Skip to content
You are here: Home » Attualità » Cos'è l'innov@zione
attualita

Non ci sono documenti pubblicati.

provincia

Non ci sono documenti pubblicati.

cultura

Non ci sono documenti pubblicati.

rubriche

Non ci sono documenti pubblicati.

 

Cos'è l'innov@zione

Document Actions
Nuove opportunità per le amministrazioni pubbliche, soprattutto per i Comuni sotto i cinquemila abitanti
Il Tommaseo del 1924 definisce innovazione l’introdurre di cose nuove. Secco, e banale. Nel 1973 il Grande Dizionario del Battaglia (per intenderci, quello in 20 volumi) specifica un uso del termine per introduzione di nuove idee, ordinamenti o sistema nell’ambito politico, giuridico, religioso, artistico, scientifico, economico o tecnico. Tanto che oramai la parola a di moda, viene sparpagliata negli interventi di tutti i politici e, in molti comuni e province, troviamo addirittura assessorati per l’innovazione. Ma di cosa si sta parlando? Basta usare un’etichetta da affibbiare ad ogni variazione di una procedura? Mi sembra poco, ed allora ne parliamo con chi dell’innovazione ha fatto una professione. Come Roberto Dinelli, trentacinquenne brillante con alle spalle già un buon numero di masters dopo la laurea un Scienze Politiche a Pisa, ed una serie di rapporti con grandi aziende, al punto da passare alla creazione di un proprio modulo per individuare e rendere efficaci le potenzialità di soggetti, sia pubblici che privati, modulo inserito ed utilizzato nel percorso didattico del Master in Management dell’Innovazione della Scuola Superiore S. Anna di Pisa. Dott. Dinelli, cosa si intende oggi concretamente per innovazione? L’innovazione è la capacità di individuare potenzialità, anche all’interno di business tradizionali e considerati “maturi”, e di trovare il nostro obiettivo strategico. Il passo successivo è saper tradurre questa potenzialità in un piano di azione concreto che può riguardare i processi lavorativi che incidono all’interno dell’azienda e si concretizzano in benefici (prodotti/servizi) sempre più evidenti e vicini alle esigenze dei Clienti. L’ultimo aspetto ma, il più importante, riguarda il saper mettere in pratica il nostro piano: è forse l’elemento in apparenza più scontato ma che fa la differenza tra un’idea che rimane nella nostra mente o nel nostro cassetto ed un fatto realmente accaduto… Dando per scontato che i termini azienda e clienti possano essere sostituti da pubblica amministrazione, e cittadini e operatori economici, si tratta di qualcosa di preciso in termini di opportunità per un certo territorio? Indubbiamente, purché questo sappia individuare la propria “vocazione” o strategia di fondo strutturando le azioni e perseguendone la realizzazione in uno scenario condiviso tra diversi soggetti ed istituzioni. Che per la costa etrusca si traduce in…? Ad esempio nella necessità di consolidare la propria offerta turistica segmentando il proprio Cliente di riferimento a seconda della zona specifica e differenziando quello che in gergo è definito come marketing mix, e cioè prodotti, prezzi, pubblicità. Il che significa valorizzare le competenze distintive dei distretti di riferimento agevolandone lo sviluppo e la diffusione verso l’esterno. E questo avviene? Soltanto in parte, perché in effetti è normale che ci si scontri con due fatti. Intanto perché spesso esistono tante idee che non riescono ad incontrarsi in una visione strategica unica e condivisa, in modo da poter effettuare un concreto monitoraggio ed applicare eventuali politiche correttive. Inoltre la maggior parte delle idee che vengono portate avanti si perdono nella fase di realizzazione e cambiamento effettivo verso i destinatari cui sono rivolte. In pratica lei dice che è difficile passare dall’idea incubata all’interno di un progetto ad un’idea che viva nel mondo reale allargato per cui è stata concepita… Esattamente. In effetti esiste un problema di metodo non usando il quale i rischi di non arrivare a tradurre in risultati i progetti sono tanti. In concreto cosa si tratta di fare? Abbiamo parlato del turismo. Ebbene la Pubblica Amministrazione Locale deve essere interlocutore e facilitatore per la valorizzazione del turismo locale, sia come capacità di individuare e concepire un’offerta integrata tra diverse strutture di ricettività da connettere sul territorio, sia come miglioramento dell’accessibilità al territorio stesso ed alla sua offerta dal punto di vista logistico, architettonico, sia nell’offerta di canali disponibili per l’erogazione dei servizi: mi riferisco a sportelli, chioschi, totem ma anche al web, i call center, la tv… Inoltre si tratta di censire, raccogliere e digitalizzare le informazioni rilevanti - sia in un’ottica di scambio tra le istituzioni, sia un’ottica di gestione multicanale - sul proprio territorio in modo da farne strumento di lavoro e di pianificazione. E qui immagino che entri in gioco il grado di conoscenza che ha la pubblica amministrazione di quanto esiste nel campo delle nuove opportunità offerte dalla tecnologia? Per forza, in quanto si tratta di utilizzare le “spinte” al cambiamento, come il nuovo codice dell’amministrazione digitale e gli interventi elencati, o come la definizione di politiche di formazione mirate e di censimento e valorizzazione delle competenze interne. Quindi di investire grandi somme di danaro? Certo, ma qui si arriva ad un punto dolente, che è quello della relativa conoscenza, a mio giudizio, delle opportunità che esistono. Infatti questo è il momento ideale per cogliere due opportunità fornite dal Ministero dell’Innovazione (CNIPA) in cui soggetti come le Province come le associazioni, possono candidarsi a facilitatori di innovazione sul territorio utilizzando anche un contributo per aggregare i piccoli comuni e ridurre quello che in gergo si chiama il digital divide, il divario digitale. In particolare la prima linea di azione va indirizzata alla costituzione dei CST (Centri Servizi Territoriali) che ha come obbiettivo l’avvio di esplicite attività di sostegno verso i piccoli comuni, per garantirne la partecipazione piena ai processi di innovazione. Cosa si intende per piccoli comuni? Quelli con meno di 5.000 abitanti, che in Italia sono addirittura 5.836, in cui risiedono più di 10 milioni di abitanti. Quindi anche molti presenti nella nostra Provincia? Sì, credo che siano XXXXXXX. Ecco, la linea di azione ministeriale si pone come fine di sostenere i processi di associazionismo e di cooperazione tra loro, per favorire economie di gestione con particolare riferimento alla spesa ICT, per migliorare la qualità dei servizi offerti a cittadini, imprese e territorio, e per attivare iniziative per la riduzione del divario digitale sul territorio. Ebbene lei diceva che pochi piccoli comuni stanno sfruttando queste opportunità? Sì, e questa è un’occasione persa perché il bando per accedere alla facilitazioni scade in questi giorni, ma entro la fine dell’anno dovrebbe essere disponibile una nuova opportunità, il cosiddetto bando sul “Riuso”, espressione che sta ad indicare l’istituzione di della banca dati delle applicazioni riusabili da parte di tutte le amministrazioni. Qui il discorso si fa tecnico ma il concetto è che, adottando una certa serie di regole, il ministero finanzierà le amministrazioni che accederanno al catalogo di determinate applicazioni con l’ottica di utilizzare e migliorare le soluzioni ed i servizi offerti. La morale è quella che ci si debba dare da fare! Senza dubbio. Sperando che… si voglia veramente cambiare qualcosa: è decisamente meno faticoso adeguarsi ad un universo culturale cristallizzato in cui sopravvivere ai cambiamenti, piuttosto che ingegnarsi per creare nuove possibilità. Per ogni cambiamento che si rispetti, le resistenze che si generano sono enormi: “perché dobbiamo cambiare prima noi? Cosa mi succederà? Abbiamo sempre fatto così ! ecc. ecc.”. Frasi di questo tipo ostacolano la voglia di fare. Allora l’ingrediente essenziale dell’innovazione, secondo me, è quello di credere nel futuro ed avere fiducia nel cambiamento, cosa che non è assolutamente semplice di questi tempi. Perché in effetti con una visione gattopardesca l’immobilismo è comunque una strategia…

Last modified 07-12-2005 12:22 expired