegna è stata l’occasione per la firma del protocollo tra il Ministro dell’Ambiente e della Qualità della vita della Tunisia Mohamed Mehdi Milika e l’Associazione Mareamico…
«E’ stato sottoscritto un accordo di partenariato alla presenza del Professore emerito dell’Università di Pisa, Giuseppe Cognetti e dell’Ambasciatore d’Italia Arturo Olivieri, che impegna le istituzioni tunisine e i centri universitari della Toscana, con il coinvolgimento del Governo italiano, a studiare la fattibilità di un Santuario della bio diversità marina che allacciandosi idealmente a quello dei cetacei nel Mar Tirreno consenta di proteggere specie ittiche del Mediterraneo, oggi a rischio di estinzione, senza per questo mettere in crisi attività economiche più tradizionali, quali la pesca».
Al convegno hanno partecipato anche alcuni studenti di Roma. Qual è stato il motivo della loro partecipazione?
«L’Istituto Carlo levi e l’Istituto Viale Adriatico di Roma che hanno costituito l’Associazione “Le mille ed una notte” si sono gemellate con la OTEF, l’organizzazione tunisina dell’Educazione e della Famiglia. I ragazzi, insieme agli studenti tunisini, hanno partecipato ad un programma di lavoro sulle spiagge tunisine, raccogliendo i rifiuti. E successivamente alla Giornata Tunisina dell’Albero. Il nostro scopo era quello di favorire, partendo dalle scuole, rapporti di collaborazione continui e qualificati oltre a scambi di informazioni, di esperienze e di programmi. In particolare intendiamo favorire iniziative comuni sui temi della salvaguardia ambientale ma anche della pace e della collaborazione fra i popoli e le diverse culture».
Al Convegno di Civitavecchia ha partecipato l’On. Bruno Dettori, sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e del Mare ed è stato firmato un protocollo d’intesa fra Mareamico e l’Associazione Parlamentare Amici del Mare…..
«Il Presidente dell’Associazione Parlamentare Amici del Mare, Sen. Mauro Cutrufo, con me ha firmato, alla presenza del Sottosegretario Sen. Bruno Dettori, il quale ha evidenziato che la vocazione internazionale dell’iniziativa di Mare Amico è in piena sintonia con l’attenzione data dal Ministero stesso ai problemi ecologici di tutto il Mediterraneo, e dell’ambasciatore tunisino in Italia S.E. Habib Mansour, un protocollo per iniziative comuni per la salvaguardia del mare e delle coste. L’ obbietivo è quello di organizzare eventi, su base scientifica, sia in Italia che nei Paesi mediterranei per favorire migliori condizioni di fruizione del mare, delle coste e delle relative attrezzature. Inoltre intendiamo mantenere una continuità di informazione presso le competenti commissioni parlamentari per implementare e rafforzare la legislazione in campo ambientale».
La XVII Rassegna del Mare ha prodotto risultati d’interesse e consensi?
«I partecipanti alla Rassegna con i rappresentanti delle istituzioni pubbliche ed i corpi scientifici di Italia e Tunisia, partendo da un’analisi dell’ecosistema del bacino Mediterraneo hanno rilevato fattori negativi di impatto a partire dallo scarico sistematico di sostanze tossico nocive di origine terrestre. Anche la crescita esponenziale di traffici marittimi di navi che trasportano sostanze pericolose con un elevato rischio di incidenti, possono danneggiare l’ecosistema, senza parlare degli evidenti scarichi di sostanza inquinanti dalle navi durante la navigazione. Un altro fenomeno che è stato rilevato è quello dell’uso improprio della zona costiera ed il suo elevato sfruttamento in assenza di piani nazionali e locali di gestione integrata della fascia costiera. Non ultimo il problema della pesca con l’intenso sfruttamento delle zone idriche che mettono in pericolo alcune specie soprattutto se effettuate con strumenti illegali. Nel documento finale del convegno si raccomanda alle autorità italiane e tunisine l’impegno a rispettare i protocolli della convenzione internazionale di Barcellona, di cooperare per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano di azione Mediterraneo, e adottare regole e programmi per razionalizzare le attività di pesca finalizzate alla conservazione delle risorse ittiche. In particolare i partecipanti hanno sottolineato l’importanza di formare aree di sorveglianza per la tutela delle bio diversità».
Tali aree avranno un carattere transfrontaliero?
«E’indispensabile nel caso in cui la tutela di un determinato ecosistema marino interessi due o più paesi come nel caso del canale di Sicilia fra Italia, Tunisi e Malta. Inoltre la rassegna ha evidenziato la necessità di contenere il livello di inquinamento atmosferico del bacino del Mediterraneo raccomandando ai governi l’individuazione e l’impiego di fonti di energia rinnovabili e compatibili con l’ambiente, alternative a quelle tradizionali, caratterizzate da un alto tasso di inquinamento ed un forte impatto ambientale».
Quali sono i prossimi appuntamenti di Mare Amico?
«Stiamo pensando ad alcune iniziative sulla pesca e l’itticoltura senza tralasciare il settore dei trasporti e del turismo che per l’Italia sono settori importanti di crescita economica».
Last modified
12-12-2006 13:28
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