
“Stiamo cambiando il modo di volare”
Inaugurato al Galilei il nuovo volo per Dublino
“Inaugurare una nuova base è come costruire una nuova azienda”. Con queste parole Pier Giorgio Ballini, amministratore delegato Sat, ha commentato la nascita – già annunciata lo scorso 20 luglio – della nuova base Ryanair all’interno dell’aeroporto Galilei. Un traguardo importante, che ha coinciso con la partenza del nuovo collegamento tra Pisa e Dublino, effettuato quotidianamente con un nuovo B737-800 da 189 posti. Salgono così a dieci le destinazioni collegate con voli diretti Ryanair da Pisa, e, a queste, a partire dal 12 gennaio 2006, con l’arrivo alla base del secondo B737-800, si aggiungeranno Alghero e Eindhoven (Olanda), anch’essi collegati quotidianamente. All’inaugurazione erano presenti, oltre a Ballini, l’ambasciatore irlandese in Italia, Frank Cogan, la responsabile marketing Ryanair per l’Italia Bridget Dowling ed il marketing manager per l’Italia dell’ufficio del Turismo Irlandese Niamh Kinsella. E’ stato lo stesso Cogan a prendere la parola sottolineando l’importanza del turismo come modo migliore per instaurare un legame culturale e commerciale tra due nazioni. Turismo che in Irlanda ha subito un costante incremento grazie anche al ruolo rivestito da Ryanair. «Questo volo – ha commentato – non potrà che rinsaldare i legami tra i nostri Paesi». «A gennaio – è intervenuta Bridget Dowling – inaugureremo anche i collegamenti con Alghero ed Endhoven, ulteriore passo per raggiungere – nel 2006 - il milione e 300mila passeggeri in un anno per un totale di 10 rotte dal Galilei».
Ryanair aveva iniziato ad operare su Pisa nel 1998, trasportando 76.756 passeggeri sulla rotta con Londra-Stansted: ad oggi le previsioni per questo 2005 sono di oltre 900mila.
Ma cosa è cambiato con l’inaugurazione di questa base?
«Quando una compagnia aerea – spiega Ballini – apre una propria base sull’aeroporto, decide di dedicare un gruppo di aerei ai collegamenti da e per quello scalo. Nel caso del Galilei, Ryanair dedicherà due aerei nel 2005/2006 per arrivare a quattro entro il 2008. Questo importante investimento provoca uno sviluppo del traffico ed anche un radicamento delle operazioni della compagnia sull’aeroporto, fatto prezioso in un mercato totalmente deregolamentato come è quello del trasporto aereo intra-UE. Inoltre, poiché la strategia di Ryanair è quella di collegare ogni punto del proprio network di aeroporti con una o più basi, è evidente che essere base dà maggiori opportunità di sviluppo al Galilei, che può così aspirare ad essere collegato a tutti i punti del network per i quali esiste un possibile mercato».
La nuova base Ryanair cosituisce pertanto un nuovo insediamento industriale a Pisa con il conseguente impatto occupazionale ed economico per la Toscana.
Notizie importanti in campo aeroportuale provengono anche dall’isola d’Elba: lo scalo di Marina di Campo è stato rilevato da una cordata di imprenditori di Pisa, Livorno e Lucca riuniti nella Sip, la Società Industriale Partecipazioni Spa, che detiene parte della Sat. Il presidente Alberto Dringoli, che deve fare i conti con uno scalo che ha alle spalle tre bilanci in rosso, ha presentato l’iniziativa all’interno dell’aeroporto dichiarando la ferma intenzione di operare una fase di risanamento aziendale che condurrà l’aeroporto ad un notevole sviluppo. «Contiamo molto – ha dichiarato – sulla collaborazieone degli enti locali e delle strutture dell’isola, perché l’aeroporto allo stato attuale o lo si rilancia o lo si chiude». Ma tra I primi ad essere perplessi su queste possibilità di sviluppo c’è proprio il Comune di Marina di Campo. «Siamo disposti – ha continuato Dringoli – nella fase di ricapitalizzazione, a scendere al 66 per cento della proprietà contro l’attuale 86 – Sat e l’Associazione Albergatori Elbani detengono rispettivamente i restanti 10 e 4 per cento, nda – cedendo un 20 per cento agli enti locali dell’isola». Allo stato attuale l’aeroporto effettua solo voli spot; l’intenzione della Sip è quella di inserire dei voli permanenti, possibilmente per tutto l’anno. «Crediamo fermamente – afferma il presidente della Sip – che l’isola d’Elba possa vivere uno sviluppo turistico che non sia più solo di tipo balneare. Ad esempio quello congressuale, magari legati ai centri universitari e non, nazionali ed europei».
Si tratta, in definitiva, di una scelta coraggiosa vista non solo dal punto di vista economico: l’aeroporto di Marina di Campo presenta numerose difficoltà anche sotto il punto di vista strutturale. Uno dei primi interventi necessari sarà infatti l’allungamento dell’unica pista, che attualmente misura poco più di mille metri. Operazione non facile, vista la conformazione del territorio.
(Francesco Caprina)
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14-11-2005 10:28
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