
Nautica minore in cerca di soluzioni
Un progetto sulle coste toscane
per scivoli e aree di sosta carrelli
Dal salone nautico di Genova siamo tornati in molti con la bocca amara: tante barche, anzi un visibilio; tante chiacchiere, anzi un'alluvione. Ma di fatti concreti per la piccola nautica, quella dei carrelli dietro le auto e delle barchette solo "stagionali", poco o niente di concreto. Eppure tutti, dal ministro Lunardi al presidente nazionale dell'Ucina Paolo Vitelli, hanno dovuto riconoscere che la nautifca italiana va a due velocità: benissimo quella dei maxi, straordinariamente bene quella dei superyachts da un milione (di euro) al metro, ma male o addirittura malissimo quella delle barchette. E perchè vanno male? Perchè chi vorrebbe anche comprarle nove volte su dieci non sa dove tenerle in acqua: e non sa nemmeno dove vararle e alarle quando ha la possibilità di tenersi l'amato scafo in campagna o in cortile. E l'assurdo è che mentre si costruiscono ormai a Livorno e in tutta la Toscana i porti per le grandi barche, gli scivoli che c'erano spariscono e nessuno s'interessa dei piccoli costruttori e dei piccoli utenti. Due velocità, anzi una velocità sola: per quanto riguarda la Toscana è ben nota l'importanza del "polo nautico" di Viareggio - riconosciuto anche dall'UCINa che ha di recente annunciato una scuola di formazione per equipaggi in quella città insieme al Comune; e riconosciuto dalla Regione Toscana con il prossimo avvio dell'Osservatorio permanente della nautica a lungo sollecitato dall'Assonautica regionale- che va allargando la sua influenza anche nella provincia di Livorno, sul porto mediceo (operazione Azimut-Benetti), nella provincia di Pisa (Bocca d'Arno e Canale dei Navicelli), in zona Cecina (polo artigianale della piccola e media nautica) eccetera.
L'indubbia importanza della grande nautica di prestigio, se assicura- come in effetti assicura- alti fatturati e grande successo all'export, non ha tuttavia riflessi sui servizi richiesti dalla piccola e media nautica, che in Toscana ha una proliferazione di cantierini e specialmente di utenti popolari tale da porre la regione al terzo posto in Italia per consistenza della flotta di barchette. Si calcola (indagine all'inizio degli anni 2000 dell'Assonautica regionale Toscana) che siano almeno 20/25 mila i natanti e le imbarcazioni minori permanentemente ormeggiate lungo le coste toscane, e almeno il doppio il "parco natanti" che stagionalmente va in mare sulle nostre coste. Si tratta di una massa critica che muove per ogni stagione almeno 100 mila utenti (considerato per difetto un equipaggio di 2 persone a natante) e che ha immediate proiezioni sulle strutture ricettive della costa (ristoranti e trattorie, officine meccaniche e ship chander, accessoristica e negozi, punti di ormeggio ed alberghi o campeggi, etc). A questa massa critica vanno aggiunti i turisti "pendolari" che dal Nord Italia, dal Centro Europa ma anche dalle zone interne della Toscana, scendono sulle nostre coste con barchette e gommoni a rimorchio dell'auto. La dove esistono strutture di varo, alaggio e ricovero temporaneo (parchi boe e attracchi) questo "pendolarismo" produce effetti economici importanti: basta pensare il flusso dei tedeschi ed austriaci sul lago di Garda e sulla costa veneta (oggi sempre più intercettato da Slovenia e Croazia grazie alla crescita esponenziale di scivoli e di "marinas") che rappresenta la prima voce del turismo in certe aree.
Il problema
Benedetta dalla storia, dalla geografia, dal meteo e dalla ricca dotazione di isole e di richiami lungo la costa, la Toscana sembra finalmente decisa- a sentire gli assessori Riccardo Conti e Marco Montemagni, che hanno avuto inn questiu giorni un primo incontro con i vertici livornesi dell' Assonautica della Camera di Commercio- a dare il via a un minimo di attrezzature "leggere" a servizio del pendolarismo nautico minore che pure rappresenta un fattore economico primario (basta vedere come sono frequenti d'estate in autostrada i carrelli con gommoni e barchette dietro le auto di turisti) per le zone di costa che riescono ad offrire quanto occorre. C'erano già state sporadiche "battaglie" per creare scivoli di varo ed alaggio in aree appetite dalla piccola nautica (sia locale che di passaggio) ma l'attenzione degli enti locali- sia quelli sul territorio, sia quelli centrali- si è quasi sempre dimostrata marginale o distratta. Negli ultimi dieci anni risulta nato un unico scivolo pubblico non monopolizzato dai pescatori o sottoposto a tangenti "strane", quello sul porto di Viareggio. Altrove si è assistoto, al contrario, alla privatizzazione o alla chiusura di strutture esistenti, laddove non storicamente utilizzate dalla piccola pesca professionale che le ha di fatto chiuse alla nautica. Tutto questo ha significato escludere una ricaduta turistica importante per le nostre coste e dirottare su altre regioni (in particolare l'Emilia-Romagna e la Liguria, ma anche la Corsica e la Costa Azzurra) migliaia di natanti al traino delle auto dei turisti.
La proposta
L'Assonautica, in collaborazione con quella nazionale, con la Cna Nautica Toscana e con la sezione nautica minore dell'UCINa, ha finalmente coinvolto l'Unioncamere nazionale grazie al vicepresidente Viale, la Regione Toscana e come ricaduta diretta le Province e i Comuni costieri, in un progetto per la realizzazxione di una catena di scivoli pubblici di varo ed alaggio dei natanti da offrire sia ai cittadini residenti della regione stessa, sia al turismo nautico delle barche carrellabili.
Si tratta di fare prioritariamente una accurata ricognizione sul territorio, da Bocca di Magra al confine sud con il Lazio (isole comprese), per elaborare una mappa aggiornata degli scivoli pubblici, verificandone sia l'ubicazione, sia lo stato di efficienza, sia l'eventuale "privatizzazione" da parte di cooperative di pescatori, di strutture sportive o di altro che ne impediscano di fatto il facile utilizzo turistico.
Già la pubblicazione di una GUIDA TOSCANA DEGLI SCIVOLI PUBBLICI costituirà un importante servizio per il turtsmo nautico, da diffondere attraverso i media specializzati, le fiere di settore e le Azxiende di promozione turistica in Italia e all'estero. Sarebbe la prima a livello di regioni italiane, anche se all'estero (Australia, Stati Uniti costa Est, etc) ci sono esempi significativi.
Una volta completata la mappatura della costa, il progetto dovrà comportare la realizzazione di una proposta di integrazione degli scivoli stessi con nuovi impianti, da concordare con le realtà del territorio (Comuni e Province) in modo da offrire al turismo carrellabile punti di aggregazione (varo ed alaggio, deposito di carrelli e di auto possibilmente custoditi, etc) dove la gratuità dell'uso dello scivolo potrebbe essere integrata dai servizi complementari (custodia dei carrelli e delle auto, manutenzione degli impianti eccetera) con relativa nascita di posti di lavoro almeno stagionali (piccole cooperative di giovani, etc). Un PIANO REGIONALE DEI NUOVI SCIVOLI sarebbe una impostante e nuovissima dimostrazione di interesse verso la piccola nautica, con ricadute dirette sull'intera filiera che parte dalle centinaia di cantierini e riparatori fino agli utenti finali, che oggi sono alla disperata caccia di un posto barca perchè non è loro consentito di varare e alare le barche carrellate con facilità e senza forti spese (da rilevare che il varo ed alaggio di un gommone con una gru di uno dei tanti rimessaggi costieri costa ogni volta cifre che supertano abbondantemente i 100 euro, rendendo proibitivo il pendolarismo carrellato alle classi meno abbienti).
Conclusioni
Il progetto Assonautica Toscana risponde a una esigenza molto sentita, anche se difficile da esprimere per la polverizzazione dell'utenza interessata, con fortissime e immediate ricadute pratiche sul turismo nautico a fronte di un impegno economico francamente minimale.
Il suddetto progetto nasce dall'Assonautica di Livorno, capofila delle Assonautiche della Toscana (presenti anche a Marina di Carrara, Viareggio, Isola d'Elba, Grosseto) nel quadro di una serie di proposte progettuali sollecitate a livello nazionale da Unioncamere. Una definizione dell'interessamento concreto della Regione e delle prime fasi operative sarebbe urgente, per poter avviare almeno le fasi A e B prima dell'inizio della stagione nautica 2006.
(Antonio Fulvi)
Last modified
14-11-2005 10:13
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