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Verso il futuro. L’Ulivo come chiave di volta.

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Intervista ad Andrea Manciulli, segretario regionale DS
di Riccardo Gabriele

«Questo nuovo partito si basa sulla necessità di fare una sintesi di quell’Italia che vuole andare avanti. Bisogna lavorare per creare il riformismo del futuro». Molto chiaro Andrea Manciulli, neosegretario dei Democratici di sinistra toscani e consigliere regionale. Un progetto delineato e preciso che sia di stimolo allo sviluppo dell’Italia, ma anche della Regione Toscana. Ricercatore, politico, gourmet e dalemiano di ferro, il numero uno della Quercia racconta a Trentagiorni quale sarà il futuro della politica, ma anche come vede la nostra realtà e le sue prospettive.
POLITICA. Un nuovo riformismo. Come si traducono queste parole nel prossimo futuro?
Come e cosa sarà il nuovo Ulivo?

«E’ indubbio che questo paese abbia bisogno di riforme per rilanciare la propria economia e per rilanciare la politica. In quest’ottica, per entrambe, il nuovo soggetto politico rappresenta una risorsa. Infatti, per quanto riguarda la crescita dell’Italia, c’è la necessità di una forza capace di catalizzare le esperienze che possono dare una spinta positiva, facendo sintesi di tendenze diverse. Spesso la politica ha rappresentato gli interessi di singoli gruppi, fatto ampiamente dimostrato dalla tradizione proporzionale del nostro paese che ne ha favorito la divisione in singoli interessi.
Questo nuovo partito, invece, si basa sulla necessità di creare una sinergia di quell’Italia che vuole andare avanti. Bisogna lavorare per creare il riformismo del futuro. Scegliere l’Ulivo, poi, è anche guardare ad un sistema maggioritario e rilanciare processi di aggregazioni fondamentali per ridare stabilità alle istituzioni. Per superare l’antipolitica che ha contraddistinto questi ultimi dieci anni c’è la necessità di una concezione della politica percepita dai cittadini. L’Ulivo ha dimostrato, inoltre, di andare al di là dei singoli partiti coinvolgendo la società. Penso, quindi, ad un partito radicato in cui forte sia la partecipazione».
POLITICA. E’ forte il dibattito intorno al ruolo della politica e dei politici “professionisti”. Qual è la sua opinione?
«Bisogna partire dal presupposto che la direzione politica e la politica stessa sono cose che impegnano. Fare politica a tempo pieno deve essere un’opportunità data a tutti. Questo il punto nodale: l’apertura delle possibilità di misurarsi nel fare politica. Le primarie sono state importanti proprio perché hanno permesso un rapporto tra la società e chi deve rappresentarla».
ECONOMIA. Quali sono i punti di forza e di debolezza del PRS nelle linee che guardano alla macroarea della costa e delle zone ad essa limitrofe?
«L’elemento di forza è la grande centralità dell’industria manifatturiera. La provincia di Livorno, per scendere nello specifico, rappresenta il territorio più industriale della Toscana. In questi anni in Toscana è valsa la formula del “piccolo è bello”, ma una provincia come la nostra (e qui Manciulli non dimentica la sua provenienza piombinese – NdA) ha patito questo fatto. Rilanciare, quindi, l’idea di un’industria qualificata permetterà di mettere ancor più in evidenza la costa. Diventa, quindi, necessario fare scelte infrastrutturali nette come la Tirrenica e i collegamenti ai porti, ma anche la Due mari: questo è un vantaggio per tutta la regione. Nei confronti del PRS, poi, esprimiamo un giudizio positivo. Dobbiamo lavorare perché si vada oltre ad un localismo che diventa un punto frenante per l’economia, anche nella nostra provincia».
ECONOMIA. Rispetto ai “nuovissimi mondi”, quali opportunità per il sistema Toscana?
«Ho presente Federico Rampini che ha capito già dieci fa l’ineluttabilità e la modernità dell’avanzata dei paesi emergenti. Il ritardo con il quale il sistema paese si è mosso è dovuto all’azione del precedente Governo che ha fatto una politica frenante nel rapporto con questi nuove realtà. Siamo d’accordo sul presupposto che il rispetto della legalità è alla base, ma imporre dazi è altra cosa. Abbiamo anche scontato il fatto che, fino a qualche anno fa, le cose per le nostre imprese andavano bene e, quindi, non ci si era posti il problema, maturato in realtà successivamente con la crisi economica ed il cambiamento degli scenari globali».  
ECONOMIA. Nella relazione, svolta al congresso regionale DS, lei ha parlato di “aggregazioni e alleanze”. In proposito, come vede la nascita di un soggetto come l’Area Vasta costiera della Cna?
«Penso sia una cosa positiva. Le Germania e la Francia da anni si muovano su politiche di aggregazione che toccano anche aspetti come l’urbanistica. Siamo convinti che, nell’ambito economico, più forte e coeso sei, più opportunità hai».
PORTUALITÀ. Quali prospettive per il sistema portuale. Un “porto Toscana” con l’eccellenza delle specializzazioni o la “vittoria” del campanilismo?
«Sicuramente sono per un “porto Toscana” nel quale Livorno deve giocare un ruolo di capofila, ma dove emergano le singole specificità ed eccellenze».
ECCELLENZA E INNOVAZIONE. Ad oggi nella macroarea di riferimento della nostra testata esistono numerosi centri di formazione di eccellenza e di innovazione, penso ad esempio al Siaf recentemente inaugurato a Volterra. Che ruolo di supporto al territorio devono e possono avere questi centri? Con quali politiche si devono accompagnare?
«Bisogna investire sull’alta professionalità dei 30/40enni, con una scelta netta di capacità attrattiva per coloro che fanno ricerca. In Italia i ricercatori hanno 50 anni e guadagnano molto poco. Deve esserci un lavoro sinergico tra la Regione, gli enti locali e i sistemi finanziari perché si incentivino la creatività e la ricerca. Sono temi importanti per il futuro dei nostri territori!».
TRASPARENZA E INFORMAZIONE. La Regione si è molto adoperata per incentivare sia la trasparenza che l’informazione e la comunicazione. A quale grado siamo arrivati?
«Credo si possa affermare con serenità che la nostra Regione sia una delle più trasparenti, ma si può sempre migliorare. Siamo in un territorio che non ha mai avuto consensi di maggioranza come in questo momento. Nonostante questo, ci poniamo sempre criticamente per migliorare. Stiamo lavorando per rendere ancora più capillari le informazioni e i metodi di partecipazione».
GIOVANI E FUTURO. Tutti parlano della necessità di rinnovamento. Ma sia la politica che l’economia sono ancorate a classi dirigenti con un’età media alta. Sicuramente il paragone con l’estero fa emergere questa peculiarità. Come si trasformano queste belle parole in una risorsa per il paese, la Regione e le varie realtà locali?
«Guardando nel nostro partito, posso dire che abbiamo portato avanti l’ottica del rinnovamento. La sfida, oggi, si proietta nel rafforzare questa spinta verso la società allargata. In Toscana, comunque, questo processo, che tocca anche le istituzioni, è un modello sicuramente positivo e fortemente attuato».
Chi è Andrea Manciulli?
«Un uomo di peso, nel senso fisico, caparbio e amante della vita»


Last modified 20-11-2006 10:31 expired